Di Stefano e quel magico scorpione: il gol che (quasi) nessuno ha visto

Le magie di Mkhitaryan e Giroud riportano alla mente la prodezza del grande Don Alfredo, in un Belgio-Spagna del 1957: un gol che è possibile vedere solo... in 3D.

Il gesto dello scorpione già "di moda" all'epoca di Di Stefano

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La scorpione-mania ha contagiato l'Europa. Prima la magia di Henrikh Mkhitaryan nel Boxing Day, poi lo straordinario bis di Olivier Giroud che ha inaugurato il 2017 con il suo capolavoro. Sono loro gli epigoni di una giocata che trascende il gesto tecnico per rientrare nella pura poesiaDa Higuita a Ibrahimovic, vi abbiamo mostrato i precedenti più illustri. Ma ce n'è uno che, probabilmente, li anticipa e supera tutti per prestigio e peso storico. Rimanere nell'alveo del dubbio però è inevitabile: è un gol che nessuno ha visto. O meglio, nessuno tranne chi quel giorno si trovava in campo o sugli spalti dell'Heysel di Bruxelles. Dove, il 31 marzo del 1957, il Belgio ospitava la Spagna per un'amichevole.

A fine partita gli iberici avrebbero vinto 5-0, ma è la prima rete - siglata al 25' - a essere entrata letteralmente nella leggenda. Finendo cioè per essere tramandata ai posteri come un evento assolutamente sensazionale, ai confini della fantasia. L'eroe protagonista non poteva che essere lui, il giocatore simbolo di quell'epoca calcistica: Alfredo Di Stefano.

Di scorpioni, Alfredo Di Stefano ne andava "ghiotto": lo dimostra anche questa foto mostrata una decina di anni fa dallo stessa leggenda madridista

La tecnologia della fine degli anni Cinquanta, purtroppo, non venne in soccorso di una tale opera d'arte in movimento: i nastri delle telecamere avevano un'autonomia totale di 25 minuti, da centellinare nel corso della partita; la televisione belga riuscì a riprendere a partire dal 2-0; i fotografi con tutta probabilità persero l'attimo fuggente. Risultato? Quella magia fu persa per sempre. A quasi sessant'anni di distanza, qualche mese fa ci ha pensato Premium a realizzare una riproduzione virtuale in 3D di quella straordinaria acrobazia.

La vignetta che riproduce la spettacolare rete di Alfredo Di Stefano

Il racconto del testimone "speciale" Luisito Suarez

Consulente d'eccezione, l'ex interista Luis Suarez, che di Don Alfredo era compagno di squadra in quella formidabile Spagna. Lo stesso Luisito, unico Pallone d'Oro spagnolo della storia, aveva già raccontato la trama di quell'azione nel libro di Alfredo Relaño "Memorie in bianco e nero":

Alfredo passò la palla a Mateos e scattò come un freccia verso l'area di rigore. Mateos toccò quindi per Miguel, che fece la classica giocata da esterno. Di Stefano correva verso il centro, liberandosi del suo marcatore. Miguel crossò in area, ma Di Stefano era partito così veloce che si trovo al di là del pallone. Ecco quindi che inventò qualcosa di geniale: si tuffò in avanti, come per colpire di testa, ma colpì il pallone con il tacco e lo insaccò vicino al palo. Riuscì a colpire la palla a un metro e mezzo da terra, senza neanche vederla!

Lo stesso Di Stefano, molti anni più tardi, avrebbe definito quel gol come il "più bello" di tutta la sua eccezionale carriera.

In quel 31 marzo, a Bruxelles, la sua prodezza avrebbe poi spianato la strada alla goleada iberica. A farne le spese il portiere belga Henri Meert, come avrebbe ammesso al fischio finale lo stesso numero uno:

Il gol di Di Stefano mi ha scombussolato. Non riesco a capacitarmi di come ci sia riuscito, è qualcosa che va fuori di ogni logica!

Parole a cui la riproduzione virtuale riesce, almeno in parte, a restituire legittimità.

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