Legenden der Bundesliga - Mister successo ed empatia Jurgen Klopp

Quando finì la scuola il preside gli disse: "Speriamo che col calcio avrai fortuna o ti vedo male". Klopp il successo se l'è creato: a Mainz, Dortmund e Liverpool.

1k condivisioni 0 commenti 5 stelle

di

Share

Che Jurgen Klopp sia un allenatore di personalità non lo si è scoperto solo nella sua ultima disgraziata stagione al Borussia Dortmund. Nella stagione 2014-15 è stato perfino ultimo in classifica a metà campionato. Dopo una brutta sconfitta in Bundesliga con l’Eintracht in molti gli chiesero se stesse pensando alle dimissioni. Tra domanda e risposta passò meno di un secondo:

Non sono un tipo da dimissioni. Io non mi tiro indietro, io non fuggo.

Vero, lui non scappa. Insegue chi lo fa. In questo caso col Liverpool sta inseguendo Antonio Conte e il suo Chelsea, primi in Premier League. E attenzione, perché Klopp, ovunque sia andato, ha sempre ottenuto il massimo. L’anno scorso forse ci si aspettava qualcosa in più da lui, ma che la squadra fosse cambiata era comunque evidente. E lui la faccia ce la mette sempre. Nell’estate del 2003, dopo aver fallito per due anni di fila la promozione in Bundesliga col Mainz arrivando sempre quarto (sciupando in entrambi i casi il match point all’ultima giornata), decise di portare i suoi giocatori su un’isola deserta in Svezia: nessun comfort, niente elettricità, il cibo andava procurato pescando o cacciando. Il gruppo doveva restare unito. Bisognava crescere insieme. L’obiettivo, fin dall’estate doveva essere lo stesso per tutti. Trovare da mangiare sull’isola, sconfiggere gli avversari in campo. Piano riuscito: nel 2004, finalmente, il Mainz arriva in Bundesliga.

Empatia

Esponendosi, gonfiando il petto nei momenti di maggiore difficoltà e con la sua emotività, Klopp ha sempre conquistato i tifosi. Nel 2008 diede l’addio al Mainz, la squadra per cui, da giocatore e da allenatore, aveva lavorato per 18 anni continuativi, e sbarcò Dortmund. Il saluto della città fu doloroso, emozionante, commovente: davanti ad una piazza riempita da 40mila persone, Klopp, piangendo, ammise:

Tutte le qualità che ho me le avete fatte valorizzare voi.

Una giornata indimenticabile, tanto che nella versione tedesca de “I signori del calcio”, Klopp ci ha scherzato su:

Era tutto davvero eccessivo. Donne e bambini che piangevano, così come uomini e anziani. Non ho un’opinione tale di me da pensare di meritare tutto questo, ma, seppur eccessivo, era davvero commovente. Quando ci penso non solo mi viene la pelle d’oca, ma piango ancora oggi.

In realtà anche al Dortmund creò un’empatia totale con squadra e tifosi.

Occhio lungo

Hummels arrivò in giallonero perché il Bayern Monaco non rinnovò il contratto all’allora 19enne. Con Klopp, Mats è diventato il difensore più forte del paese e uno dei più forti al mondo. Quando i giornalisti chiesero a Jürgen come fosse possibile che i bavaresi si fossero lasciati sfuggire un talento del genere a parametro zero, lui afferrò un microfono e rispose con una sonora risata. Per non parlare di Lewandowski. Nel suo primo anno in Germania i tifosi lo avevano ribattezzato Chancenmörder (assassino di palle gol) perché sotto porta non riusciva mai a buttarla dentro. Nel 2011, durante la Coppa America, Lucas Barrios si strappò, e Lewandowski era quindi l’unica prima punta a disposizione per i primi mesi di campionato. I tifosi supplicarono Klopp di intervenire sul mercato, ma lui puntò tutto sul polacco che segnò, di tacco, il gol decisivo nello scontro diretto al Bayern Monaco a poche giornate dalla fine, permettendo al Dortmund di confermarsi ancora campione di Germania. E Klopp gongolava:

Robert è l’esempio lampante che con la tenacia si può raggiungere qualsiasi obiettivo. Per fortuna non abbiamo dato adito alle critiche e agli sfottò sul suo conto, altrimenti chissà dove sarebbe lui, e soprattutto, chissà dove saremmo noi.

 

Orgoglio

Dai momenti di difficoltà, dalle sabbie mobili, Klopp è sempre uscito a testa alta. Nei momenti positivi ha sempre ottenuto il massimo attraverso l’empatia che crea. Due anni fa, col Dortmund ultimo fu chiaro con i tifosi:

A chi critica dico solo una cosa: se siete tifosi solo quando si vince dovevate scegliere il Bayern Monaco. Quello vi avrebbe reso felici. Quando l'ultimo anno di scuola il preside mi diede la pagella mi disse: "Speriamo che avrai fortuna col calcio altrimenti per te la vita sarà difficile”. Sono abituato a vivere nello scetticismo. Le persone fanno presto a criticare, quello viene naturale, gli applausi invece vanno conquistati.

Insomma, Klopp non molla e non si spaventa. Né quando la sua squadra è ultima in classifica come due anni fa, né ora che è a soli 6 punti dalla vetta. Lui i suoi ragazzi li carica sempre, non li lascia mai soli. Nel 2003 sull’isola deserta c’era pure lui…

 

Share

Vota

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.