Schumacher, 3 anni di speranza: e 16 milioni per mantenerlo in vita

A tre anni dal dramma sulle nevi di Meribel, permane il riserbo sulla salute di Schumi. Ma appaiono le cifre spese dalla famiglia per tenerlo in vita: 16 milioni.

Schumacher

1k condivisioni 2 commenti 5 stelle

di

Share

Tre anni lunghi quanto un secolo. Col pensiero fisso al 29 dicembre 2013. L’ultimo vero giorno Michael Schumacher. Il Campione. Prima di quell’incidente, in un normale pomeriggio natalizio: poi divenuto terribile. Sulle nevi di Mirabel, in una maledetta pista da sci. Caduta, impatto, soccorsi e paura. Tanta. Assieme all'infinita speranza. Quella che avvolge giorno dopo giorno la famiglia del 7 volte iridato. Perché Michael, subito dopo la tragedia, venne operato due volte al cervello in 48 ore. Con la diagnosi di un danno assonale diffuso. Aggrappato al tempo, in coma: dal quale è uscito 169 giorni dopo l'impatto. Per poi tornare il 9 settembre del 2014 nella sua villa di Gland in Svizzera. Chiuso in una stanza attrezzata per tenerlo in vita. 'In compagnia' di un un team di 15 persone, tra medici, neurologi ed infermieri. Sempre presenti e vicini a Schumi.

Silenzio

Protetto. Da ogni tipo di dolore. Nella sua privacy, quella che contornava il ferrarista anche ai tempi delle sue vittorie. Ora passate in secondo piano per lasciare spazio alla ricerca della vita e del rispetto. Tanto predicato dalla moglie Corinna e da Sabine Kehm, la portavoce. Già, silenzio e rispetto. Perché delle salute di Michael si sa poco o niente. A differenza dei costi per mantenerlo in vita. Che sono salatissimi. 115.000 sterline a settimana. Più di 16 milioni di euro, dal 29 dicembre 2013 ad oggi. Tre anni dopo.

Protezione

Di notizie ce ne sono poche. Alcune rubate, come quella del 2014: quando un soccorritore svizzero venne arrestato per aver tentato di vendere la cartella clinica di Schumacher. Con l'indagato che addirittura si suicidò in cella. Ma per Schumi la vita non è affatto migliorata.

Michael non può camminare e non riesce nemmeno ad alzarsi in piedi con l'aiuto degli specialisti che lo seguono

Altro che camminata ritrovata. Perché queste dichiarazioni rilasciate da Felix Damn, avvocato dell'ex pilota,  sono la cruda risposta all'infida speculazione rilanciata dalla rivista tedesca Bunte, in cui si sosteneva che il 47enne ex pilota aveva ripreso a camminare.

Perché la salute di Michael non deve essere di dominio pubblico. E così la famiglia continuerà a mantenere il massimo riserbo

Con queste parole la portavoce del tedesco ha ribadito la privacy che ruota attorno al campione. Intanto Schumi lotta, da solo. Anche se accompagnato da una vasta squadra di terapisti attorno a lui. E ogni tanto qualche amico, come Stefano Domenicali, Jean Todt e Luca Badoer: gli unici angeli custodi che possono dargli forza. Da vicino, assieme alla famiglia.

Keepfighting

Una preghiera divenuta un hashtag: 'Keep fighting. Continua a lottare'. Perché la vera novità è il sito e la pagina Twitter che la famiglia del tedesco ha appena lanciato. Con il suo nome. E con un imperativo che "vuole incoraggiare gli altri a non mollare mai". Uno slogan così manifestato dalle parole della moglie Corinna. Che ora da sola amministra il patrimonio di famiglia. Vendendo case e beni privati, come il Jet: roba ora non più utile a Michael.

C'è anche Mick

Mick Schumacher, figlio del 7 volte Campione del Mondo di F.1

Sì, la storia deve continuare. E allora il figlio Mick sogna il titolo mondiale. Sulle orme di papà. Perché il baby Schumi corre con il team italiano Prema, assieme al quale ha conquistato il secondo posto nella F4 italiana e in quella tedesca. E ora andrà in Formula 3, un trampolino di lancio perfetto per un pilota di 17 anni. Aspettando il padre: Michael Schumacher. Il Campione.

Share

Vota

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.