Premier League: Leicester, ti salvi? Viaggio nella crisi delle Foxes

La squadra di Ranieri, dopo l'exploit impensabile dello scorso anno, in questa stagione di Premier League sta faticando tremendamente. Il terzultimo posto è solo a -3.

I giocatori del Leicester sconsolati

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Se son rose, fioriranno. Esattamente un anno fa, a questo punto della stagione, quando si parlava del Leicester di Claudio Ranieri capolista insieme all'Arsenal a quota 39 punti, si usava questo breve proverbio. Le rose in questione, come ormai tutti sanno, sono già bell'e fiorite da qualche mese, ma il problema è che ora stanno appassendo. A una giornata dal termine del girone d'andata le Foxes campioni d'Inghilterra si trovano solamente tre punti sopra il Sunderland terzultimo e con 21 punti in meno rispetto alla scorsa stagione. E pensare che in Champions League la squadra di Ranieri ha passato il turno da prima in classifica con 13 punti raggiungendo gli ottavi di finale con un turno di anticipo. Ma che succede alle Foxes in Premier League?

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Leader a centrocampo cercasi

Per provare a capire cosa sta succedendo nel mondo Leicester, partiamo dai cambiamenti più evidenti che ci sono stati rispetto alla passata stagione. Uno su tutti: il centrocampo. La vittoria del titolo era passata anche e soprattutto dai palloni recuperati e dalla corsa inesauribile di N'Golo Kanté, che in estate non ha resistito al fascino del Chelsea e di Antonio Conte. In questa stagione invece la mediana del Leicester non ha un vero padrone. Dopo le bocciature di Mendy, comprato in estate dal Nizza per rimpiazzare Kanté e utilizzato solamente 170 minuti in tutte le competizioni, e la discontinuità di un troppo timido Amartey, questa appare davvero la zona di campo più fragile. Un aiuto concreto dovrà darlo Wilfred Ndidi, centrocampista di sostanza classe '96 in arrivo dal Genk. 

Getty Images

Questione di fiducia

Al di là delle questioni tecnico-tattiche, ciò che ha spinto il Leicester fino al trono d'Inghilterra è stata la fiducia. Di tutto l'ambiente, di tutti i giocatori e dell'allenatore. Una fiducia smisurata che ha portato a compiere qualcosa di inimmaginabile, come le 15 partite su 38 senza subire gol. O come i 24 gol di Vardy e i 17 di Mahrez, capace di fare anche 11 assist e vincere il premio di giocatore dell'anno in Premier League. Come spiegato dallo stesso Ranieri in conferenza stampa prima della sfida al West Ham:

L'anno scorso ci andava tutto bene, ora ci va tutto male. Non vedo la stessa mentalità collettiva che c'era lo scorso anno. Dobbiamo dimenticare quello che abbiamo raggiunto e tornare a dare più del massimo in campo.

Concetti di una semplicità estrema che però riassumono alla perfezione la discesa delle Foxes. A proposito di fiducia, pensate che su un sito web di tifosi è stato fatto un sondaggio che domandava ai tifosi se Ranieri dovesse rimanere allenatore del club. I risultati sono agghiaccianti: solo il 52% dei votanti ha risposto in maniera affermativa. La gratitudine, questa sconosciuta.

Perché si salveranno

Vista la situazione di classifica preoccupante, in molti si stanno già sbizzarrendo pronosticando la sicura discesa in Championship dei campioni d'Inghilterra in carica. Ma andiamoci piano. Non bisogna dimenticare che lo spirito di questa squadra, quando messo in campo, è qualcosa di unico. Basti pensare alla cavalcata incredibile di due stagioni fa che portò una salvezza insperata, oppure alle prestazioni di grande qualità ammirate in Champions League, competizione nella quale le Foxes possono ancora stupire (negli ottavi l'avversario è il Siviglia di Sampaoli). E come dimenticare la recente vittoria per 4-2 sul Manchester City di Guardiola, una partita che aveva illuso tutti sul ritorno a grandissimi livelli di Vardy&co. ma subito cancellata dalla sconfitta in casa del Bournemouth.

Ranieri è alla ricerca di continuità, ma è necessario lasciarlo lavorare. La sua storia di allenatore parla chiaro, per lui ci vuole rispetto e ammirazione, senza avere (o far finta di avere) la memoria corta. Bisogna ricordare che la stagione è solo a metà e che 12 mesi fa tanti erano convinti che le Foxes sarebbero crollate prima dello striscione del traguardo. Oggi invece il punto di vista è cambiato, ogni incontro rappresenta quasi un'ultima spiaggia. L'equilibrio sarà un elemento chiave della seconda parte di stagione delle Foxes. 

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