Premier League, Conte scherza sul suo infortunio: "Colpa di Cudicini!"

L'allenatore dei Blues sta recuperando da un piccolo stiramento al polpaccio rimediato durante un allenamento: "Sto già meglio, ma contro il Crystal Palace ho sofferto".

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Se qualcuno è convinto che Antonio Conte sia un rullo compressore solamente quando è relegato nella sua area tecnica durante le partite, si sbaglia di grosso. Lì l'allenatore del Chelsea può apparire più che altro come un leone in gabbia, fosse per lui infatti seguirebbe fin dentro il campo i suoi giocatori per urlargli indicazioni e partecipare attivamente allo svolgimento della gara. Ma quando arrivano gli allenamenti, ecco che può dare il meglio di sé.

Stop muscolare

Nelle sedute al Chelsea Training Ground a Cobham, nel Surrey, il tecnico pugliese non perde occasione per partecipare alle esercitazioni insieme alla sua squadra, dimenticandosi per qualche ora i numeri scritti sulla propria carta d'identità. Qualche settimana fa però, prima della partita col Crystal Palace del 17 dicembre, ci avrà fatto caso (o quanto meno qualcuno glielo avrà ricordato), perché si è dovuto fermare per un problema muscolare al polpaccio rimediato proprio durante un test svolto insieme al resto dei suoi ragazzi. Non è niente di grave, un piccolo stiramento, ma che la dice lunga su quello che è il metodo Conte e sul suo atteggiamento anche lontano dai canonici 90 minuti.

La colpa - ha scherzato Conte in conferenza - è di Carlo Cudicini e Steve Holland (due assistenti di Conte, ndr). Ho voluto correre con loro e mi è costato caro.

Il metodo-Conte

È anche questo, in fondo, il segreto che gli ha permesso di raggiungere il record di 12 vittorie consecutive in Premier League con i Blues, questa sua fame continua che già lo ha proiettato con la mente alla potenziale conquista della tredicesima gara, quella di domani (ore 16) con lo Stoke CityL'allenatore pugliese ha portato a Londra un nuovo modo di allenarsi, sempre al massimo, come se ogni test fosse una finale di Champions League, il tutto aiutato da telecamere che riprendono costantemente, in modo da poter analizzare ancora meglio successivamente il lavoro svolto. Questo suo far parte del gruppo a tutti gli effetti ha letteralmente impressionato i giocatori del Chelsea, non abituati a un simile atteggiamento da parte del loro mister. E i risultati, al momento, sembrano proprio dargli ragione.

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