Compromesso tra Barcellona e UEFA: Estelada sí, Superlega europea no

Patto di non aggressione tra il club blaugrana e il massimo organo calcistico europeo: i catalani sosterranno il "no" alla Superlega, l'UEFA revisionerà il regolamento.

Le Esteladas in tribuna del Camp Nou

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A volte le partite si giocano più nelle stanze dei bottoni che sul rettangolo di gioco. Interessi, sostegni, politica, alleanze e così via, sono alla base dei giochi di potere che vedono coinvolti principalmente i grandi club.

Revisione futura

Ecco perché non desta poi così scalpore che il Barcellona abbia deciso di ritirare il suo ricorso al TAS in riferimento alle sanzioni imposte dalla UEFA dopo l'esibizione continuativa nel corso delle partite di Champions League della bandiera "Estelada", cioè il simbolo dell'indipendenza della Catalogna. Il presidente del club blaugrana Josep María Bartomeu ha infatti annunciato pubblicamente di non voler più portare avanti la sua battaglia contro le multe, comminate in virtù del noto divieto di esibizione di messaggi di tipo politico in partite di calcio.

Il motivo? Un tacito accordo tra il Barcelllona e UEFA che porterà dei vantaggi reciproci. L'organizzazione calcistica guidata da Ceferin ha apprezzato la rinuncia dei catalani a portare avanti la loro crociata e in cambio ha promesso che organizzerà un gruppo di lavoro coinvolgendo anche club e federazioni, al fine di revisionare il testo giuridico e il relativo regolamento disciplinare proponendo adeguate variazioni per prevedere in futuro alcune concessioni.

No alla Superlega

E il ritiro del ricorso non è l'unico "favore" che il Barcellona farà alla UEFA nell'ottica di questo gentlemen's agreement. Il club blaugrana infatti si è schierato dalla parte dell'organizzazione continentale anche nel dibattito in corso nell'ECA (European Club Association), esprimendo il proprio parere negativo in riferimento alla possibile introduzione della Superlega a partire dal 2021, un torneo elitario che escluderebbe di fatto la versione della Champions League così come la conosciamo oggi e che coinvolgerebbe anche club di altri continenti.

Il membro del comitato esecutivo dell'ECA Bartomeu ha deciso così di non collaborare per lo sviluppo di questo progetto già in fase avanzata, nonostante fino a questo momento fosse stato solidale con Bayern Monaco, Real Madrid e Juventus, le società più attive in favore della sua realizzazione. Un segnale che lo spirito identitario a volte è più forte della globalizzazione.

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