Khedira: "Ancelotti concede molte libertà, ma non è il tipico italiano"

Sami Khedira gli allenatori italiani ormai li conosce bene: ma tra Carlo Ancelotti e Max Allegri i punti in comune sono davvero pochi.

Il centrocampista della Juventus Sami Khedira spiega in cosa sono diversi Ancelotti e Allegri

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Un tedesco moderno. Abituato non solo a conoscere culture diverse, ma ad evolversi facendole sue. Sami Khedira figlio di padre tunisino e madre tedesca, è cresciuto così, abituato a convivere con bagagli (culturali) diversi, e quindi con bagagli (veri e propri) sempre pronti per imbattersi in nuovi modi di pensare. Germania, Spagna, Italia. Paesi diversi, nei quali Sami però si è trovato benissimo:

Sarà banale, ma ogni paese in cui sono stato ha le proprie tradizioni e la propria cultura. Quando ero arrivato da poco al Real Madrid mio fratello, che sa bene lo spagnolo, e io chiamammo un tecnico della Tv. Sarebbe dovuto arrivare alle 10. Da tedeschi eravamo abituati che sarebbe arrivato alle 9.55, in realtà quando alle 15 tornai dagli allenamenti non era ancora passato. Arrivò alle 17 e gli dicemmo che non si faceva così. Lui rispose: "Ringraziate il cielo che sono venuto".

Cambiamenti

A Torino Sami, come confidato alla Bild, si aspettava di trovare una cultura simile a quella trovata a Madrid. D'altronde l'Italia e la Spagna non sono distanti fra loro. Eppure come Sami ha imparato ogni luogo ha la propria cultura e a Torino vivono a modo loro:

Quando andai alla Juventus pensai che sarebbe stato simile alla Spagna. In realtà a Torino si è più vicini alla mentalità tedesca. Sono tutti molto puntuali, lavoratori, nonostante questo anche qui, di tanto in tanto, si trova il tempo per stare con la famiglia e bere un buon vino rosso.

Bisogna solo riuscire ad adattarsi. Lo sa bene Khedira, che nei primi mesi alla Juventus restò ai margini per un infortunio. Giocò appena 5 partite delle prime 15 di campionato, una da subentrato. Lui, come tutta la Juventus, in autunno sembravano destinati ad un campionato anonimo. Poi però il tedesco è tornato in forma e ha preso per mano il centrocampo bianconero: terminerà la stagione con 20 presenze in campionato e 19 vittorie (unico pareggio con l'Inter). A dimostrazione del fatto che doveva solo adattarsi ad un nuovo stile di vita prima di riuscire ad imporsi. Simile ora il caso Carlo Ancelotti, che dopo qualche difficoltà iniziale si è preso la vetta della Bundesliga spazzando via il Lipsia con un netto 3-0 nello scontro diretto:

So come è fatto Ancelotti: dà molte, molte, molte libertà. Fa così perché vuole che i giocatori siano creativi. Non ho mai lavorato con Guardiola ma penso che con lui invece sia tutto molto stabilito. Il passaggio dall'uno all’altro è forte. Io con Carlo mi sono trovato molto bene e le sue vittorie parlano per lui.

L’esperienza italiana

Allegri, probabilmente, è più maniaco della tattica rispetto ad Ancelotti. Alla Juventus è tutto più studiato, più ragionato, più programmato. D'altronde Allegri prima dei bianconeri non aveva mai allenato una squadra che fosse per distacco la più forte del proprio campionato. Ancelotti invece è più abituato a questa situazione e la vive probabilmente anche in maniera più rilassata. Almeno stando a quanto racconta Khedira:

Credo che alla Juve lo stile sia simile a quello di Pep: allenamento intenso, molta video-analisi,molta tattica. Carlo è stato influenzato dalle sue esperienze all'estero. 

C’è poi un particolare simpatico. Ovunque va Khedira si è imbattuto in sudamericani particolarmente allegri e goliardici:

Cuadrado mi prende in giro perché prima delle partite sono molto concentrato. Mi dice di ballare con lui. Anche Marcelo aveva la musica accesa fino a 5 minuti prima della partita. Queste non fanno cose per me, ma forse solo perché non sono un bravo ballerino.

Nonostante i tratti comuni dei sudamericani, Khedira è convinto che la globalizzazione abbia ormai preso il sopravvento. La sua Germania ne è l'esempio. Berlino è la seconda città al mondo con più turchi dopo Istanbul. Un dato chiaro, che evidenzia quanto ormai lo scambio culturale e interrazziale sia ormai normale:

Non esistono più i tipici italiani o i tipici tedeschi. Basta andare al ristorante, che sia Torino o Stoccarda, per vederlo. Accanto a voi ci saranno persone di tante nazionalità diverse. Rimangono però dei punti fermi.

Un tedesco moderno. Abituato non solo a conoscere culture diverse, ma ad evolversi facendole sue. La forza di Khedira è proprio questa.

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