Premier League: i 10 Boxing Day più memorabili della storia

Dal Fulham che segna 10 gol all’Ipswich al Manchester United che ne prende 6 dal Burnley. E poi Wenger battuto dal Coventry e Ashley Cole che si improvvisa portiere.

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Il primo Boxing Day fu giocato il giorno di Santo Stefano del 1860 fra lo Sheffield Fc e l'Hallam Fc, i due club più antichi del mondo, ma ci vollero 28 anni perché il match del 26 dicembre avesse l'ufficialità di un campionato, l'allora Football League. Dal 1888 il Boxing Day è diventato tradizione irrinunciabile per gli inglesi e, forse perché si disputa subito dopo il Natale, ha spesso portato risultati impronosticabili o di proporzioni inattese.

Boxing Day: la Top 10

1888: West Bromwich-Preston North End 0-5

Il primo campionato inglese vero e proprio si identifica con l’edizione 1888-89 della Football League e fu vinto dal Preston North End che dominò la stagione con 18 vittorie, 4 pareggi e nessuna sconfitta. Vincendo largamente nel giorno di Santo Stefano sul campo del West Bromwich, i Lilywhite si aggiudicarono il primo Boxing Day di lega e andarono in fuga con 9 punti sull’Aston Villa.

1963: West Ham-Blackburn 2-8

Nell’albo d’oro dei Boxing Day la pagina del 1963 ha un post-it appiccicato, perché quando uno lo sfoglia possa trovarla subito: 66 reti in 10 partite, un festival del gol con pochi rivali. Gli Hammers si presentarono all’incontro piuttosto appesantiti dalle libagioni natalizie, tanto che quell’8-2 subito al Boleyn rimane come un’onta incancellabile. Pickering e McIvoy segnarono due triplette memorabili, mentre nel West Ham si salvò solo Byrne che segnò entrambi i gol dei suoi. Ma a rendere ancora più incredibile questo risultato fu l’esito del match a campi invertiti: solo due giorni dopo, infatti, gli Hammers espugnarono Ewood Park, sconfiggendo il Blackburn 3-1.

S&G and Barrats/EMPICS Sports
Bryan Douglas batte in scivolata il portiere del West Ham Jim Standen, realizzando uno degli 8 gol del Blackburn

1963: Burnley-Manchester United 6-1

Un altro risultato memorabile di quel Boxing Day del ’63 fu la vittoria tennistica del Burnley sul Manchester United. Davanti a 35.000 spettatori Lochhead si scatenò, arrivando a segnare 4 gol, ma anche qui la vendetta si fece attendere solo un paio di giorni: il 28 dicembre lo United ne rifilò 5 al Burnley, evidentemente sazio della scorpacciata di Santo Stefano.

John Connelly del Burnley in una foto del 1963

1963: Fulham-Ipswich 10-1

Un match che i tifosi dell’Ipswich non amano ricordare, anche perché la squadra era stata campione d’Inghilterra solo un anno e mezzo prima, sotto la guida di Alf Ramsey, ma nel 1963-64 cadde in rovina e retrocesse anche a seguito dei 121 gol subiti in stagione. Alan Mullery, che giocò quel match, ha ricordato recentemente:

Noi del Fulham eravamo una bella squadra: c’era gente in gamba, come Graham Leggat che quel giorno ne segnò 4, Johnny Haines, capitano della Nazionale, e Bobby Robson. Io segnai il nono gol e ricordo che la gente continuava a incitarci ad attaccare. Due giorni dopo perdemmo a Ipswich 4-2!

Colorsport
Alan Mullery ha appena realizzato il nono gol del Fulham

1970: Derby County-Manchester United 4-4

Le cronache di quasi 50 anni fa raccontano di una battaglia epica, su un terreno già accidentato, reso ancor più difficile dalla neve che cominciò a cadere durante la partita. Il botta e risposta fu emozionante, col Derby County avanti 2-0, raggiunto e superato da una doppietta di Denis Law e da un gol di George Best. Ma gli uomini di Brian Clough riuscirono a ribaltare di nuovo tutto a proprio favore: 4-3, fino alla rete del pareggio nel finale di Brian Kidd.

1977: Everton-Manchester United 2-6

Col senno di poi, forse, il risultato può anche non apparire troppo sorprendente, ma se si contestualizza lo è molto meno. Sì, perché quell’anno l’Everton era in lotta per il titolo, mentre il Manchester United veleggiava nella parte destra della classifica. Si trattò del classico colpo di coda della bestia ferita che ammutolì e rovinò le feste ai 50.000 di Goodison Park.

La foto ufficiale dell'Everton 1977-78

1992: Sheffield Wednesday- Manchester United 3-3

Come si dice in questi casi? Lo United non muore mai. E fu così anche in quel Boxing Day del ’92, il primo della Premier League: sotto 3-0 al 60’ per le reti di David Hirst, Mark Bright e John Sheridan, i Red Devils riuscirono a reagire con una doppietta in pochi minuti di Brian McClair e nel finale agguantarono il pareggio grazie a Eric Cantona, lesto ad approfittare di un pasticcio della difesa del Wednesday. E pensare che Cantona anni addietro era stato in prova proprio allo Sheffield, se non fosse che quando il club gli chiese un secondo provino, il francese rifiutò.

Il Manchester agguantò il pareggio grazie a Eric Cantona

1999: Coventry-Arsenal 3-2

Fa effetto dirlo, ma quel Boxing Day del 1999 era già il quarto per Arsene Wenger sulla panchina dell’Arsenal. Quella volta Gordon Strachan, alla guida del Coventry, gli giocò un bello scherzetto. All’intervallo gli SkyBlues erano già avanti 2-0 ma, quando a metà della seconda frazione Ljungberg dimezzò le distanze, la partita sembrò aver preso un’altra direzione. Ci pensò un ragazzino irlandese, Robbie Keane, a ristabilire le distanze a favore del Coventry e il gol di Suker nel finale non mutò la sostanza del risultato.

Un giovanissimo Robbie Keane esulta per il terzo gol del Coventry

2003: Charlton-Chelsea 4-2

Per Claudio Ranieri quel Boxing Day del 2003 è ancora un incubo. Roman Abramovich aveva appena rilevato il Chelsea ed erano già chiari i segnali che il magnate voleva un manager più glamour dell’allora Tinkerman italiano. La sconfitta di Santo Stefano non aiutò Claudio, che nonostante il secondo posto finale in Premier e la semifinale raggiunta in Champions, a fine stagione dovette lasciare il posto a José Mourinho. Quel giorno non ci fu partita, col Charlton avanti 2-1 all’intervallo e 4-1 a metà ripresa anche grazie a due assist di Paolo Di Canio. La rete di Gudjohnsen servì solo ad addolcire la pillola.

Di Canio contro Lampard

2007: Chelsea-Aston Villa 4-4

Una girandola di emozioni come se ne vedono raramente. I Villans, avanti di due gol, rimasero in 10 a metà della prima frazione per l’espulsione di Knight e vennero raggiunti e superati da una doppietta di Shevchenko e da un gol di Alex. Ma a 18 minuti dalla fine un altro ex rossonero, Martin Laursen, trovò miracolosamente la rete del 3-3. Finita? Nemmeno per sogno: il Chelsea mica poteva accontentarsi di un pareggio in casa contro un avversario in inferiorità numerica. L’arbitro Phil Dowd pensò a ristabilire la parità di forze in campo, mostrando il rosso a Ricardo Carvalho, ma a un pugno di minuti dalla fine Michael Ballack fece esplodere Stamford Bridge inventandosi un miracolo su punizione: 4-3. Sino al 90’, però, quando Ashley Cole, preso da un raptus, arrivò con le mani dove Cech non poteva arrivare: rosso diretto e soprattutto rigore per i Villans, una formalità per Gareth Barry che realizzò e mise la parola fine a quell’ottovolante di emozioni.

Ballack ha segnato il gol del 4-3. Sembra fatta per il Chelsea

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