Qatar 2022, caschi refrigeranti agli operai che costruiscono gli stadi

Realizzata dalla Qatar University , la nuova tecnologia sfrutta un ventilatore ad energia solare che raffredda la temperatura corporea di 10 gradi, garantendo 4 ore di refrigerio

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Dopo le denunce di Amnesty International sulle condizioni disumane in cui sono costretti a lavorare in Qatar gli immigrati impiegati come operai sui siti degli stadi in costruzione per il Mondiale del 2022, il Supreme Committee for Delivery and Legacy (che è l'organo che supervisiona l'organizzazione del torneo) ha deciso di correre ai ripari. E così, a partire dalla prossima estate, tutto il personale edile avrà in dotazione degli speciali caschi refrigeranti, in grado di ridurre la temperatura corporea di 10 gradi.

Siamo certi che questa nuova tecnologia renderà più confortevoli e sicure le condizioni dei lavoratori - ha spiegato al Guardian Saud Abdul-Aziz Abdul-Ghani, professore di ingegneria alla Qatar University, dove negli ultimi due anni è stato sviluppato il nuovo casco - e il nostro obiettivo è di ridurre il rischio di colpi di calore e di stress da calore degli operai durante i mesi estivi.

Dotato di un ventilatore ad energia solare che soffia l'aria su un tessuto refrigerato posto sulla sommità del casco, per poi scendere sulla parte anteriore del volto e creare così un micro-clima più freddo, il rivoluzionario dispositivo, che verrà usato per la prima volta proprio dagli operai del Mondiale, garantirebbe quattro ore di refrigerio a chiunque sia costretto a lavorare sotto il sole cocente (in Qatar d'estate il termometro può arrivare anche a 50 gradi).  

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