Materazzi in vena di ricordi: su Instagram la testata di Zidane

L'ex difensore azzurro ha postato una foto delle sue memorabilia del Mondiale vinto dagli Azzurri nel 2006. E non poteva mancare il ricordo della testata ricevuta dal francese.

Zidane Materazzi

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L'episodio della testata rifilata da Zinedine Zidane a Marco Materazzi nella notte di Berlino che assegnò il quarto titolo mondiale all'Italia rimarrà per sempre nella storia del calcio. Ciascuno dei protagonisti negli anni lo ha elaborato a modo suo.

Il francese non ha mai voluto parlarne, per scorno o per quel vago senso di superiorità transalpina che fosse, né si è mai scusato per un gesto che, per quanto reprensibile, non cancella una carriera straordinaria. L'italiano ci era tornato quest'estate, nel decennale della vittoria azzurra, ammettendo la sua provocazione:

Ho detto qualcosa su sua sorella, non su sua madre, come ho letto su alcuni giornali. Mia madre è morta quando avevo 15 anni, non mi sarei mai permesso di insultare la sua. Ho persino scritto un libro in cui ho parlato dell'episodio: è stata una frase stupida, ma di sicuro non meritava quella reazione.

In questi giorni, poi, Materazzi ha postato su Instagram la foto delle sue memorabilia di quella finale, un sancta sanctorum coi lari e i penati dei suoi ricordi: un pallone, una maglia celebrativa e un disegno - artisticamente non proprio memorabile - della testata.

Matrix, si sa, non è mai stato uno che ci andava per il sottile, il suo mestiere era fare il difensore, un mestiere duro, sporco e cattivo, mica una roba per collegiali. In campo del resto succede di tutto, in ogni match, dalle giovanili alle finali della Coppa del Mondo, e quello che ha detto Materazzi a Zizou quella sera non rappresenta certo un'eccezione, anche se rimane condannabile, come tutte le offese, sempre, comunque e a chiunque.

Zidane, probabilmente, farebbe bene a metterci pubblicamente una pietra sopra, chiudendo la faccenda con una stretta di mano, come più volte invocato dall'italiano. Fare l'offeso non gli giova: in fondo se quell'episodio rimarrà negli annali come uno dei peggiori momenti della storia dello sport, la colpa non è solo di quell'italiano brutto, sporco e cattivo.

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