Simeone: "Per l'Atlético, da 5 anni non vedo i miei figli come vorrei"

El Cholo spiega così la sua volontà di restare: "Per questo club ho fatto rinunce importanti". Copa del Rey, Cerci verso il ritorno in campo dopo 737 giorni.

Diego Simeone, allenatore dell'Atlético Madrid

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Contro il Las Palmas è arrivata una boccata d’ossigeno, una vittoria che quando manca da tre partite e ti chiami Atlético Madrid, comincia a essere un peso considerevole. Ci ha pensato Saúl Ñíguez a decidere la sfida e riportare i tre punti che in Liga non arrivavano dal 27 novembre scorso (3-0 in trasferta sull’Osasuna), proprio l’uomo che pochi giorni prima aveva giurato fedeltà eterna a Diego Simeone, il tecnico che - aveva assicurato - la squadra era disposta a seguire fino alla morte. Ora la situazione è un po’ più tranquilla, anche se non ancora serena. Ma è in queste condizioni che El Cholo riesce a dare il meglio di sé:

Quando si presentano le difficoltà mi sento molto più a mio agio. Sono nato in questo ambiente, amo le sfide. Dobbiamo migliorare, non abbiamo la continuità che speravamo in Liga, ma questo non fa che caricarmi. 

Futuro ancora a Madrid

Ecco perché non vuole assolutamente sentir parlare di quelle voci che lo danno sempre più lontano dall’Atletico Madrid:

Quello che conta è sempre l’oggi, il destino sarà quello che ci costruiremo, con il lavoro, la costanza, la forza di volontà. Sono cinque anni che non vedo i miei figli quotidianamente come vorrei. Se sto qui è perché voglio starci.

Testa solo ed esclusivamente sui Colchoneros, dunque, con una visione positiva del 2016:

Cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno. È stato un anno importante per il club, i giocatori e i tifosi. La cosa più bella del calcio è trasmettere emozioni, a prescindere dalla vittoria o la sconfitta.

Nel 2017 però spera che le soddisfazioni siano più numerose delle delusioni: 

Dobbiamo continuare a migliorare ed essere competitivi. Dopo cinque anni nello stesso club non è facile. Mi auguro però che il prossimo anno si possa continuare a dimostrare la stessa forza e l'energia per competere fino alla fine in ogni cosa.

La Copa del Rey e Cerci

Prima di voltare pagina e passare al 2017, però, c’è l’ultimo impegno del 2016, quello in Copa del Rey contro il CD Guijuelo, club del terzo livello del calcio spagnolo, battuto 6-0 in trasferta nella partita di andata. Sarà un’occasione per testare tanti uomini che non hanno trovato spazio fino a questo momento e magari rilanciare un giocatore come Alessio Cerci, al rientro dall’infortunio:

Non metterei mai nessuno da parte, sono il primo a dare delle opportunità. Nelle difficoltà ci sono sempre e lui ne ha passate tante. Può essere una possibilità per giocare qualche minuto e sentirsi di nuovo calciatore come purtroppo non succede da tempo. Verrà con me in panchina.

Se farà il suo ingresso in campo, succederà a distanza di 737 giorni dalla sua ultima apparizione con la maglia rojiblanca. Arrivato a Madrid nell’estate del 2014 per 15 milioni, dopo una stagione fantastica al Torino in coppia con Ciro Immobile chiusa con 13 gol e 11 assist, Cerci ha collezionato solo 9 presenze con Simeone, segnando un gol in Champions League contro il Malmoe. Più che altro ha trascorso il suo contratto con i Colchoneros in giro tra i prestiti al Milan e al Genoa, fino all’infortunio al ginocchio che lo ha costretto all'operazione del 10 maggio scorso. Ora il calvario sembra finito. E Simeone è pronto a dargli una nuova occasione.

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