Borussia Dortmund, per la vetta serve il binocolo: terzo pari di fila

Terzo pari di fila per le Vespe di Tuchel, che chiudono il 2016 senza sconfitte in casa. Ma è una magra consolazione: la vetta è sempre più un miraggio.

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Voleva festeggiare al meglio, Thomas Tuchel, la sua 50esima panchina di Bundesliga con il Borussia Dortmund. Ma nell'ultima apparizione dell'anno, contro l'Augsburg, le Vespe raccolgono solamente un pareggio. Il terzo di fila in campionato, dopo quelli contro Colonia e Hoffenheim. Al Signal Iduna Park finisce 1-1, con la rete di Dembelé che annulla il vantaggio iniziale dell'ex di turno Dong-Won Ji. I nero-gialli scendono al sesto posto, a quota 27 punti, scavalcati dall'Eintracht Francoforte: la coppia di testa Bayern Monaco-Lipsia è lontana nove punti, alla vigilia dello scontro diretto al vertice. Magra consolazione: il Borussia chiude l'anno solare senza ko casalinghi, traguardo raggiunto solamente nel 1965.

"L'Augsburg non è qui in gita"

È da poco passato il primo quarto d'ora, quando sull'account Twitter del Borussia fa capolino una riflessione: "L'Augsburg non è venuto qui in gita". Proprio così, i social media manager nero-gialli hanno ragione da vendere.

Perché il palo esterno colpito da Götze dopo una decina di minuti non è l'antipasto alla girandola di gol dei padroni di casa, ma solo una delle sporadiche occasioni create dalle Vespe nella prima mezz'ora. Tra il 15' e il 20', appunto, i bavaresi prendono coraggio: in fin dei conti, il Borussia orfano dello squalificato Reus appare disorganizzato, il 3-4-3 scelto da Tuchel gli calza proprio male e la possibilità di colpire in ripartenza è concreta.

Ecco allora che, al minuto 33, Bartra si fa intercettare un passaggio sballato da Hinteregger: parte così dall'ex Salisburgo l'azione che porterà all'assist di Moravek e alla realizzazione di Dong-Won Ji. Per il sudcoreano, il terzo centro in campionato (tap-in dopo il primo tentativo respinto da Weidenfeller) è anche una specie di gol dell'ex: nel 2014 è transitato proprio al Borussia, vestendo però solamente la maglia della squadra riserve. Nel finale di frazione ci prova poi Aubameyang a pescare il rapido pareggio, ma la fortuna e la coordinazione non lo supportano.

Rimonta a metà

Il povero Bartra è il primo a pagare il deludente primo tempo: Tuchel gioca la carta Bender. Ma soprattutto, il Borussia cala il jolly delle statistiche a favore: in Bundesliga è la squadra che ha segnato più reti nella ripresa e, in sei occasioni su sette, ha sempre recuperato lo svantaggio iniziale. Praticamente, basta questo per capire che per l'1-1 è solo questione di minuti. Due per la precisione: è appena scoccato il 47' quando Ous Dembelé triangola con Kagawa e batte Hitz, per la sua quarta rete in campionato.

Aver rimesso in careggiata il match scatena l'appetito alle Vespe: dopo neanche tre minuti il portiere dell'Augsburg ha l'increscioso compito di negare la standing ovation ad Aubameyang, maestoso in una semirovesciata stilisticamente perfetta ma troppo centrale. Il forcing del Borussia è martellante, tra le folate imprendibili di Dembelé e le incursioni in area dello stesso Aubameyang. Ma i minuti scorrono, l'assedio padroni di casa si fa sempre più ansioso e frenetico e il fortino dei bavaresi, seppur a fatica, continua a reggere. E reggerà fino alla fine, anche grazie all'occasione sprecata nel finale da Castro e, sulla ribattuta, dal subentrato Schürrle. Il Borussia chiude il 2016 senza sconfitte casalinghe, ma il rimpianto per i due punti gettati al vento è enorme. Come la distanza dal duo di testa Bayern Monaco-Lipsia.

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