Joey Barton, 12 anni fa l'inizio della carriera da bad boy

Il 19 dicembre del 2004 Barton spegne una sigaro nell'occhio di un compagno di squadra: comincia ufficialmente la sua "carriera criminale".

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O si ama o si odia. Joey Barton è così. Qualità tecniche nella media, grande temperamento e una spiccata propensione a cacciarsi nei guai. Una carriera lunghissima, fatta di continui cambi di casacca e ancor più frequenti risse, litigate, multe, allontanamenti e chi più ne ha più ne metta. Il "mito" di Barton, un ragazzotto di 34 anni nato in un sobborgo del Merseyside, comincia esattamente 12 anni fa, il 19 dicembre del 2004 durante la festa di Natale del Manchester City

La canzone sbagliata

Quella sera, come da rituale, i giocatori cominciano a turno a cantare con il solo scopo di intrattenere gli ospiti e creare un'atmosfera festosa. Jamie Tandy, però, va leggermente oltre il limite. Il 18enne, membro della squadra delle riserve, comincia a intonare alcuni cori contro gli Scouser, gli abitanti del Merseyside, che il caso vuole sia anche il luogo di origine del buon Joey. Tra i due già non scorre buon sangue, la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso è servita.

I compagni intervengono per non far degenerare la situazione, strappano il microfono dalle mani di Tandy e il peggio sembra passato. Ma qualche ora più tardi, mentre tutti tornano a casa, Barton si accorge che il suo vestito sta prendendo fuoco. Si toglie la giacca in fretta e furia per evitare di rimanere ustionato, poi alza lo sguardo e vede Tandy con un accendino in mano e un sorriso beffardo ben stampato in faccia. La sua reazione è immediata: Barton prende un sigaro dalla bocca di un compagno e lo spegne - accidentalmente, secondo la sua versione - nell'occhio del compagno di squadra. La colluttazione che segue fa calare il sipario sulla serata. 

L'occhio di Jamie Tandy
L'occhio del povero Jamie Tandy

Il curriculum di Joey

La notizia si diffonde a macchia d'olio in tutto il paese e Barton ne fa subito le spese: sborsa 60mila sterline per la multa inflittagli dalla società e altre 65 mila per i danni fisici causati a Jamie Tandy. Ma l'episodio non lo frena, anzi, sembra scatenargli un'insana voglia di guai. Nel corso delle stagioni successive, il suo curriculum si arricchirà in maniera consistente. 

  • Nell'estate del 2005, mentre è in tour in Thailandia con i Citizens, aggredisce un giovanissimo tifoso dell'Everton. Pagherà 120 mila sterline di multa e sarà costretto al rientro immediato in Inghilterra.
  • Nel marzo del 2007 viene accusato di aggressione ai danni di un tassista di Liverpool.
  • Nel maggio del 2007 colpisce alle spalle Ousmane Dabo con un pugno causandogli il distaccamento della retina dell'occhio sinistro. Il motivo dell'aggressione? Un intervento troppo deciso subìto durante l'allenamento. Viene condannato a 4 mesi di carcere.
  • Nel dicembre del 2007 viene accusato per l'aggressione di un sedicenne nel centro di Manchester. 
  • Nel maggio del 2008 è coinvolto in una rissa a seguito di un incidente stradale nel centro di Liverpool. Viene condannato a 6 mesi di reclusione e rilasciato dopo appena due mesi e mezzo per buona condotta. 
  • Nell'ultima partita della Premier League 2011/2012 viene espulso dopo aver aggredito tre diversi giocatori (dà una gomitata a Carlos Tevez e una ginocchiata ad Aguero) durante Manchester City-QPR. Viene squalificato per 12 giornate. 
  • Nel settembre del 2016 viene allontanato dall'allenamento dei Rangers per l'aggressione del proprio allenatore. Rientra due mesi più tardi solo per riprendersi le sue cose e firmare la risoluzione del contratto. 

Insomma, Joey Barton sarà forse il miglior compagno da avere in un quartiere malfamato, ma non proprio il modello ideale per i giocatori del domani. Amato da pochi, odiato da molti. Joey Barton non sarà mai un giocatore come tutti gli altri. 

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