Los Sinteticos - Villarreal inaffondabile, Messi è un'opera d'arte

Articolo a cura di Francesco Saverio Balducci per Crampi Sportivi

Messi, Neymare e Suarez

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Mentre a Yokohama Cristiano Ronaldo aspettava i supplementari per fare polpette del Kashima Antlers nella finale del Mondiale per Club, a casa in Spagna è andata in scena lo stesso, come se non mancasse nessuno all’appello, la sedicesima giornata di Liga. Le uniche sorprese del turno sono venute fuori dalla lotta serrata per i piazzamenti europei: Atletico, Real Sociedad, Villareal e Siviglia si contendono i posti Champions lasciati liberi da Barcellona (vittoriosa nel derby catalano contro l’Espanyol) e dal Real Madrid. 

Alaves-Betis Siviglia: venerdì? Devo controllare l’agenda 

Un consiglio: se conoscete qualche studente spagnolo in Erasmus, ovviamente tifoso del Betis, non contate su di lui il venerdì sera per la classica sbronzata universitaria. El viernes de La Liga, infatti, ha già impegnato otto delle sedici giornate dei biancoverdi. Non è un caso che gli andalusi abbiano la percentuale più alta di punti conquistati nell’anticipo di campionato (52%, 11 su 21). Tutto ciò non ha, però, impensierito il Deportivo Alavés che grazie al gol del brasiliano Deyverson è tornato al successo interno, che mancava ormai dal 26 settembre scorso.

Sporting Gijón-Villareal: come lo affondi un sottomarino? 

Diciamolo senza nasconderci: noi calciofili italiani nutriamo una particolare affezione per Alexandre Pato. Abbiamo visto quello che è realmente capace di fare, ovviamente prima che la tormenta di problemi fisici si abbattesse su di lui. Oggi abbiamo di che sorridere.

El submarino amarillo espugna il Molinón seguendo la scia luminosa dall’attaccante brasiliano. Sansone gli scippa praticamente un gol già fatto, in occasione della rete dell’0-1; poi numeri e giocate in mezzo al campo (da vedere e rivedere quella al 15’ del primo tempo) e il tap in vincente che chiude il match sullo 0-3. Nonostante la rete - rocambolesca - di Carols Carmona, quella della formazione di Fran Escribá resta la miglior difesa della Liga, con 11 reti subite, e una delle migliori d’Europa, dato che solo il Bayern Monaco è riuscito a far meglio, incassandone solo 9. La Roma è avvisata. 

Atletico Madrid-Las Palmas: un posto all’ombra 

Las Palmas porta, finalmente, un po’ d’ombra su un Vicente Calderón letteralmente incandescente. Torna al successo interno la formazione di Diego Pablo Simeone, dopo due turni e quattro punti totalizzati nelle ultime cinque giornate.

L’ombra, però, attenua ma non raffredda del tutto il clima in casa Atletico dato che, per confezionare la vittoria, ci sono voluti un Moya - tornato titolare dopo 650 giorni - superlativo e un’invenzione del canterano Saùl, al primo centro in campionato. Continua, intanto, l’allergia all’area di rigore da parte di Griezmann - che non segna in Liga da 760 minuti - e Gameiro che si spende tanto per la squadra ma risulta poco incisivo sotto porta. L’ombra rinfresca, ma ha sempre quel nonsoché di inquietante. C’è poco da stare sereni, insomma. 

Granada-Real Sociedad: attacco alla Champions 

Al quarto posto si sta veramente stretti. La Real Sociedad, nel match pomeridiano contro il Granada, riesce nell’aggancio in classifica al Villareal e ad impugnare l’ultima piazza valida per la Champions. I baschi non mettevano insieme un punteggio migliore dalla stagione 2002/03, annata in cui si piazzarono al secondo posto, a due punti dal Real Madrid campione, con Roy Makaay Pichichi.

Per sbloccare il risultato, però, al Nuevo Los Carmenes c’è bisogno del ventunenne Jon Bautista, che a due minuti dal suo ingresso in campo apre le marcature. Chiude i conti Juanmi. L’ex-squadra di proprietà della famiglia Pozzo resta impolverata al penultimo posto, con 9 punti, come una bomboniera del matrimonio di un nostro bis-cugino in fondo alla credenza. 

Siviglia-Malaga: la nova gelosia 

I giocatori del Siviglia devono essere parecchio gelosi del loro allenatore. Jorge Sampaoli, in settimana - molto democraticamente - aveva dichiarato che il Pallone d’Oro dovrebbe essere sempre cosa di Leo Messi. Detto, fatto: derby andaluso polverizzato in circa dieci minuti. Dal 25’ al 35’ per l’esattezza. Roba che è arrivato il fattorino a portare la pizza a domicilio e al mio ritorno la partita era già bella che chiusa.

Tutta colpa di Luciano Vietto che entra nei tre (due gol e un assist) delle quattro reti dei biancorossi, interrompendo la serie di sei risultati utili del Malaga, e proietta i suoi al secondo posto temporaneo. Nota a margine per Sandro Ramirez che realizza il terzo sigillo stagionale su calcio di punizione, concedendo agli uomini di Juande Ramos il gol della bandiera (bianca).

Leganés-Eibar: AAA cercasi portiere 

Alberto Brignoli, Jon Ander Serantes, Iago Herrerín e adesso anche Diego Barrios. Sono nomi che non vi diranno molto, basta fare solo un piccolo sforzo. Sono i quattro portieri del Leganés che, in questa stagione, hanno difeso la porta dei madrileni. Proprio così: tutti e quattro! L’ultimo, in ordine temporale, è il giovane ventiduenne subentrato al 29’ dopo l’espulsione di Herrerín - che a sua volta sostituiva l’infortunato Serantes - per un fallo da ultimo uomo su Takashi Inui, il tutto però fuori dall’area. L’incontro tra le due compagini – che per la prima volta si sfidavano in Liga - finisce in parità grazie alle reti di Guerrero, per i padroni di casa, e Bebè per l’Eibar. Siete tutti avvertiti: se il portiere del vostro condominio dovesse sparire, sappiate che potrebbe essere stato ingaggiato biancoazzurri.

Deportivo La Coruna-Osasuna: luci al Riazor 

Sprofonda sempre di più la compagine di Pamplona nei bassifondi della classifica della Primera División. Le due zuccate di Florin Andone - sesto gol nelle ultime sei gare - e quella di Rayan Babel lasciano il numero “1” nella casella delle vittorie stagionali dell’Osasuna, che condivide con il Granada questo record negativo. Si spengono le luci, ad un certo punto, sia in senso figurato che letterale per Los Rojillos dato che il Riazor va in blackout di punto in bianco. È subito capodanno al Cocoricò con tutti i flash dei cellulari a illuminare lo stadio galiziano e la musica in sottofondo. 

Barcellona-Espanyol: spettatori non paganti 

Vedere una partita del Barça è un po’ come quando qualcuno che non si intende affatto di arte visita un museo per la prima volta. L’esperienza potrebbe risultare poco entusiasmante, addirittura noiosa. Poi passi davanti a un paio di capolavori e improvvisamente rivaluti il tutto, o almeno provi a farlo. Così i blaugrana: giocano una partita piatta, quasi anestetizzante, poi Messi fa il tunnel ad un avversario, poi ne salta un altro, un altro e ancora uno. Poi lo fa ancora. E ancora. Sei lì e vuoi che la partita non finisca mai.

Il Barcellona vince il derby catalano con la doppietta di Suarez e le segnature di Jordi Alba e della Pulce, rispondendo “a distanza” alla vittoria del Mondiale per Club del Real Madrid. Per l’Espanyol c’è solo lo squillo di David Lopez, per il momentaneo 3-1. L’unica consolazione per Quique Sánchez Flores è quella di essersi goduto lo show di Messi dal vivo. 

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