Pistole, depressione e talento: la strana carriera di Calhanoglu

Al Bayer Leverkusen aveva il 10, un numero che ha ricevuto dopo solamente 16 gare da professionista. La sua storia, tra pistole e depressioni, è di quelle che fanno rumore.

Hakan Calhanoglu

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Pistole, certificati medici di depressione e tanto, tanto talento. A soli 23 anni Hakan Calhanoglu, neo acquisto del Milan, di cose da raccontare ne ha già molte. 

Il numero 10 che ha appena salutato il Bayer Leverkusen è uno dei trequartisti più forti che ci siano in circolazione. Non un caso quindi se a soli 18 anni indossasse già il numero più rappresentativo del calcio.

Tanto per fare un paragone, Totti il 10 lo ricevette ufficialmente solo nella stagione 1997-98, cinque anni dopo l’esordio in Serie A. Hakan però non è solo talento: la sua carriera è piena di episodi che ne descrivono l’esuberanza. E la Bundesliga ha imparato a conoscerlo.

Hakan Calhanogluli: gli inizi

Nel 2011-12, dopo un girone d’andata disastroso, il Karlsruhe si convince che c’è bisogno di cambiare qualcosa. Così, a febbraio, a 17 anni, Calhanoglu esordisce nella Serie B tedesca senza più uscire di squadra: alla prima gioca 80’. Il Karlsruhe vince 2-1 contro l’Aue. Hakan è immediatamente decisivo con due assist. In quel campionato gioca 14 partite, aiutando il club a raggiungere il terzultimo posto, quello utile per giocarsi la salvezza allo spareggio con i terzi in classifica della terza categoria, vale a dire il Regensburg. Finisce con un doppio pareggio (1-1 e 2-2), ma a causa dei gol in trasferta il Karlsruhe retrocede.

Per convincere Hakan a restare la società gli offre così la maglia numero 10 dopo appena 16 partite (spareggi compresi) da professionista. Un’offerta che non si può rifiutare: Hakan resta e alla prima gara del 2012-13 realizza una doppietta all’Hedenheim. Finisce il campionato con 36 presenze, 17 gol e 12 assist: quarto miglior marcatore del torneo, viene premiato come miglior giocatore in assoluto della categoria.

Piccola curiosità della stagione: il Karlsruhe pesca l’Amburgo in Coppa di Germania e, pur essendo inferiore di due categorie, ottiene una storica qualificazione. Il merito, ovviamente, è di Calhanoglu, autore dell’assist decisivo. Non un caso quindi se l’anno dopo passa proprio all’Amburgo.

Le prime polemiche

Già alla quarta giornata in Bundesliga Hakan realizza i suoi primi (due) gol in campionato, nella partita che l’Amburgo vince 4-0 col Braunschweig. Con ben 11 reti e 4 assist è lui a permettere al club di salvarsi anche se solo passando per lo spareggio. Che Calhanoglu sia più grande dell’Amburgo è chiaro a tutti, ma, a sorpresa, Hakan decide di prolungare il proprio contratto col club pubblicando su Facebook un giuramento di fedeltà che esalta i tifosi:

Ho sempre detto che mi trovo bene in questa città e in questa squadra. Voglio giocare ancora a lungo in questo club e voglio diventarne una colonna. Questa storica società sta attraversando un momento difficile, io voglio aiutarla a venirne fuori.

Parole forti, ma le parole se le porta via il vento. Solo poche settimane dopo Hakan chiede pubblicamente di essere ceduto. I tifosi si ribellano e lo insultano sui social network, mandandogli anche diverse minacce di morte. È così che, il 18 giugno 2014, al ritiro della squadra, Calhanoglu non si presenta mandando per fax un certificato firmato da una nota psicologa locale che ne confermava la depressione causata dagli insulti dei tifosi. Hakan, senza dire nulla alla società, cambia numero di telefono, risultando così irrintracciabile per diversi giorni e impedendo ai medici sociali di valutare la sua situazione. Tale comportamento fa indignare l’opinione pubblica tedesca. Pochi anni prima (nel 2009) infatti il portiere della nazionale Robert Enke si era fatto investire da un treno proprio perché soffriva di depressione, e in quei giorni si era suicidato anche l'ex giocatore del St. Pauli Andreas Biermann. Una delle critiche più spietate ad Hakan la rivolse l’ex calciatore Michél Mazingu-Dinzey, che dichiarò:

Di idioti nel calcio ce ne sono molti, ma lui li batte tutti. Il suo 10 probabilmente rappresenta il suo QI.

Record e nazionale

Inevitabile quindi il trasferimento al Leverkusen. Già alla decima giornata però Hakan è costretto a tornare ad Amburgo. L’accoglienza non è affatto buona: il Bayer perde 1-0 e con 54 falli totali e 9 cartellini gialli diventa la partita più fallosa della storia della Bundesliga. Il più bersagliato? Ovviamente Hakan. La sua stagione però è positiva. Il Leverkusen arriva quarto. Calhanoglu realizza 8 gol e serve 7 assist, sfiorando, con 6 reti direttamente da calcio di punizione, il record di Mario Basler che nel 1996 segnò 7 volte da calcio da fermo. Anche con la nazionale turca Hakan ha qualche problema: lui e il suo compagno di squadra Ömer Toprak per molto tempo non hanno risposto alle convocazioni per paura di Gökhan Töre (attualmente al Besiktas).

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Nell’ottobre del 2013, infatti, prima della gara fra la Turchia e l’Olanda, Töre aveva invitato alcuni amici in albergo che avevano puntato una pistola contro i due giocatori del Leverkusen. Il c.t. turco Terim, dopo quell'episodio, aveva promesso che non avrebbe più convocato Töre in nazionale, ma ben presto tornò sui propri passi. Cosa che spinse i due giocatori del Leverkusen a rifiutare la convocazione della Turchia per circa un anno. Insomma, fra pistole, certificati medici di depressione e tanto, tanto talento, Calhanoglu farà ancora molto parlare di se anche al Milan. In fondo ha solo 23 anni.

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