Lockout NBA scongiurato: lega e giocatori rinnovano, ma cosa cambia?

La Lega e l'associazione giocatori si sono accordati per il rinnovo del contratto collettivo fino al 2023, con alcuni cambiamenti importanti che abbiamo analizzato.

Ottima gestione da parte di Silver

58 condivisioni 0 commenti

di

Share

È una notte da ricordare quella appena passata, perché l’NBA ha scongiurato la possibilità (già piuttosto remota a dire il vero) di un lockout con il rinnovo del contratto collettivo. Anche se non c’è una reale comunicazione ufficiale, la Lega e l’associazione giocatori hanno trovato un accordo, sebbene prima di ratificarlo abbiano optato per spostare la data della decisione al 13 gennaio e risolvere i dettagli ancora in pending. Ma andiamo ad analizzare cosa cambia.

Forse il superteam più forte della storia sulla carta

Le star si fidelizzeranno alle franchigie con meno superteam

Nelle ultime stagioni sempre più stelle di prima grandezza hanno deciso di cambiare maglia, “tradendo” la fiducia dei tifosi e le mire delle società che li hanno resi grandi e traendone ovvi vantaggi. Le regole favorivano i giocatori nel battere il mercato della free agency per poter spuntare contratti lunghi e remunerativi. Ora le franchigie di appartenenza hanno la prelazione sulle proprie stelle e possono trattare il rinnovo con un anno d’anticipo rispetto alla scadenza del precedente accordo. Questa è solo una parte del tutto, perché hanno anche la possibilità di estendere per una durata di cinque anni al massimo salariale, sostanzialmente dando un’ottima prospettiva al giocatore e limitando così la sua voglia di cambiare aria.

Il prolungamento può avvenire con un quinquennale per i giocatori che escono dal contratto da rookie, oppure addirittura di sei stagioni per i veterani che soddisfano alcuni requisiti. Questo tarpa le ali a chi ha intenzione di costruire dei nuovi superteam come i Golden State Warriors. Il minimo salariale e le eccezioni aumentano con il cap e anche per questi motivi sempre meno giocatori di altissimo livello esploreranno la free agency, riducendo così la possibilità di convogliare tante stelle nella stessa squadra. Vale un discorso simile anche per chi vuole lavorare con le trade per arrivare a una stella, perché acquisendone una non hanno il diritto di rifirmarla come un designed player per i cinque o sei anni appena citati.

Gli esponenti dell'associazione: Melo, Cp3 e LBJ

Veterani ma contenti

Chris Paul è il presidente dell’associazione giocatori ed è spalleggiato dagli amici di sempre Carmelo Anthony e LeBron James. Tutti questi interpreti sono a un punto ben chiaro della propria carriera che li vede alla ricerca d'un contratto più lungo possibile per assicurarsi la parte discendente della carriera (se per LeBron potremo mai parlare di discesa). Non è un caso quindi che una delle modifiche più sostanziali di questo contratto arrivi proprio dalla regola “under 36”. Nel vecchio accordo i veterani che avessero compiuto trentasei anni non sarebbero più stati eleggibili per firmare un’estensione al massimo salariale per cinque anni. 

Ora con il nuovo CBA questa età limite è stata alzata a quota trentotto, permettendo così una maggior sicurezza ai giocatori di alto livello con grande esperienza alle spalle: Chris Paul con questo accordo potrebbe firmare un’estensione quinquennale con i Clippers alla modica cifra di 207 milioni di dollari totale. Si è dato un occhio anche ai giocatori ritirati. Dal primo gennaio prossimo chiunque abbia avuto tre o più anni di carriera NBA sarà eleggibile per un pacchetto che si posiziona tra un’assicurazione e una pensione. Quest’ultima poi verrà aumentata del 50% e fornita ai giocatori dal cinquantesimo anno di vita in poi.

Ben Simmons avrebbe evitato il "one and done"

I giovani devono aspettare

La regola del “one and done” è stata molto discussa e discutibile. La lega ha voluto che i ragazzi usciti dall’High School dovessero frequentare almeno un anno di college prima di poter fare il salto nella NBA. In tanti hanno storto il naso per un qualcosa che sostanzialmente tarpa le ali ai grandi talenti, ma che nel rovescio della medaglia evita il sensazionalismo dei fenomeni momentanei che poi spariscono. A tal proposito se masticate un po’ d’inglese vi invitiamo a leggere il libro di Jontahan Abrams "Boys among men", dove vengono analizzate tutte le storie dei giocatori liceali che hanno fatto il grande salto. Questo vi aiuterà a farvi un’idea migliore sulle dinamiche di questa querelle. 

Silver avrebbe voluto aumentare questa soglia a due anni prima di poter entrare nella lega, ma l’associazione ha rifiutato categoricamente trovando la via di mezzo e lasciando la singola stagione dell’obbligo. L’ottima idea avuta dalle parti è stata quella di tenere aperta una soglia di manovrabilità in corso d’opera per adattare la regola in base agli avvenimenti futuri, infatti si potranno discutere e ratificare in corsa eventuali cambiamenti volti a migliorare la situazione generale.

Jonathon Simmons, l'esempio dell'ascesa dal basso

Più Development League, meno contratti in Europa

Oltre che in un’ottica strettamente legata all’NBA, il nuovo CBA si occupa anche del maggior bacino che una franchigia può avere, ovvero la Development League.
Sono stati ritagliati due posti aggiuntivi per ogni roster dedicati ai cosidetti “two-way player”, ovvero quelli che possono essere assegnati alla rispettiva squadra di sviluppo per poi venir richiamati e giocare al piano di sopra. Ci saranno quindi quattordici contratti garantiti al posto dei tredici attuali, con un quindicesimo e sedicesimo bonus per gli uomini con la valigia. Oltre a questa possibilità è stato anche riservato ai two-way players la possibilità di essere sì assegnati alla D-League, ma anche di avere un salario che va dai 75mila ai 100mila dollari, di modo da soddisfare le richieste economiche dei giocatori e invogliarli così a restare in America piuttosto che cercare contratti lucrativi lontano dalla patria.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.