Sette fenomeni che inspiegabilmente non hanno vinto il Pallone d'Oro

Un giorno la diarchia Messi-Ronaldo finirà, e altri vinceranno il più ambito premio individuale del mondo del calcio. Ma per alcuni fenomeni è troppo tardi...

1k condivisioni 2 commenti

di

Share

Non ripeteremo la celebre frase di Gary Lineker sul calcio e i tedeschi, probabilmente vi sarà uscita dalle orecchie. Limitiamoci a far notare che lo stesso principio si può applicare anche al Pallone d'Oro: passano gli anni, cambiano le regole e gli assegnatari, ma alla fine il premio finisce sempre nelle mani di Messi e Ronaldo. Se restiamo alla scorsa edizione, non può esserci nulla da obiettare (a meno che non ti chiami Xavi), perché con una Champions League e uno storico Europeo col Portogallo in saccoccia, CR7 avrebbe vinto per acclamazione in ognuno degli universi possibili. Ma non sempre è andata così liscia.

Alcune assegnazioni sono diventate metafore per definire un clamoroso errore di giudizio, vedasi Matthias Sammer nel 1996, Michael Owen nel 2001 o, più indietro nel tempo, Igor Belanov nel 1986. E poi, naturalmente, ci sono i vincitori mancati, i fuoriclasse che avrebbero meritato di alzare al cielo la boccia dorata (magari un paio di volte) e che invece, per sfortunate sovrapposizioni temporali, impiego in ruoli meno appariscenti o crassa ignoranza degli elettori, non ce l'hanno mai fatta. Ecco i sette casi più clamorosi.

7. Xavi

XaviGetty
Xavi, una delle due vittime nascoste di Messi

Qualcuno un giorno dirà che le prime vittime di Leo Messi non sono stati gli avversari, ma Xavi e Iniesta. La gigantesca ombra proiettata dalla Pulce Mannara ha finito per oscurare, almeno quando si parla di premi individuali, le gesta dei due prodigiosi ingegneri spagnoli. Un peccato, perché negli anni tra il 2008 e il 2011 avrebbe meritato qualcosa di più di tre terzi posti. Ma a quanto pare rosica più per le vittorie di Cristiano Ronaldo.

6. Gianluigi Buffon

Gianluigi BuffonGetty
Meglio del Pallone d'Oro

Dicono che Gigi non sia un grande pararigori: falso, le statistiche indicano il contrario. Ma contro la Francia, nella finale di Berlino, si è fatto spiazzare cinque volte su cinque, lasciando che la traversa facesse il suo lavoro sul tiro di Trezeguet. Se ne avesse preso almeno uno, in cima alla classifica del Pallone d'Oro 2006 probabilmente ci sarebbe stato lui, e non capitan Cannavaro. E invece, anche il miglior portiere della storia del calcio moderno molto probabilmente chiuderà la carriera senza aver replicato l'impresa di Yashin nel 1963. E se non ce l'ha fatta il primo tifoso del Gladbach, non immaginiamo chi potrà riuscirci.

5. Raùl

Raul Gonzalez BlancoGetty
Il Blanco più amato nella storia del Real Madrid

Il galactico che era galactico ancora prima che Florentino inventasse i galacticos. Ha iniziato a giocare, segnare e vincere Champions League talmente presto che, forse, tutti hanno dato per scontato che prima o poi l'avrebbe sollevato al cielo, il maledetto Pallone d'Oro. E invece non gliel'hanno mai dato: nemmeno nel 2001, quando in un anno privo di scelte obbligate si preferì premiare Michael Owen (!) invece di Raùl. A 16 anni di distanza, l'unica motivazione plausibile resta la volontà di far trionfare un giocatore inglese dopo decenni di vacche magre.  

4. Andres Iniesta

Andres IniestaGetty
L'urlo di Andres dopo il gol all'Olanda

È opinione di chi scrive che il manchego meriterebbe un Pallone d'Oro, incenso e mirra ogni volta che scende in campo. Oltre ai trionfi in catena col Barcellona, Iniesta ha aggiunto il carico a coppe di due Europei (MVP nel 2012) e un Mondiale, con tanto di gol decisivo in finale. Con le vecchie regole, avrebbe dovuto ritirare il premio del 2010 tra due ali di folla adorante, in sella a un cavallo bianco. E invece le regole (grazie, FIFA) cambiarono proprio quell'anno, e a vincere fu l'amico Leo.

3. Paolo Maldini

Paolo MaldiniGetty
Maldini alza la Champions League del 1994

Due promessi sposi, Maldini e il Pallone d'Oro, che hanno flirtato per una ventina d'anni, salvo poi rendersi conto che quel matrimonio non s'aveva da fare. Troppo difensore, Paolino, per accedere a quel boudoir riservato solo a chi i gol li fa a raffica (e a Sammer, per motivi più misteriosi delle piramidi). Anche lui, come Buffon, è rimasto vittima della lotteria dei rigori: se nel 1994 l'Italia avesse battuto il Brasile a Pasadena, sarebbe stato impossibile premiare il bulgaro Stoitchkov, che Maldini aveva annullato nella finale di Champions League e poi nella semifinale mondiale, e il Pallone d'Oro sarebbe stata una faccenda tra lui e Baggio. Altri rimpianti nel 2003, quando a trionfare fu Pavel Nedved, nonostante la Champions League (e la nomina a MVP della finale) fosse finita nella bacheca di Paolo.

2. Franco Baresi

Franco BaresiGetty
Non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore, men che meno Baresi

Se per Maldini il Pallone d'Oro avrebbe rappresentato più che altro un riconoscimento d'ufficio per la sua incredibile longevità ai massimi livelli e per la tonnellata di argenteria ammonticchiata durante la sua carriera, per Franco Baresi il discorso è ancora diverso. Sia chiaro, anche Franz ha vinto praticamente ogni cosa (compreso un Mondiale da comparsa nel 1982), ha avuto una carriera lunga e ha costituito un esempio di leadership e carisma. Ma c'è di più. Lui, il Pallone d'Oro, avrebbe dovuto vincerlo perché era il Maradona della difesa. Conoscendo la sua opinione in merito, Diego concorderebbe.

1. Ferenc Puskas

Ferenc PuskasGetty
Puskas, o "Del segnare quattro gol in finale di Champions e non vincere il Pallone d'Oro"

Immaginatevi la scena: il Real Madrid vince in carrozza la Champions League grazie a 4 (leggasi: quattro) gol di Cristiano Ronaldo nella finalissima; però il Pallone d'Oro lo vince Messi. Quante sono le possibilità che il portoghese non si unisca a un gruppo di ribelli per una rappresaglia? Pochine. Be', è più o meno quello che è successo nel 1960, quando il Real Madrid si portò a casa la Coppa dei Campioni superando l'Eintracht per 7-3, grazie a un poker del formidabile Puskas, ma France Football decise di premiare Luis Suarez del Barcellona.

E quelle quattro reti rappresentano solo una minuscola frazione delle 616 messe a segno dall'ungherese in 620 gare ufficiali. Altre tre, per dire, le infilò nella finale di Coppa Campioni del 1962, che tuttavia il Real perse contro il Benfica. Nel 2009, come una sorta di ammissione di colpa postuma (molto postuma, tipo Vaticano con Giordano Bruno), venne istituito il Ferenc Puskas Award per premiare il miglior gol dell'anno. 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.