Il presidente del Club America provoca il "suo" Real: "Non è il Barcellona"

Ricardo Pelaéz, numero uno dei messicani, è convinto: le Aguilas possono battere nella semifinale del Mondiale per Club il Real Madrid, la sua squadra del cuore.

Ricardo Pelaéz, presidente del Club America Fox Sports Mexico

851 condivisioni 0 commenti

di

Share

Com'era? "Non succede, ma se succede...". Ecco, applicate uno dei motti scaramantici più in voga tra i tifosi di tutto il mondo all'orizzonte che si staglia di fronte al Club America: affrontare il Real Madrid nella semifinale del Mondiale per Club. Ai quarti la vittoria per 2-1 contro i coreani del Jeonbuk e via a sfidare le merengues del fresco Pallone d'Oro Cristiano Ronaldo. "Non succede, ma se succede...", dicevamo. Sapete cos'ha dichiarato a fine settembre Ricardo La Volpe, tecnico delle Aguilas messicane?

Se vinciamo contro il Real Madrid, smetto di fare l'allenatore.

Sarà di parola il mister argentino? Ai piani alti dell'America sperano si sia dimenticato di questa promessa: La Volpe non solo ha condotto gli Azulcremas alla semifinale del Mondiale per Club, ma anche alla Gran Final del Torneo Apertura della Liga MX. Il 22 dicembre, subito dopo la conclusione della spedizione in Giappone, la squadra di Città del Messico si giocherà infatti il titolo nazionale con il Tigres di Gignac. Prima però, il prestigioso match con i campioni d'Europa: l'appuntamento è per giovedì 15, alle ore 11.30 italiane. Chi vincerà affronterà poi la vincente tra Atletico Nacional e Kashima Antlers, nella finalissima di domenica 18 (gara preceduta qualche ora prima dalla finale per il terzo posto).

I giocatori del Club America festeggiano la vittoria contro il Jeonbuk, nei quarti di finale del Mondiale per Club

"Tutta colpa di Hugo Sanchez!"

Ogni pronostico è naturalmente a favore dei blancos, ma c'è un loro "speciale" tifoso che non considera affatto scontata la loro vittoria: è Ricardo Pelaéz, il presidente del Club America. Intervistato da Fox Sports Mexico, il numero uno dei Millonetas (società in mano al gruppo Televisa) non ha nascosto di avere un debole storico per la Casa Blanca:

Tifo per il Real Madrid da sempre, lo seguo da vicino fin da quando giocava Hugo Sanchez (leggendario ex attaccante messicano alle merengues tra il 1985 e il 1992, ndr). La "colpa" è sua, perché ho sempre ammirato le sue giocate e per me rimane uno degli attaccanti più grandi che abbia mai visto in vita mia. Ora però il mio impegno e la mia passione sono qui, all'America. Chi può godere della sfida tra la propria squadra e quella che sostenuta a livello internazionale? Ne godrò e ne "soffrirò" allo stesso tempo.

"Perché non sognare?"

Insomma, il cuore di Pelaéz - anche lui ex attaccante della Nazionale messicana, tra gli anni Ottanta e Novanta - è diviso a metà. La sua passione per il Real, però, non gli vieta di lanciare una piccola frecciata alla squadra di Zidane. Un concetto - espresso ai microfoni di Espn - che può essere riassunto così: "Non giochiamo mica contro il Barcellona":

Ne parlavo con La Volpe a cena: il Barcellona è una squadra che gioca sempre a proprio piacimento, perché ti cominciano ad attaccare, ti accerchiano nella tua metà campo, possono contare su Messi e alla fine vincono. Il Real Madrid invece non è il Barcellona, gioca in maniera molto diversa. È una formazione abituata a giocare più in verticale, con un altro stile e un altro sistema di gioco.

Ricardo La Volpe, tecnico delle "Aguilas" del Club America

In poche parole: se all'America fossero capitati i blaugrana, Pelaéz si sarebbe subito messo l'anima in pace. Con il "suo" amato Real, invece, guai ad arrendersi in partenza:

Giocheremo undici contro undici, no? Non mi pare che ne affronteremo 38 o 45... Loro hanno giocatori di grande qualità, sono una delle squadre più importanti del mondo, ma scenderanno in campo contro undici giocatori che arrivano a questo appuntamento con il sogno di affrontare una potenza del genere. Perché non sognare ancora più in grande? Perché non sperare in una giornata positiva e in una partita equilibrata? Siamo arrivati qui pronti e concentrati. E battere il Real Madrid sarebbe meraviglioso.

L'amore per i blancos può quindi essere messo da parte, almeno giovedì. "Non succede, ma se succede...", alla fin fine, è un motto in voga anche in Messico.

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.