L'Atletico Madrid ha l'influenza: i motivi della crisi del Cholismo

Dai big sottotono alle polveri bagnate di Griezmann, fino all'allergia agli scontri diretti: le ragioni alla base del periodo nero vissuto dalla creatura di Simeone.

Diego Pablo Simeone, tecnico dell'Atletico Madrid dal dicembre 2011

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La crisi del quinto anno (e mezzo). ¿Qué sucede, Cholo?, si domandano in Spagna. Una sola vittoria nelle ultime cinque giornate di Liga, appena due nelle ultime sette. Appena tre gol realizzati nell'ultimo mese, otto quelli subiti. L'Atletico Madrid vive il momento più difficile da quando al Vicente Calderon, nel dicembre 2011, è sbarcato Diego Pablo Simeone. Lungo il corso rojiblanco del fiume Manzanarre, tifosi e addetti ai lavori scorrono la classifica e si interrogano: "Il Cholismo è entrato in crisi?". Un dubbio che ha però il retrogusto amaro di una sentenza: la macchina praticamente perfetta costruita dal tecnico argentino sta mostrando falle inattese e sempre più preoccupanti. Dopo 15 turni di campionato, i Colchoneros si guardano allo specchio e si scoprono sesti con 25 punti: dodici in meno del Real Madrid capolista, sei rispetto al Barcellona, cinque nei confronti del Siviglia, ma anche uno in meno della coppia Villarreal-Real Sociedad. Proprio contro il Sottomarino giallo, nell'ultimo Monday night, è arrivata la quarta sconfitta in Liga: un netto 3-0 che ha certificato il periodo nero vissuto da Griezmann e compagni.

A mitigare questo scenario cupo, almeno in parte, ci pensa la Champions League: il ko in casa del Bayern Monaco non ha intaccato il primo posto nel girone, mentre il sorteggio per gli ottavi è stato tutto sommato clemente (gli spagnoli hanno pescato il Bayer Leverkusen, evitando big come il PSG e il Manchester City). Il cammino europeo però lascia intatti i tanti problemi che l'Atleti sta incontrando in campionato. Diversi media iberici - tra cui il quotidiano madrileno Marca e l'edizione spagnola di Espn - hanno provato a stilare una lista delle spine più dolorose che affliggono la creatura di Simeone. Intrecciando le diverse analisi, ecco i tasselli del quadro che sta facendo "vacillare" (è il termine scelto da Marca) il Cholismo.

Big, se ci siete battete un colpo

Tra errori individuali e prestazioni sottotono diffuse, il deficit di rendimento riguarda quasi tutta la rosa. Già solo nell'ultima débâcle del Madrigal, tutti e tre i gol realizzati dal Villarreal hanno avuto origine da disattenzioni dei singoli (rispettivamente di Tiago, Oblak e Juanfran). "Alla fine gli errori si pagano sempre", ha commentato a fine gara capitan Gabi. La stessa situazione era già capitata contro Siviglia, Real Sociedad e nel derby con il Real Madrid. Se il calo, a livello generale, riguarda poi colonne quali gli stessi Gabi e Juanfran, Godin e Koke, fino a Griezmann, gli ingranaggi dell'Atletico a cui ci ha abituato Simeone ne risentono in maniera inevitabile.

E tu, Griezmann, in particolare

Per il talento francese, questo discorso non può che valere in maniera particolare. Se nelle prime sette giornate (di cui la prima saltata per squalifica), Le petit diable aveva messo a segno sei reti, i successivi otto turni hanno visto l'attaccante classe '91 rimanere sistematicamente a bocca asciutta: in Liga Antoine non entra nel tabellino dei marcatori dall'ormai lontano 2 ottobre (tre invece i centri realizzati in Champions League, tutti nel mese di novembre). Chissà che il terzo posto conquistato nella graduatoria del Pallone d'Oro non riesca a riaccendere la fiamma da goleador che lo ha contraddistinto fino a due mesi fa.

Antoine Griezmann non segna in campionato dallo scorso 2 ottobre

Il caso dei "numeri 9"

La crisi attraversata da Griezmann s'intreccia a doppio filo con la questione del "numero 9": Kevin Gameiro ha siglato finora sei reti, senza però attestarsi sui livelli di rendimento raggiunti quando vestiva la maglia del Siviglia. Dal canto suo, Fernando Torres - due gol nei 350 minuti collezionati finora in campionato - non appare come l'uomo adatto a risolvere i problemi dell'attacco biancorosso.

AAA cercasi cinismo

Anche perché, dicevamo, l'Atletico è riuscito a segnare solamente tre reti nelle ultime sette giornate. E tutte in una singola gara, lo scorso 27 novembre contro l'Osasuna. Eppure, nelle quattro partite perse finora, sono stati i Colchoneros a creare la prima occasione da gol dell'incontro: una volta passati in svantaggio, tuttavia, non hanno avuto la forza di recuperare. Solamente contro il Granada, nella sfida del 15 ottobre vinta 7-1, gli uomini di Simeone hanno ribaltato il risultato.

C'erano una volta i calci d'angolo...

Alla causa dell'Atletico, non offre sostegno neanche il proverbiale feeling con i calci piazzati. Con i corner, in particolare: il terrore negli occhi degli avversari, quando Koke o chi per lui si avvicinava alla bandierina dell'angolo, è in questo momento un lontano ricordo.

Diego Godin è il simbolo di una difesa non più impenetrabile come un tempo

Le crepe nella muraglia

Ma se Atene (l'attacco) piange, Sparta (la difesa) non ride di certo. Otto reti incassate nelle ultime cinque partite, ma soprattutto 14 reti subite finora in campionato: quella dell'Atletico rimane la seconda miglior retroguardia (dopo il Villarreal e in compagnia del Real), ma con Simeone non si era mai toccata questa cifra. Quella che, fino a poco tempo fa, era considerata una delle muraglie difensive più forti al mondo, ha cominciato a mostrare più di una crepa.

Quanta imprecisione

Come se non bastasse, l'undici di Simeone si sta rivelando anche particolarmente impreciso: contro il Villarreal, i passaggi sbagliati hanno raggiunto il 72 per cento, record negativo in questa stagione.

Identità smarrita

Insomma, dall'attacco alla difesa, passando per l'imprecisione nei passaggi, quella del Cholo è una creatura che sembra aver perso la sua identità granitica. Se a inizio anno l'attenzione prioritaria alla solidità difensiva aveva lasciato spazio a una maggiore propensione al possesso palla e alla costruzione del gioco, in questo frangente l'Atletico sembra navigare in un limbo anonimo.

L'Atletico ha raccolto solamente un punto nei cinque scontri diretti disputati finora

Neanche le alternative offrono una grossa mano

L'apatia generale coinvolge poi sia i titolarissimi che le prime alternative a disposizione di Simeone: Saul (impiegato spesso dal primo minuto) e Gaitan non stanno offrendo le prestazioni attese, Correa non sembra riuscire a sfruttare al meglio le occasioni concesse, mentre Fernando Torres è stato frenato nelle ultimo mese da un infortunio muscolare. 

In trasferta son dolori

Tutti questi problemi di squadra si riflettono così a livello di risultati. Nella classifica casalinga, l'Atletico scenderebbe addirittura al decimo posto: 14 punti nelle 7 gare disputate al Calderon. Ma è in trasferta che l'appannamento dei Rojiblancos è più lampante: alle tre vittorie e ai due pareggi (tra cui lo 0-0 in casa della matricola Leganes) fanno da contraltare le tre sconfitte contro Siviglia, Real Sociedad e Villarreal. Sui 24 punti a disposizione negli impegni esterni, i Colchoneros hanno raccolto solamente 11 punti.

Scontri diretti da horror

Un misero punto, contro il Barcellona al Camp Nou, è invece il magrissimo bottino ottenuto negli scontri diretti. Contro le cinque rivali che lo precedono attualmente in classifica, l'Atletico ha perso contro Real Madrid, Siviglia, Villarreal e Real Sociedad. È forse questo uno dei segnali più inequivocabili della crisi vissuta dai vice-campioni d'Europa. Il Cholismo è chiamato a guarire dalla sua prima influenza. Se si tratti di un malessere passeggero o endemico, lo svelerà solo il prossimo futuro. A partire dalla sfida casalinga di sabato 17, contro il Las Palmas di Boateng.

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