Cristiano Ronaldo Pallone d'Oro 2016, il miglior anno della sua carriera

Riviviamo il 2016 da urlo di Cristiano Ronaldo, capace di salire due volte sul tetto d'Europa: prima con il Real Madrid e poi a sorpresa all'Europeo con il Portogallo.

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L'alone di mistero che ogni dicembre avvolge il nome del vincitore del Pallone d'Oro, quest'anno è scomparso con più facilità e velocità del solito. A rendere chiara la gerarchia è stata la strepitosa annata di Cristiano Ronaldo, "la migliore in carriera" come ha detto lui stesso. L'attaccante portoghese ha trascinato prima il Real Madrid alla vittoria della Champions League, poi la Nazionale portoghese allo storico trionfo dell'Europeo. Non solo assist, valanghe di gol e giocate, CR7 ha messo in mostra una leadership emersa in maniera prorompente nei momenti più difficili.

Capitano Portogallo
Cristiano Ronaldo festeggia la vittoria dell'Europeo

Ciò che luccicava ma non era oro, lo è diventato con il tocco di CR7, autentico Re Mida e paperone del mondo del calcio grazie ai nuovi contratti con Real Madrid e Nike. Ma non tutto ciò che ha incontrato in questo 2016 luccicava, sono stati tanti i problemi e i momenti difficili che Cristiano affrontato e superato. Per comprendere pienamente la strada che ha portato il portoghese alla vittoria del quarto Pallone d'Oro, occorre partire proprio da questi momenti di difficoltà.

Il rapporto con il Bernabeu

Quando si parla di momenti difficili è inevitabile toccare il tema Santiago Bernabeu. Il delicato e viziato tifo madridista non risparmia nessuno, neanche Cristiano Ronaldo, persino fischiato in quelle rare giornate in cui ha steccato o è semplice rimasto all'asciutto. 

Attaccante Real Madrid
Cristiano Ronaldo risponde ai fischi del Bernabeu

Di recente ci sono state delle ricadute, ma a ogni gol corrisponde una piccola tregua, che puntualmente si interrompe a un altro digiuno o un'altra giornata-no. In soccorso dell'attaccante, che mal digerisce fischi, critiche e polemiche, il tecnico Zinedine Zidane, che con un colpo alla botte e uno al cerchio ha difeso il suo calciatore e allo stesso tempo non ha attaccato il popolo del Bernabeu.

Il feeling con Zinedine Zidane

Non è un mistero che parte del merito della vittoria del Pallone d'Oro vada attribuito a Zinedine Zidane. Un rapporto, quello tra i due, che ha vissuto solamente una piccola battuta d'arresto durante la sfida contro il Las Palmas, quando il portoghese richiamato in panchina non ha gradito la scelta dell'allenatore. L'eccezione che conferma la regola, il feeling non mostra crepe e la stima continua a essere reciproca.

Attaccante e allenatore Real Madrid
Zinedine Zidane e Cristiano Ronaldo

Egosimo

Se da una parte la grande voglia di vincere e l'estrema determinazione contribuiscono a rendere Cristiano Ronaldo una tra le personalità più forti e invidiate dell'intero panorama calcistico, l'altra metà della medaglia è senza dubbio la grande pressione che qualche volta soffre il numero 7 dei blancos.

Una pressione che può tramutarsi in egoismo, vizio di cui è stato accusato dal Bernabeu e da buona parte della stampa spagnola. L'episodio più discusso e controverso  è senza dubbio il gol di Morata contro l'Athletic Bilbao, quando sembra alzare la mano per invocare il fuorigioco del compagno di squadra. Chiacchiere che CR7 ha digerito in silenzio per poi replicare in campo. 

La vittoria della Champions League

Se calci il rigore decisivo nella finale di Champions League, a prescindere da quanto fatto nel resto della stagione, è probabile che il tuo nome entri nell'Olimpo del calcio. Inevitabile poi essere accostati al Pallone d'Oro se ti chiami Cristiano Ronaldo e hai già segnato 16 gol in 12 partite che hanno trascinato la tua squadra in finale.

Atletico-Real
Il rigore segnato da Cristiano Ronaldo che ha consegnato la Champions League al Real Madrid

Ma più del rigore che ha fatto scoppiare di gioia il popolo di fede madridista, sono le tre reti messe a segno contro il Wolfsburg a rappresentare un momento chiave della stagione. I tedeschi in Germania avevano sconfitto il Real Madrid 2-0 - ultimo ko dei blancos - mettendo in discesa il quarto di finale. Con la tripletta al Bernabeu, Cristiano Ronaldo ha firmato la rimonta e spianato la strada ai suoi verso il trionfo finale.

Il trionfo in Nazionale

Riuscire dove nessuno è mai riuscito: questo è il sogno, spesso e volentieri confuso con obiettivo - ma il confine è molto labile - di qualunque calciatore. Cristiano Ronaldo ce l'ha fatta, trascinando la Nazionale portoghese alla storica vittoria dell'Europeo. Anche in questo caso sono state decisive le prestazioni dentro e fuori dal campo del lusitano.

Portogallo-Francia
Cristiano Ronaldo esce infortunato al 25' della finale dell'Europeo

Cristiano si sblocca con una doppietta nel 3-3 contro l'Ungheria e poi segna in semifinale contro il Galles portando la sua squadra nell'atto conclusivo contro i padroni di casa della Francia. Una partita che poteva trasformarsi in tragedia sportiva per il Portogallo e soprattutto per Cristiano Ronaldo, uscito infortunato in lacrime dopo appena 25 minuti.

Portogallo-Francia
Cristiano Ronaldo, infortunato a fianco del ct durante la finale dell'Europeo vinta contro la Francia

Un pianto disperato non provocato dal dolore fisico, ma da quello psicologico: l'impossibilità di aiutare i propri compagni in campo lo tormentava. E così, spinto dalla fame di vittoria e dall'adrenalina, non si è seduto un minuto, affiancando il ct e motivando costantemente i suoi compagni fino al gol vittoria di Eder. 

I tre sigilli nel derby

Quando i giocatori normali subiscono la pressione della grande partita e hanno paura di sbagliare, i veri fuoriclasse si galvanizzano e sfoderano le loro migliori prestazioni. Cristiano Ronaldo appartiene senza dubbio alla seconda categoria, quando in palio c'è qualcosa che conta è sempre decisivo. Soprattutto nei derby contro l'Atletico Madrid, in particolare nell'ultimo.

Atletico-Real
Esultanza di Cristiano Ronaldo dopo la tripletta messa a segno nell'ultimo derby contro l'Atletico Madrid

Il numero 7 zittisce il pubblico del Calderon - che ospitava l'ultima stracittadina - con una tripletta che vale il 3-0 finale per gli uomini di Zidane, sempre più primi nella classifica di Liga. Tripletta che ha probabilmente messo la parola fine ai dubbi sul vincitore del Pallone d'Oro. Ma forse bastava guardarsi indietro, ripensare al 2016 e si sarebbero dissolti in un batter d'occhio. 

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