UFC 206 - Holloway vs Pettis, una delle migliori card dell'anno

UFC 206 è archiviata, probabilmente abbiamo assistito alla migliore card dell'anno. Nella main card sono stati disputati cinque match, uno più spettacolare dell'altro.

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Nonostante la perdita di due nomi illustri come il campione dei massimi-leggeri Daniel Cormier (18-1) e del suo sfidante Anthony Johnson (22-5), UFC 206 ha saputo regalare intense emozioni e match d'altissimo livello. Andiamo a vedere nel dettaglio cos'è successo nella main card di Toronto.

Emil Meek vs Jordan Mein

È motivo d'orgoglio aver avuto Emil Weber Meek (9-2-1) campione dei pesi welter della sigla italiana Venator FC e conseguentemente è normale vederlo un po' come un rappresentante in seconda del nostro paese. È proprio nella categoria dei pesi welter che il 'Valhalla' norvegese ha offerto una grande prestazione nel suo match d'esordio in UFC, in cui ha dominato e sconfitto per decisione unanime il più esperto beniamino di casa Jordan Mein (29-11). Il valore di Meek ci era stato mostrato quando demolì, proprio nella terza edizione di Venator, Rousimar Palhares. Mein non combatteva ormai da quasi due anni, avendo calcato l'ultima volta l'ottagono il 31 gennaio 2015. È riuscito a partir bene e a mettere in difficoltà il guerriero norvegese grazie alla sua buona abilità nel grappling. Col passare dei minuti il canadese ha mollato, probabilmente più dal punto di vista fisico che mentale, e Meek ha ampiamente dimostrato il suo valore dominando proprio nel grappling il suo avversario, offrendo ottimi takedown e prendendo la posizione di vantaggio da terra. Da segnalare un possibile infortunio a una costola o ai muscoli intercostali subito dal norvegese, che comunque ha continuato a reggere e mantenersi attivo in fase di grappling. Mein ha resistito spalle a terra, mostrando comunque segni di ottima durezza mentale. Ai microfoni di Joe Rogan, il norvegese ha poi confessato che questa era la prima volta che metteva a segno un double-leg takedown (takedown classico con presa a entrambe le gambe).

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Emil 'Valhalla' Weber Meek

Tim Kennedy vs Kelvin Gastelum

Kelvin Gastelum (13-2) ha dei problemi nel taglio del peso, ma questa è notizia risaputa. Dopo le pressioni da parte del presidente Dana White nel convincerlo a combattere nei pesi medi e con Gastelum che puntualmente rifiutava, all'ennesimo errore sulla bilancia, - occorso stavolta a UFC 205 dove avrebbe dovuto incontrare Donald Cerrone - per l'americano d'origini messicane l'unica opportunità era quella di rimpiazzare Rashad Evans in un match nella categoria dei pesi medi e affrontare il berretto verde Tim Kennedy (18-6), al rientro dopo un'assenza di due anni. Kennedy è un fighter buono in tutte le aree del combattimento: è ordinato in piedi ed è conosciuto per la grande capacità nel grappling, oltre all'ottimo lavoro in ground and pound. La differenza di velocità fra i due era davvero evidente: il più giovane Gastelum ha iniziato a colpire con fulminei jab e diretti fin da subito, mettendo in difficoltà Kennedy che si è rifugiato nel grappling.

Il berretto verde però è sembrato fin da subito a corto di fiato e, dopo essersi comportato bene nel primo round, ha iniziato a soffrire particolarmente il suo avversario. Fra il secondo e il terzo round è stato dominio totale da parte di Gastelum, capace di colpire spesso e volentieri Kennedy e di imporsi poi anche in fase di grappling, dov'è riuscito a prendere più volte la schiena e di uscire da situazioni sgradevoli grazie alla propria abilità negli scramble. Nel terzo round, un sinistro ha stordito Kennedy che si è accasciato su una parete della gabbia, altri pugni al corpo lo hanno fatto cadere sulle ginocchia, momento in cui l'arbitro ha deciso di fermare l'incontro e dichiarare vincitore per TKO Kelvin Gastelum. L'avventura nei medi di Gastelum conta due match e altrettante vittorie, entrambe contro veterani: Nate Marquardt e Tim Kennedy; quest'ultimo classificato decimo di categoria. Delle porte importanti si aprono dunque per il 25enne di San Jose.

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Kelvin Gastelum colpisce Tim Kennedy

Cub Swanson vs Doo Ho Choi

La categoria dei pesi piuma ha offerto il match più bello dell'intera serata, premiato giustamente 'Fight of the Night' nonché concorrente per la palma di 'Fight of the Year'. Cub Swanson (24-7) ha negato l'entrata nell'Olimpo dei pesi piuma a 'The Korean Superboy' Doo Ho Choi (14-2). Lo stile da brawler e poco ortodosso di Swanson ha creato difficoltà al giovanissimo coreano, che non ha trovato le giuste contromisure per affrontare un avversario ancora evidentemente superiore. Il primo round è stato senz'altro vinto da Choi, che è riuscito a colpire Swanson con precisissimi jab e diretti, seguiti da ginocchiate al volto e al corpo dal clinch.

Subito dopo è partita quella che si può definire come una technical brawl, una rissa dall'alto tasso tecnico. I due non si sono risparmiati e hanno risposto colpo su colpo. La mole maggiore è senz'altro quella di Swanson, che ha messo in seria difficoltà e sull'orlo del KO la superstar coreana. Choi si è rifiutato di mollare però e, oltre ad avere degli ottimi momenti, ha inflitto dei colpi davvero pesanti a Swanson, sfiorando l'upset in un paio d'occasioni. I giudici alla fine hanno premiato all'unanimità Swanson. Se avete visto il match, avete ammirato uno dei migliori incontri del 2016 senza ombra di dubbio. Se non lo avete fatto, il consiglio è quello di reperirlo per poter godere di un grandissimo spettacolo offerto da questi due grandi fighter.

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Cub Swanson durante una delle numerose offensive su Doo Ho Choi

Donald Cerrone vs Matt Brown

Checché se ne dica, la miglior versione possibile di Donald Cerrone (32-7) appartiene ai pesi welter. L'ultimo a farne le spese è stato Matt Brown (20-16). Dopo i teatrini alla cerimonia del peso, in cui 'The Immortal' si è rifiutato di stringere la mano a 'Cowboy', i due finalmente collidono nell'ottagono nel co-main event della serata. Il match è abbastanza equilibrato durante i primi due round, i due si rispettano molto e scelgono con attenzione ogni mossa, prendendo bene il tempo e colpendo solo al momento giusto. Al termine dei primi due round, entrambi totalizzano un knockdown sull'avversario. Cerrone più alto e composto, Brown più basso e selvaggio, ma con un allungo maggiore: i suoi colpi di braccia arrivano spesso all'indirizzo di Cerrone che ci mette un po' a prendere le misure e assestare colpi che lasciano il segno. Il colpo risolutore arriva all'inizio del terzo round: Cerrone attacca col jab, Brown si piega per il cambio di livello ma abbassa le braccia e il middle kick sinistro del Cowboy lo colpisce all'altezza della mandibola, lasciandolo incosciente a terra. Per Cerrone è la quarta apparizione nei welter con conseguente quarta finalizzazione. È tempo di affrontare un top 5 per il rappresentante della Jackson-Wink MMA?

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Donald Cerrone colpisce Matt Brown

Max Holloway vs Anthony Pettis

Max Holloway (17-3) riesce dove tutti gli altri avevano fallito. L'hawaiano finalizza tramite TKO Anthony Pettis (19-6) e si prende il premio 'Performance of the Night'. Il taglio del peso da parte di 'Showtime' sapevamo non essere stato il massimo per l'atleta di Milwaukee, che si era detto "distrutto" dalla pratica. Già durante il primo round Holloway colpisce duramente Pettis segnandolo all'occhio destro. Il rappresentante della Rufousport però riesce a tenere duro e a restituire i favori alla sua controparte hawaiana. La mole di colpi di Holloway è maggiore e più precisa e mette spesso in difficoltà Pettis. D'altra parte quando Pettis attacca, i colpi d'incontro di 'Blessed' arrivano quasi sempre a destinazione aprendo la strada ad una lenta ma inevitabile demolizione dell'ex campione dei pesi leggeri.

Al termine del secondo round, Pettis accusa un infortunio alla mano, ma riprende a combattere. Alla fine del match lascerà l'arena con il ghiaccio e una probabile frattura. Dopo due takedown durante il terzo round e il rifiuto da parte di Holloway di combattere a terra, - area assolutamente congeniale a Pettis - Holloway aumenta il ritmo, va a segno con un calcio al corpo e finisce il suo avversario con colpi al volto e al corpo mentre Pettis tenta una timida e vana difesa, spalle alla gabbia. L'arbitro decreta il TKO in favore di Max Holloway che si laurea così campione ad interim dei pesi piuma e non perde occasione per chiamare ancora una volta José Aldo: vuole affrontarlo in occasione di UFC 208 a Brooklyn. Il presidente Dana White lo accontenterà?

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Max Holloway lascia l'arena con la cintura di campione ad interim

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