Lipsia, il primo ko è amaro: l'ultima non batteva la prima da 5 anni

Era dall'aprile 2011 che in Bundesliga l'ultima in classifica non riusciva a battere la capolista. Dopo 8 vittorie di fila, Hasenhüttl cade contro la squadra che l'ha consacrato.

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Perdere fa male, specie se non si è abituati. Il Lipsia era la più bella favola non solo della Bundesliga, ma di tutto il calcio europeo. Otto vittorie in fila, primato in classifica, gioco fluido, veloce e rosa piena di giovani. I complimenti però hanno dato alla testa. Sconfitta contro l’Ingolstadt, ultimo in classifica, e primato perso. E a fine partita il nervosismo era palpabile. Oltre al danno la beffa: il gol di Roger è arrivato su assist di Jung, in prestito proprio dalla RB. Non solo. Erano più di 5 anni che in Germania l’ultima in classifica non batteva la capolista. L’ultima a riuscirci fu il Borussia Moenchengladbach che nell’aprile del 2011 vinse (sempre per 1-0) contro il Dortmund di Klopp. Questa volta il record a Lipsia è negativo.

Malumore

A fine gara solo Forsberg ha risposto alle domande dei giornalisti. Gli altri giocatori, di solito particolarmente disponibili, sono scomparsi. Nessuno si è fermato. Mister Hasenhüttl ha provato a dare la scossa:

Questo è un brutto colpo, ci sono mancati coraggio e fortuna. Vedremo la reazione settimana prossima sul campo.

Proprio Hasenhüttl è rimasto particolarmente male per la sconfitta, lui contro l’Ingolstadt aveva voglia di far bene. Lui lì si è consacrato.

La storia

La carriera del tecnico austriaco decolla il 7 ottobre del 2013. Quel giorno viene annunciato come allenatore dell’Ingolstadt al posto di Marco Kurz. Il club, controllato dall’Audi, non è piccolo, ma investe poco. Non a caso non è mai stato in Bundesliga. Quando Hasenhüttl si siede sulla panchina dell’Ingolstadt la squadra è ultima nella seconda divisione con 7 sconfitte in 9 giornate. Già il primo anno però lo chiude alla grande, portando la squadra al decimo posto. La stagione successiva arriva la prima, storica, promozione in Bundesliga. Un’impresa, replicata anche nella stagione 2015-16, la prima nel massimo campionato tedesco. L’anno scorso infatti il suo Ingolstadt non è mai stato in zona retrocessione. Nemmeno per una giornata. Merito della sua attenzione tattica. E non a caso quest’anno, senza di lui, l’Ingolstadt è crollato.

Sfortuna

Va detto però che ieri la Dea Bendata ha favorito e non poco l’Ingolstadt. Nel secondo tempo c’era un rigore per la squadra controllata dalla Red Bull che invece settimana scorsa aveva battuto lo Schalke sfruttando anche un errore arbitrale. Non solo. Nei minuti finali Keita ha di fatto messo Forsberg in porta ma lo svedese, da posizione ravvicinata e più che favorevole, ha calciato fuori. Proprio lui che per adesso è il giocatore più decisivo della stagione. Il destino inoltre ha voluto che proprio ieri, quasi in contemporanea, il Leicester, club al quale il Lipsia è stato paragonato in questi primi mesi di campionato, tornasse a convincere come non gli succedeva dalla scorsa stagione, battendo per 4-2 il Manchester City. Come se il calcio di favola ne sopportasse solo una per volta.

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E Hasenhüttl è stato superato anche da Conte, che col suo Chelsea ha battuto 1-0 il West Bromwich arrivando a 9 successi in fila. Il Lipsia si è fermato a 8, nessuno in Europa aveva fatto meglio. Il Lipsia in questi primi quattro mesi di campionato ha imparato quanto è bello vincere. Ora sa anche che perdere è doloroso, specie se non si è abituati.

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