Boateng: "In due anni ho sperperato tutto tra locali, auto e falsi amici"

Intervistato da Marca, Kevin-Prince Boateng scava nel passato e ripensa agli anni di carriera passati a spendere il proprio patrimonio tra macchine e discoteche.

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Money, money, money. Dev'essere stato questo il mantra di Kevin-Prince Boateng per un periodo della sua carriera agonistica. Adesso il centrocampista ghanese ha finalmente ritrovato la propria dimensione nelle Isole Canarie, dove grazie alla fiducia del tecnico del Las Palmas Quique Setién è riuscito a tornare protagonista alla soglia dei 30 anni, lasciandosi alle spalle alcune annate decisamente incolore tra Schalke 04 e un infelice ritorno al Milan.

Cinque i gol siglati in Liga da Boateng, capocannoniere della squadra seguito a ruota da un'altra vecchia conoscenza della Serie A quale l'ex Inter e Atalanta Marko Livaja. Una maturazione, quella del trequartista classe '87, arrivata in età già avanzata. Come rivelato dal diretto interessato nel corso di una intervista a Marca, parecchi anni della propria carriera li ha "gettati al vento" a causa di una vita trascorsa tra vizi e lussi sfrenati. Tra serate nei locali più ricercati e auto di lusso, Kevin-Prince Boateng ha ammesso di aver dilapidato in due anni tutto il patrimonio accumulato fin lì.

Per un ragazzo come me, cresciuto in un quartiere molto povero, avere tutti quei soldi è stato parecchio deleterio. Ho speso tutti i miei soldi in soli due anni tra auto, discoteche e amici che in realtà erano tutt'altro. Non stavo seguendo la giusta strada. Volevo mettermi sotto e lavorare duro, ma poi mi ritrovavo sempre al punto di partenza: avevo soldi e fama, ero un po' il boss della mia città. Da giovane mi sono sempre adagiato sul mio talento. La scintilla è arrivata al Mondiale del 2010: lì ho visto gente che giocava ad un altro livello e ho capito quanto importante fosse cambiare mentalità e concentrarsi solo sul calcio. 

Una vera e propria svolta, quella di Boateng, che poco dopo aver impressionato ai Mondiali sudafricani del 2010 conquistò la chiamata del Milan di Allegri,che gli affidò l'inedito ruolo di trequartista - pensare che fino a poco tempo prima era una mezzala - alle spalle del tandem offensivo Robinho-Ibrahimovic. Oggi, invece, la realtà parla di un Las Palmas trascinato dalle giocate del Principe, capace di caricarsi sulle proprie spalle il peso offensivo di una compagine partita per puntare ad una salvezza più o meno tranquilla e oggi sorprendentemente ottava a 2 punti dalla zona Europa League.

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