Ritratto di Vagner Mancini, l'allenatore della nuova Chapecoense

Consegnate al cinquantenne Vagner Mancini le chiavi della nuova Chapecoense. A lui il compito di far rinascere il Furacão do Oeste dalle proprie tristi ceneri.

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La Chapecoense ricomincia da Vagner Mancini. L'ex tecnico di Botafogo e Cruzeiro è infatti l'uomo designato per far sì che il Furacão do Oeste rinasca dalle proprie ceneri. La notizia, circolata già nel corso della settimana, è divenuta ufficiale nella giornata di venerdì, ovvero quando il club, espletate le ultime formalità burocratiche, ha annunciato tramite un comunicato il nuovo mister.

Mancini prende il posto del compianto Caio Junior, deceduto anch'egli nel disastro aereo che ha portato alla morte l'intera delegazione della Chape. Superata la concorrenza di Levir Culpi, che aveva autonomamente avanzato la propria candidatura, il cinquantenne nativo di Ribeirão Preto si accinge dunque a guidare il club brasiliano alla rifondazione, assieme al direttore sportivo ex Gremio Rui Costa - omonimo del collega attualmente al Benifca ed ex calciatore del Milan - e al direttore tecnico João Carlos Maringá. A loro il compito di far rinascere una Chapecoense già positivamente invasa dalle richieste di ingaggio - tanti infatti, tra giovani e vecchie glorie, sono stati i calciatori dichiaratisi pronti a partire alla volta dello stato di Santa Catarina - e pronta ad aprire un nuovo capitolo della propria vita sportiva, con tanto di recente logo commemorativo al seguito.

Palmares di tutto rispetto quello di Vagner Mancini, autore di grandi miracoli nel corso della propria carriera da allenatore: spiccano le due incredibili salvezze con Cruzeiro e Atletico Paranaense, ad un passo dalla retrocessione prima del suo arrivo e salvate a suon di gol e spettacolo con un 4-2-3-1 camaleontico e votato all'attacco, capace all'occorrenza di convertirsi in un più coperto 4-3-3 o in uno spregiudicatissimo 4-2-1-3.

Raggiante Mancini nella prima uscita mediatica da nuovo padrone della panchina della Chape. Le parole del tecnico non possono che riecheggiare come un grido di speranza per un ambiente bisognoso di tornare a vivere le gioie genuine che solo il calcio può dare.

Faremo una squadra fortissima, su questo non ho alcun dubbio. La Chapecoense ormai può vantare un enorme numero di tifosi in tutto il mondo. Saremo solidi dentro e fuori dal campo. Sono onorato di poter continuare il lavoro cominciato da Caio Junior, vengo con la voglia di aiutare un club che di per se è già vincente.

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