Europa League: vincono Fiorentina e Inter, pari Roma. Sassuolo rinviata

I viola conservano il primo posto con Chiesa, vittoria inutile per i nerazzurri. Scampagnata in Romania per i giallorossi, gli emiliani in campo oggi alle 12.30.

Il figlio d'arte Federico Chiesa esulta per il gol del 2-1 della Fiorentina

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Le vittorie di Fiorentina e Inter, il pareggio della Roma e il rinvio per nebbia del Sassuolo. In attesa del recupero di oggi alle 12.30 dei neroverdi contro il Genk, comunque inutile visto che gli emiliani sono matematicamente eliminati, è questo il bilancio delle quattro italiane. Come già si sapeva, rimangono in corsa solo Roma e Fiorentina, visto che l'unica con ancora qualcosa da chiedere a questa fase a gironi di Europa League era proprio la squadra di Paulo Sousa nella complicata trasferta in Azerbaijan. La Viola aveva a disposizione due risultati su tre per conservare il primo posto del gruppo J e tenere a distanza di sicurezza il Paok Salonicco, impegnato in casa con lo Slovan Liberec.

La Viola non delude

Nella gelida Baku la Fiorentina trova di fronte un Qarabag ancora pieno di motivazioni, alla ricerca di punti per provare a giocarsi le residue chance di conquistare la seconda posizione. Ne esce fuori una gara equilibrata, che nel primo tempo si conclude con un palo a uno: il primo dei padroni di casa con tiro di Ndlovu deviato da Tatarusanu al 32', l'altro colpito da un sinistro di Bernardeschi al 36'. Al 15' della ripresa ci pensa Vecino (primo gol in stagione) a sbloccare il risultato, sfruttando alla perfezione l'assist del neo-entrato Kalinic. La Fiorentina tenta di gestire il risultato, ci riesce anche discretamente. Ma al 73' arriva a sorpresa il pareggio di Reynaldo, capace di approfittare di una disattenzione generale della difesa gigliata.

Il pareggio basterebbe ai viola per concludere al primo posto il girone, ma vincere fa sempre piacere, soprattutto se il gol decisivo arriva da un giocatore sul quale c'è inevitabilmente tanta attenzione visto il cognome che porta sulla maglia: si parla ovviamente del 19enne Federico Chiesa, figlio dell'ex attaccante della Fiorentina Enrico, che già 3 minuti dopo il pareggio provvisorio degli azeri riesce a siglare da vero rapace dell'area di rigore il suo primo gol tra i professionisti. La sua esultanza sfrenata gli costa l'ammonizione, sette minuti più tardi bissata comportando così il cartellino rosso e qualche apprensione di troppo per il forcing finale del Qarabag. Questa volta però i toscani riescono a conservare il 2-1, chiudendo nel migliore di modi la fase a gironi.

Roma, minimo sforzo

Trasferta fredda anche per la Roma, che contro l'Astra Giurgiu si gode la scampagnata a Bucarest forte del primo posto del gruppo E già matematico prima del fischio d'inizio. Anche il ritmo in campo ne risente e (per quanto Spalletti dica il contrario) in campo scendono solo seconde linee, a parte Emerson Palmieri, Bruno Peres e lo squalificato in campionato Kevin Strootman. La partita è estremamente noiosa e resa ancora più triste dal minuto di silenzio in onore della Chapecoense rovinato dai tifosi romanisti con dei cori contro la Lazio, subissati dai fischi del resto dello stadio. Sul campo la Roma non crea praticamente niente, mentre i romeni tentano di trovare la via del gol per sognare la qualificazione in attesa di risultati positivi (che poi effettivamente arrivano) dalla gara tra Viktoria Plzen e Austria Vienna.

In virtù della vittoria per 3-2 dei cechi, un pareggio si rivela sufficiente per far piazzare i romeni al secondo posto e lo 0-0 finale si trasforma così in una festa per i padroni di casa. Tra le poche "emozioni" della gara, la più curiosa arriva dagli spalti, dove un tifoso dell'Astra Giurgiu per poco non riesce a rubare una bandiera ai giallorossi andati a seguire la squadra in trasferta. Il suo tentativo infatti è fermato poco dopo dal servizio di sicurezza e il vessillo viene restituito subito ai legittimi proprietari.

Doppio Eder per l'Inter

Partita del tutto inutile anche per l'Inter, seppur nel senso opposto. I nerazzurri infatti sono già aritmeticamente ultimi del gruppo K, questa gara contro lo Sparta Praga (matematicamente primo) può servire solo per consentire a Stefano Pioli di valutare qualche giovane interessante come Pinamonti e Miangue. Servirebbe in realtà pure per trovare un po' di stabilità, ma i nerazzurri si confermano ancora "work in progress" e pieni di difficoltà.

Nonostante il vantaggio al 23' di Eder, che valorizza al meglio un gran controllo in area del baby Andrea Pinamonti, l'Inter si fa prima recuperare da un colpo di testa di Marecek lasciato completamente solo in area e poi rischia di subire la rimonta, salvata solo da Carrizo, capace di neutralizzare il calcio di rigore di Borek Dockal. A tempo scaduto, poi, tocca ancora a Eder griffare la partita con un destro da fuori area che beffa Koubek. La partita finisce così 2-1, ma la sensazione è che i problemi dell'Inter rimangano ben saldi. Sicuramente, però, è molto meglio affrontarli con una vittoria.

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