Generazione di fenomeni: 10 Under 18 prossime stelle del calcio mondiale

Da Donnarumma a Isak, il nuovo 'Ibra di colore': ecco le dieci stelle più giovani del calcio mondiale. In una generazione di fenomeni, quella tra il 1999 e il 2000.

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Generazione di fenomeni, quella tra il 1999 e il 2000. Campioni di domani, talenti di oggi: con il pallone come denominatore comune. Assieme alla tenacia, tanta. Perché il serbatoio del calcio è ricco di potenziali ‘craque’, in ogni ruolo del campo. E il mercato mondiale per loro già impazzisce. Poco importa la carta d’identità fresca di stampa: se un ragazzo vale davvero, allora lo si paga qualsiasi cifra. ‘Marca’, intanto, ha scelto le dieci stelle più giovani del calcio mondiale. Scopriamole assieme.

Gigi Donnarumma

Giovane sì, piccolo no. Meglio chiamarlo gigante, Gigio Donnarumma. Un classe 1999, alto 1,96 m. Professione: portiere. E il Milan di lui si è già innamorato. Merito soprattutto dell’ex allenatore, Sinisa Mihajlovic, coraggioso nel farlo esordire l’anno scorso, a 16 e 8 mesi. Ma il gioco n’è valso subito la candela. D’allora Gigio non ha più mollato il posto. Tante belle cose, pochissimi errori. Perché questa è la storia di un predestinato. Da Castellammare a Milano.

Cercato dall’Inter, finito al Milan: il settore giovanile dove aveva giocato il fratello. Con il Barcellona e compagnia bella tutte in fila con un maxi assegno in mano, nonostante il ragazzo sia ancora minorenne. Almeno sino al 25 febbraio, quando darà la festa del diciottesimo compleanno. A quel punto, magari, le carte in tavola cambieranno: a partire dal contratto. Intanto Gigio para tutto, e il suo Milan ringrazia.

Moise Kean

Assomiglia a Balotelli, si chiama Kean. Gioca nella Juventus e ha solo 16 anni. Alle serate in discoteca preferisce le luci psichedeliche dello Stadium. Dove è stato battezzato il 19 novembre, contro il Pescara. Un esordio record: il primo ragazzo del 2000 a calcare i prati della Serie A. Stessa cosa in Champions League, nei 6 minuti in casa del Siviglia. Genio e sregolatezza, dicono. Anche se per ora le proverbiali ‘balotellate’ stanno a zero. A differenza dei gol, segnati a palate nelle giovanili. Perché Moise di hobby fa l’attaccante, ma la sua passione si è già trasformata in un lavoro.

Kean nasce a Vercelli, da genitori ivoriani. Infatti ha la doppia nazionalità: al momento preferisce quella italiana. Con la maglia azzurra, nelle categorie giovanili, ha collezionato 21 gol in 10 partite. Grazie alla sua potenza e velocità, un binomio fondamentale nel calcio moderno. Quello della generazione dei 2000.

Ryan Sessegnon

Ryan Sessegnon, in azione con la nazionale inglese Under 16

Quando corre ricorda Bale. Galoppata selvaggia, imprendibile sulla fascia sinistra: lui è Ryan Sessegnon. Ed è già nel mirino di mezza Premier League. Questa stagione, a 16 anni, è diventato il più giovane marcatore della storia della Championship. E il Fulham lo ringrazia. Ma soprattutto lo blinda. Klopp e Wenger garantiscono, mettendo la mano sul fuoco riguardo al futuro di questo inglese. Già capitano della nazionale under 16, con diverse presenze nell’under 17.

Malang Sarr

Si chiama Malang, ma è senza nome. Almeno sulla maglietta, quella del Nizza. Colpa di un contratto da professionista non ancora firmato. Il motivo? L’età: 17 anni. Minorenne, ma fortissimo. Sarr col numero 33 sfreccia sulla fascia  sinistra rossonera. A partire dal 14 agosto, pochi mesi fa, quando tutto iniziò. Subito in gol, regalando a Favre i primi tre punti di una stagione finora perfetta. E da allora non si è più fermato: 16 presenze, dal primo all’ultimo minuto. Malang nasce come difensore centrale, ma è duttile: ricorda Maldini. Leggenda scomodata e paragone sprecato, anche se in fondo pure Malang veste  il rossonero. Forse ancora per poco, perché il mondo lo attende. Anche l’Italia, all’ombra della Madonnina: in casa Inter, però. Assieme a PSG e Chelsea, tutte in fila per Sarr. A breve anche sulla maglietta del Nizza.

Aleksander Isak

Trbuna.com

Pochi dubbi: Aleksander è il nuovo Zlatan. La toccano piano in Svezia, patria di Isak. Un ragazzo della leva calcistica del 1999, di origini eritree. Ma che veste sin dalle giovanili la maglia giallo-nera dell’AIK Solna. Isak è un centravanti moderno. Ama svariare su tutto il fronte offensivo. Muscoli (altro 190 cm), rapidità e gol: quelli che gli hanno legato addosso l’etichetta ingombrante di ‘nuovo Ibra’. Sul mercato vale già 7-8 milioni. E diverse squadra hanno già in testa un piano per strapparlo dall’AIK. Soprattutto la Juventus, che sogna di portarlo in bianconero: parcheggiandolo magari in prestito in un angolo d'Italia, per fargli assaggiare senza pressione la Serie A.

Ben Woodbhurn

Pelle morbida, faccia da bambino. Perché il calcio, ultimamente, è roba da giovani. Come Ben Woodburn, del 1999. Il cui CV è già bello pieno, essendo il più giovane giocatore ad aver segnato in competizioni ufficiali con la maglia del Liverpool. Grazie al gol firmato qualche giorno fa in Coppa di Lega inglese contro il Leeds. Battendo così il record di Michael Owen, uno importante dalle parti di Anfield. Insomma, mica male: per un ragazzino. Con la nazionale under del Galles ha segnato una montagna di gol, che presto riempiranno anche le porte della Premier League.

Alejandro Pozo

L’oro di Siviglia. Alejandro Pozo, classe 1999, professione trequartista: uno capace di far perdere la ragione alla difesa della Juventus nella sfida di Youth League tra bianconeri e andalusi. Le sue movenze ricordano quelle di Jesus Navas. E adesso anche Sampaoli aspetta Alejandro.

Vincent Thill

Predestinato, come pochi. A settembre, Thill è diventato il primo giocatore del nuovo millennio a debuttare in uno dei 5 campionati ‘top level’ d’Europa. In questo caso, la Ligue One: in Francia. Vincent è un centrocampista lussemburghese, con già un gol e quattro presenze a referto nella sua nazionale. Gioca nel Metz e segue le orme del suo idolo, Miralem Pjanic. Al momento questo classe 2000 è una spanna sopra ai compagni. Vincent raramente perde il pallone. E l’unico modo per fermarlo è farli fallo. Ѐ più una seconda punta che regista, gioca con in testa la squadra ed è un piccolo mago delle punizioni. Come quelle segnata da 30 metri contro l’Austria, nelle qualificazioni al Campionato Europeo Uefa Under 17.

Brahim Diaz

Uno così, per averlo bisogna scipparlo. Un po’ come ha fatto il Manchester City, con buona pace del Malaga. Squadra spagnola dalla quale Brahim Diaz è stato prelevato per portarlo sotto l’ala protettiva di Pep Guardiola. Il ragazzo, classe 1999, è un esterno-trequartista di origine ispano-marocchina. Una volta fiore all’occhiello della cantera andalusa, ora pepita d’oro Sky Blues. Per lui 10 minuti tra i grandi, in Coppa di Lega contro lo Swansea. E con le debite proporzioni, la similitudine con David Silva, connazionale e futuro collega al City, potrebbe disegnarne i connotati.

Ezequiel Barco

Adesso l’Estadio Libertadores ha il talento che si merita. Perché uno come Ezequiel Barco, all’Independiente, lo attendevano da anni. Ѐ un interno di centrocampo, spesso impegnato come trequartista. E Gabirel Milito, allenatore della squadra argentina, ci ha messo poco a gettarlo nella mischia. Nove presenze e un gol in Primera Division, a soli 17 anni. Ezequiel è il nuovo che avanza in Argentina, cresciuto e plasmato in un vivaio capace di forgiare giovani come Aguero e Biglia. La continuità, però, non è l’arma migliore di Barco. Ma il tempo è dalla sua parte, sognando l’Europa.

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