Real Madrid, Zidane: "Sì, sono fortunato, ma lavoro con passione"

Il francese ammette di essere privilegiato, ma rivendica i suoi meriti. Stasera contro il Borussia Dortmund potrebbe arrivare a 34 match senza sconfitte, come Beenhakker.

Zidane

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Quando alleni il Real Madrid ogni partita è importante, ma quella di stasera al Bernabeu contro il Borussia Dortmund, per Zinedine Zidane lo sarà in modo particolare. Vincendo, infatti, la sua squadra scavalcherebbe i tedeschi e vincerebbe il proprio girone di Champions League:

Noi lottiamo sempre per arrivare primi, giocheremo come fosse una finale, senza fare calcoli.

Ma non c'è solo questo. Il francese è arrivato al Real a inizio gennaio e quello di domani sarà il suo match numero 50 sulla panchina dei Blancos, un bel traguardo, considerato che qualcuno all'inizio gli dava del privilegiato:

Sì, è vero, sono molto fortunato: faccio quello che mi piace e lo faccio in un grande club dove avevo anche giocato e non capita a tutti. Ma dietro c'è anche un sacco di lavoro e una grande passione. E poi amo quello che faccio.

Passione, amore e lavoro, tanto lavoro. Senza questi fattori, che il francese giustamente rivendica, ma come sempre senza enfasi, non avrebbe raggiunto i risultati che ha raggiunto: una Champions League, una Liga sfiorata dopo una rimonta epica e soprattutto un ruolino di marcia pazzesco. In 49 match sotto la sua gestione, infatti, il Real ha vinto 37 volte e perso solamente 2, con una media punti di 2,45. Tanta roba, insomma, alla faccia degli scettici.

Ma non è tutto. L'ultima sconfitta del Real Madrid risale al 6 aprile scorso, 2-0 a Wolfsburg nei quarti della Champions poi vinta. Da allora 33 match in otto mesi senza mai perdere e l'occasione, domani, di uguagliare il record di Leo Beenhakker, che era arrivato a 34. Ma Zizou non fa proclami, alzare la voce non è nel suo stile:

Credo che finora abbiamo lavorato bene. La striscia positiva ci fa ben sperare perché il nostro obiettivo è di aggiudicarci tutti i titoli in palio e per farlo dobbiamo vincere il maggior numero di partite possibile.

Semplice e chiaro. Lapalisse, del resto, era francese.

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