Huddersfield, parla Sean Jarvis: "Senza i tifosi il calcio non esisterebbe"

Il direttore commerciale dei Terriers parla dell'importanza del rapporto tra società e tifosi e delle ambizioni del club, in lotta per la promozione in Premier League.

La parte più calda dei tifosi dell'Huddersfield Town

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Quanto realmente contano i tifosi per una società di calcio? Se è vero che una volta senza di loro il calcio non avrebbe avuto senso di esistere, è allo stesso tempo vero che, al giorno d'oggi, in tutti i campionati europei, a causa del multi milionari investimenti di capitali stranieri, dei contratti  anch'essi milionari, dei diritti tv e delle decina di migliaia di accordi di sponsorship, la figura del tifoso è cambiata. 

Soprattutto nelle grandi realtà del calcio mondiale, il "tifoso" è diventato sempre di più un cliente, pronto a spendere qualsiasi cifra e adattarsi a qualsiasi situazione pur di godersi in tranquillità la partita. Tutto questo ha portato a un cambiamento totale del rapporto tra società e sostenitori, con quest'ultimi sempre più restii al seguire la propria squadra arrivando a tal punto di disertare lo stadio, lasciando così il posto a decine di migliaia di turisti. A risentirne è stata, di conseguenza, anche l'atmosfera, con dirette ripercussioni anche sui risultati delle squadre (il West Ham l'esempio più recente). 

A tal proposito ne abbiamo parlato con Sean Jarvis, il direttore commerciale dell'Huddersfield Town, una piccola realtà del calcio inglese, al momento al sesto posto in Championship e in piena corsa per i playoff promozione in Premier League. I Terriers, fondati nel lontano 1908, non possono vantare una storia ricca di successi ma nel loro piccolo annoverano comunque 3 campionati, 1 FA Cup e 1 Charity Shields, tutti conquistati a cavallo tra il 1921 e il 1926. 

Da quel momento nessuno ha più avuto loro notizie. A grandi momenti di esaltazione per finali di coppa raggiunte (e poi perse) si sono alternati anni di profonda delusione e decadenza nelle categorie più basse del calcio d'oltremanica. Dopo anni di purgatorio però, questa sembra la stagione giusta per tornare a calcare palcoscenici importanti. 

Qual è la reale importanza dei tifosi per una società di calcio? 

Allora, cerchiamo di essere chiari: senza tifosi, nessuna squadra di calcio avrebbe modo di esistere. E' un meccanismo naturale al quale nessuna società può opporsi. E' di vitale importanza per noi prendersi cura del tifoso e delle sue esigenze, anche e soprattutto perché in questa maniera abbiamo la possibilità di creare un rapporto di stima e fiducia. Senza questo ce ne rimetteremo noi in primis, con una conseguente perdita di affetto da parte di chi vede in questi colori e in questa società una vera e propria ragione di vita. 

A proposito di questo rapporto, come funzionano le cose qui a Huddersfield? Esiste realmente questo rapporto di fiducia? Ma soprattutto, visto l'andamento di questa stagione, la situazione rimarrebbe immutata in caso di promozione in Premier League?

Vado con ordine. Qui a Huddersfield, nonostante si navighi sempre tra la seconda e la terza divisione, abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con i nostri supporters. C'è sintonia e noi come società cerchiamo sempre di metterli al primo posto. Sono convinto e anzi, lo posso affermare con certezza, che in caso di promozione il rapporto non cambierebbe per niente, anzi. 

Parlando direttamente delle vostre ambizioni, siete fiduciosi come società di una possibile promozione in Premier o credete si tratti di un exploit?

Bè ovviamente siamo orgogliosi di questo inizio di stagione ma soprattutto crediamo di avere le capacità e le potenzialità per continua di questo passo. Non abbiamo le disponibilità economiche di altri grandi club che fanno parte di questa categoria, quindi le nostre finanze sono limitate e vanno redistribuite in base alle nostre esigenze. È chiaro però che vorremmo continuare di questo passo: un eventuale promozione sarebbe la giusta ricompensa per tutti gli sforzi di questi anni. 

Tornando ai tifosi, è toccato anche a voi dover affrontare direttamente il tema delle safe standing? Credete sia una cosa realizzabile anche qui a Huddersfield?

Partiamo con il dire che lo stadio non è di nostra proprietà, quindi non è una decisione interamente di nostra competenza. Il tema è già stato in parte affrontato, perché in questo stadio, vogliamo creare maggiore atmosfera. Già questa sera [quella della partita con il Wigan ndr], abbiamo dimezzato il prezzo dei biglietti per permettere l'accesso a tutti e abbiamo anche preparato un piccola coreografia. 

Perché? Volete cambiare il modo di tifare dei vostri supporters? 

No in realtà la ragione è semplice. Recentemente ho fatto un viaggio di quasi 3mila km a scopo benefico e ho attraversato diversi paesi, tra cui l'Italia e la Germania. Nella mia sosta a Dortmund ho avuto la fortuna di andare allo stadio e ammirare il famoso "muro giallo". La loro passione mi ha spinto a ricreare qualcosa di simile, nei limiti del dovuto, anche qui. 

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