Anche l'aereo dell'Argentina con poco carburante: 18 minuti di autonomia

18 giorni prima della tragedia della Chapecoense, l'Argentina di Messi ha viaggiato su Lamia: anche in quel caso il serbatoio era rifornito al minimo indispensabile.

Sergio Agüero e Lionel Messi a bordo di un aereo Lamia

0 condivisioni 0 commenti

di

Share

Ha fatto molto rumore perché tra le vittime c'è un'intera squadra, la Chapecoense, ma la tragedia dello schianto del charter RJ85 Lamia poteva succedere davvero a chiunque. Le dinamiche che hanno portato al disastro sono ormai note, rientrano in quella pericolosissima prassi utilizzata (soprattutto in Sudamerica) da molte compagnie aeree: rifornirsi solo con la minima quantità indispensabile di carburante, ben al di sotto di quanto richiesto dallo standard normativo di sicurezza. Un modo per risparmiare soldi e tempo, visto che sempre quella stessa consuetudine fa sì che nel momento in cui un pilota "si accorga all'ultimo" di essere quasi rimasto a secco, possa chiedere la procedura per l'atterraggio d'emergenza sorpassando così l'ordine inizialmente delineato dalla torre di controllo di turno.

Solo 18 minuti di scarto

La recente tragica esperienza dell'aereo con a bordo la squadra brasiliana, però, ha mostrato in tutta la sua atrocità quali possano essere i rischi di questo comportamento, perché può capitare che possano crearsi dei reali imprevisti, come nel caso del guasto elettronico nelle comunicazioni o del concomitante atterraggio d'emergenza richiesto di un airbus 320 della compagnia Viva Colombia proveniente da Panama per una perdita di combustibile. Era già stato detto che la compagnia Lamia era specializzata nel trasporto di squadra di calcio e che spesso si era occupata dei viaggi della nazionale argentina. L'ultima volta, l'11 novembre, appena 18 giorni prima di quel maledetto 29 novembre che ha portato alla morte di 75 persone.

La novità è che anche in quell'occasione, come riportato dal portale di notizie brasiliano Fohla, il volo che ha riportato indietro l'Argentina da Belo Horizonte dopo la sfida con il Brasile era stato rifornito di carburante in eccesso di appena 18 minuti di volo rispetto a quelli previsti per coprire la tratta.

Economia o sicurezza?

Secondo quanto descritto, infatti, il volo che trasportava Lionel Messi e i suoi compagni è durato 4 ore e 4 minuti, mentre l'autonomia disponibile in partenza era di 4 ore e 22 minuti. Uno scarto di appena 18 minuti, appunto. Una follia.

Per quanto assurdo, si può prendere amaramente atto che le "persone comuni" non possano nemmeno sapere a cosa stiano andando incontro e quanto carburante sia stato caricato sull'aereo prima di un viaggio. Ma come è possibile che squadre di calcio professionistiche e selezioni nazionali si affidino a certe compagnie aeree? L'agenzia di stampa statunitense Associated Press è riuscita a venire a conoscenza dei sei presupposti studiati dall'AFA (Asociación del Fútbol Argentino) per selezionare il volo di rientro dal Brasile e ha scoperto che alla fine si è optato per quello "più economico, a scapito della qualità". Immediate le smentite del responsabile della comunicazione della federcalcio argentina Francisco Nabaisi

Il fattore economico non era quello principale, perché, di fatto, questa compagnia non era quella con prezzi più bassi. Però abbiamo visto che già lavorava in Sudamerica, aveva portato altre squadre. Ed eravamo convinti che si trattasse di una cosa seria.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.