14 anni fa s'interruppe la striscia realizzativa dell'Arsenal dei record

Dal dicembre del 2002 all'ottobre del 2004 l'Arsenal di Arsene Wenger stabilì due record destinati a rimanere nella storia del calcio inglese e mondiale.

Pires ed Henry con la maglia dell'Arsenal

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Di storie sul calcio inglese ne esistono un'infinità, dalla sniffata di Robbie Fowler, alla Crazy Gang del Wimbledon, passando per la Class of '92 del Manchester United fino alle imprese dello storico Brian Clough. Pezzi di storia che nessuno, in alcuna maniera, riuscirà a cancellare. Tra i tanti racconti e le tantissime curiosità però, ci sarà sempre posto o una menzione speciale per quell'Arsenal di inizio anni 2000, capace di sbaragliare qualsiasi avversario in patria ma inetto nel conquistare un titolo europeo. 

A dire il vero gli uomini di Arsene Wenger ci sono andati vicinissimi nel maggio del 2006, quando persero la finale di Champions League contro il Barcellona grazie ai gol di Samuel Eto'o e di Belletti, ma siamo certi che tifosi e appassionati del football d'oltremanica, si sarebbero aspettati qualcosina in più al di la dei confini nazionali. Poco male però. I vari Thierry Henry, Robert Pires, Patrick Vieira, Tony Adams, Fredrik Ljungberg e chi più ne ha più ne metta hanno comunque fatto qualcosa che tuttora, e per molto tempo ancora, verrà scritto e ricordato negli annali della storia del calcio. 

Proprio oggi, 7 dicembre, ma di 14 anni fa, una sconfitta per 2-0 all'Old Trafford contro il Manchester United poneva fine all'incredibile serie di partite consecutive nelle quali i Gunners, campioni in carica, erano andati a segno in campionato: ben 55. Il precedente record, durato per oltre 70 anni, apparteneva al Chesterfield, formazione ormai scivolata nelle leghe minori, che tra il dicembre del 1929 e il dicembre del 1930 segnò per 46 match consecutivi.

Quell'Arsenal non aveva ancora finito di stupire e appassionare. Qualche mese più tardi, precisamente il 7 maggio del 2003 grazie alla vittoria per 6-1 a Highbury sul Southampton, i Gunners inanellarono una serie infinita di 49 partite di imbattibilità. Per ironia della sorte il teatro della sconfitta che interruppe il record fu ancora una volta volta l'Old Trafford, sempre contro il Manchester United e sempre con una sconfitta per 2-0. 

Quell'anno e mezzo di successi difficilmente sarà dimenticato dai tifosi dell'Arsenal: la conquista della Premier League sul campo degli acerrimi rivali del Tottenham Hotspur e per lo più da imbattuti, è ancora oggi motivo di vanto e orgoglio per il club del nord di Londra, nonostante la carenza di vittorie dell'ultima dozzina di anni. Oggi l'Arsenal non è più lo stesso ma ha un minimo comune denominatore con la squadra di allora: Arsene Wenger. In quello che sembra essere il suo ultimo anno da manager, dopo un impero durato più di 20 anni, i Gunners puntano dritti alla vittoria della Premier League, conquistata per l'ultima volta proprio quel 25 aprile del 2004 a White Hart Lane. 

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