Usain Bolt e Almaz Ayana eletti atleti dell’anno dalla IAAF

Dal red carpet di Londra al salone delle feste dello Sporting Monte-Carlo. Dopo aver presentato il film documentario sulla sua vita, Bolt è stato incoronato Atleta dell’Anno.

Usain Bolt e Almaz Ayana

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Alle ultime Olimpiadi di Rio de Janeiro, Bolt ha centrato la terza tripletta a Cinque Cerchi della sua carriera vincendo i 100 metri in 9”81, i 200 metri in 19”78 e la staffetta 4x100 in 37”27. Nella votazione per l’Atleta dell’anno Il fuoriclasse giamaicano ha preceduto il sudafricano Wayde Van Niekerk, primatista mondiale dei 400 metri in un formidabile 43”03 a Rio de Janeiro, e Mo Farah, campione olimpico dei 5000m e dei 10000m a Rio a quattro anni di distanza dalla prima doppietta a Cinque Cerchi a Londra. Bolt ha ricevuto il Premio di Atleta dell’Anno dal Presidente della IAAF Sebastian Coe.

Le parole di Bolt

Vivo per questi momenti nei quali entro nello stadio e sento il boato del pubblico. Rio è stato un momento straordinario. Ho deciso di continuare per un’altra stagione per i miei fans, che non vogliono che mi ritiri. Voglio ringraziarli per il loro sostegno. Nel 2017 tornerò nei luoghi dove mi piace gareggiare come ad esempio Ostrava, Losanna, Parigi e Bruxelles per salutare tutti coloro che mi hanno sostenuto in questi anni. La prossima stagione gareggerò solo sui 100 e nella 4x100 ma non sui 200 metri. Non penso più a battere i record mondiali in questa fase della mia carriera, ma a vincere. La vittoria che ricordo con più piacere è stata quella dei Mondiali Juniores di Kingston sui 200 metri quando avevo 15 anni. Fu l’inizio di tutto. Ai Mondiali di Osaka 2007 dopo l’argento sui 200m dietro a Tyson Gay chiesi al mio coach cosa dovevo fare per vincere. Glen Mills mi disse che dovevo lavorare più duramente in palestra. Da allora sono arrivati gli ori di Pechino e i record mondiali. L’unico piccolo rimpianto della mia carriera è non essere riuscito a scendere sotto i 19 secondi sui 200 metri.

La premiazione di Almaz Ayana

Ayana ha ricevuto il Premio di Atleta donna dell’anno dal Principe Alberto di Monaco. La piccola mezzofondista etiope ha conquistato il primo titolo olimpico della sua carriera sui 10000 metri stabilendo il record mondiale con un sensazionale 29’17”45” nella più grande gara della storia sulla distanza dove quattro donne sono scese sotto i 30 minuti. La fuoriclasse etiope ha vinto anche la medaglia di bronzo sui 5000 metri prima di concludere la stagione con il successo nella Diamond League sui 5000 metri. Ayana è la terza etiope capace di vincere il Premio di Atleta dell’Anno dopo Meseret Defar nel 2007 e Genzebe Dibaba nel 2015.

Ayana ha preceduto la giamaicana Elaine Thompson (campionessa olimpica dei 100m e dei 200m e argento con la 4x100 a Rio de Janeiro) e la polacca Anita Wlodarczyk (campionessa olimpica del lancio del martello e primatista mondiale con 82.29m il 15 Agosto a Rio e 82.98m al Memorial Kamila Skolimowska di Varsavia il 28 Agosto).

Non ho parole per esprimere cosa provo. Sono così emozionata. L’anno prossimo voglio provare a migliorare i miei record su tutte le distanze. Ho iniziato la mia carriera correndo i 3000 siepi ma non mi piaceva molto correre su questa distanza e ho cambiato facendo quello che amavo di più. Voglio battere il record mondiale sui 5000m ma i 10000m sono la mia distanza preferita.

Tutti i premiati

Gli altri riconoscimenti della stagione sono andati al velocista canadese André De Grasse, argento sui 200m in 20”02 (dopo un eccellente 19”80 in semifinale) e bronzo sui 100m in 9”91 e nella 4x100 in 37”64 (“Male Rising Star”) e alla belga Nafissatou Thiam (“Female Rising Star”), oro olimpico nell’eptathlon con 6810 punti ad appena 21 anni dopo aver realizzato 1.98 nel salto in alto. Il premio di Allenatore dell’Anno è stato vinto da Harry Marra, coach Ashton Eaton, campione mondiale indoor dell’eptathlon a Portland e oro olimpico per la seconda volta consecutiva nel decathlon a Rio, e della canadese Brianne Theisen Eaton (moglie di Ashton), campionessa mondiale indoor nel pentathlon a Portland e bronzo olimpico nell’eptathlon. La grande maratoneta keniana Tegla Loroupe, ex primatista mondiale delle 42 km, ha ricevuto il President’s Award per aver guidato come capo delegazione il Team dei Rifugiati alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Harry Marra
Harry Marra

La serata di gala monegasca ha visto sfilare tanti campioni che hanno infiammato la grande stagione dell’atletica internazionale incentrata sulle Olimpiadi di Rio e i grandi appuntamenti della IAAF Diamond League. Tra i tanti campioni presenti vanno ricordati Wayde Van Niekerk, David Rudisha, Elaine Thompson, Kendra Harrison, Christian Taylor, Shaaunae Miller, Genzebe Dibaba, Thomas Rohler e Sara Kolak.

Le parole dei protagonisti

Queste sono le dichiarazioni più interessanti rilasciate dai campioni alla vigilia del Gala di Montecarlo:

David Rudisha (due volte campione olimpico degli 800 metri): “Usain Bolt è il più grande atleta della storia. Quando si ritirerà, ci mancherà molto ma ci sono tanti giovani atleti emergenti che garantiranno un grande futuro per l’atletica. Non è facile prevedere se avremo un altro Bolt a breve o se ci vorranno cent’anni di attesa. Usain ha vinto ori olimpici in tre edizioni consecutive. Il mio obiettivo è vincere il terzo titolo olimpico degli 800m a Tokyo 2020”.

David Rudisha
David Rudisha

Wayde Van Niekerk (campione olimpico e mondiale, primatista mondiale dei 400m): “All’inizio della mia carriera non amavo i 400 metri perché mi procuravano dolori fisici ma questa specialità ha dato molto nella mia carriera. I miei primi amori sono i 100 e i 200 metri e sono motivato a migliorare anche sulle distanze più brevi. Qualcuno ha detto che Bolt è il re e io sono il principe. Questo mi dà la carica ma per eguagliarlo dovrò migliorare i miei record su tutte le distanze dello sprint. Ho conosciuto Usain durante un periodo di allenamenti a Kingston e ho apprezzato il suo atteggiamento sempre positivo. Non mi considero lo sprinter più completo della storia dopo essere sceso sotto i 10 secondi sui 100m, sotto i 20 secondi sui 200m e sotto i 44 secondi sui 400m ma ora sono più fiducioso sulle mie capacità di migliorare su tutte le distanze. Sui 400 metri ho ancora molti margini di miglioramento nella prima parte della gara. Posso scendere sotto i 43 secondi. L’estate prossima mi allenerò ancora a Gemona del Friuli, un luogo che amo molto. E’ la mia seconda casa. Io e la mia allenatrice Sophie Ans Botha siamo ancora molto motivati. Il nostro rapporto funziona alla perfezione”.

Wayde Van Niekerk
Wayde Van Niekerk

Elaine Thompson (campionessa olimpica dei 100 e dei 200 metri): “E’ un grande onore far parte delle tre atlete scelte come finaliste per il Premio di Atleta dell’anno. Le vittorie olimpiche non hanno cambiato la mia vita, anche se ora devo stare più attenta a quello che dico e a quello che faccio. Devo decidere ancora cosa fare l’anno prossimo insieme al mio coach. Dopo aver vinto 100 e 200 metri alle Olimpiadi ho maggiori motivazioni per cercare di vincere su entrambe le distanze ai Mondiali di Londra. Ci sono tante grandi sprinter in grado di correre i 10”6-10”7 ma penso che il record del mondo sia fuori dalla nostra portata”.

Shaunae Miller (campionessa olimpica dei 400m): “E’ stato un anno straordinario ma ora sono proiettata sulla nuova stagione. L’atletica è lo sport di famiglia. Mio nonno e i suoi fratelli praticarono atletica in gioventù, esattamente come molti parenti di mia madre. Fin da quando ero ragazza ho sempre amato l’atletica. Mio fratello è un saltatore in alto e pensa di dedicarsi al decathlon. Mia sorella di 11 anni ma corre già tempi più veloci rispetto a quelli che facevo alla sua età”.

Genzebe Dibaba (campionessa e primatista mondiale e vice campionessa olimpica dei 1500m): “La mia stagione è andata bene durante le indoor ma pochi mesi prima di Rio mi sono infortunata. Per questo sono contenta della medaglia d’argento olimpica. I 1500 metri rimangono la mia distanza preferita ma ai Mondiali di Londra potrei correre 1500m e 5000m”.

Genzebe Dibaba
Genzebe Dibaba

Christian Taylor (campione olimpico e mondiale del salto triplo): “Battere il record del mondo del triplo è ciò che fa crescere la mia passione. E’ un obiettivo al quale penso tutto il tempo. Non vedo l’ora dei Mondiali di Londra. E’ un luogo speciale perché qui ho vinto il mio primo titolo olimpico. Da allora la mia carriera è cambiata. Londra è quasi la mia seconda casa”.

Sara Kolak (campionessa olimpica del lancio del giavellotto): “La vittoria di Rio non è stata una vittoria ma un vero shock. Devo ancora abituarmi e trovare le parole giuste per descrivere quello che ho provato. Ho iniziato giocando a pallamano sull’esempio di mia madre, che praticò questo sport nel ruolo di portiere. Iniziai con il giavellotto all’età di 14 anni quando dovetti decidere tra atletica e pallamano. E’ stata una buona decisione”.

Sara Kolak
Sara Kolak

Thiago Braz Da Silva (campione olimpico del salto con l’asta): “Il mio prossimo obiettivo è vincere il titolo mondiale a Londra. Anche i Giochi Panamericani sono un traguardo importante per la mia carriera. Penso anche al record del mondo. Non ho ancora raggiunto lo status del calciatore Neymar ma ora sono diventato un eroe in Brasile. Mi alleno a Formia con Vitaliy Petrov che in passato ha allenato Sergey Bubka, Yelena Isinbayeva e Giuseppe Gibilisco. Ho deciso di lasciare il Brasile per allenarmi con lui. In Brasile ho gli amici, mentre a Formia sono concentrato sugli allenamenti”.

Kendra Harrison (primatista mondiale dei 100 ostacoli): “Il margine di miglioramento del record mondiale è davvero incredibile. Se qualcuno mi avesse detto un anno fa che sarei riuscita a battere il record mondiale, gli avrei dato del pazzo. Mancare la qualificazione per le Olimpiadi mi ha dato la motivazione per battere il record mondiale. E’ stata una bella rivincita aver dimostrato il mio valore. Nella gara del record dl Londra ero piena di emozioni. Quella sera ho dato tutto quello che avevo per raggiungere il mio obiettivo. La prima settimana dopo la delusione dei Trials è stata difficile ma il mio allenatore mi ha dato un forte incoraggiamento. Ringrazio anche la mia famiglia e gli amici per il loro sostegno. Nel 2018 penso di correre sia i 100 ostacoli che i 400 ostacoli. Voglio provare a concentrarmi sulla distanza più lunga e vedere cosa sarò in grado di realizzare”.

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