Clasico, Sergio Ramos e il vizio del gol all'ultimo assalto

Il gol del pareggio nel Clásico è soltanto l'ultimo in ordine di tempo: a ridosso del fischio finale, il centrale del Real Madrid si conferma attaccante aggiunto.

1k condivisioni 0 commenti

di

Share

"Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine segna Sergio Ramos". Sarebbe questa, su gentile concessione di Gary Lineker, la rivisitazione di una famosa frase di Italia '90. Applicando lo stesso concetto al Clásico, emerge un dato che continua a far gioire il Real Madrid. Mentre il Barcellona si appresta a festeggiare la vittoria numero 110 contro le merengues, Sergio Ramos decide di esultare rabbiosamente sotto gli occhi di un Camp Nou già pronto ad esplodere. Anche i blaugrana devono fare i conti con la vena realizzativa del centrale dei blancos, che legittima ulteriormente l'etichetta di autentico guastafeste.

Barça ultima vittima

Lo stacco di testa che batte ter Stegen è solo l'ultimo in ordine cronologico, per una specialità che Sergio Ramos ha deciso di far sua negli ultimi due anni e mezzo. Già questo dovrebbe bastare per descriverne l'importanza all'interno del Real Madrid, inteso come squadra e ambiente, ma a rendere ancor più pesante il suo apporto sono le occasioni in cui ha cambiato la storia del match. Nel solo contesto del Clásico in trasferta, l'1-1 a ridosso del recupero garantisce tre fattori fondamentali: vantaggio di 6 punti ancora intatto, imbattibilità nella Liga e di Zidane nelle due sfide contro Luis Enrique da quando è in panchina.

Ramos Camp Nou
La legge di Sergio Ramos: Barça stoppato al 90'

Atlético Madrid e Siviglia, due trionfi europei

Se poi si allarga la statistica, Sergio Ramos può vantare altri due gol a tempo scaduto che, di fatto, hanno permesso alla Casa Blanca di portare a casa due trofei internazionali. La vittoria di quattro mesi fa nella Supercoppa UEFA contro il Siviglia passa proprio dalla sua rete al 93'. Un altro colpo di testa, valido per un altro pareggio: dal 2-2 dei tempi regolamentari, il Real Madrid trova poi le energie per il definitivo 3-2 di Carvajal, aggiudicandosi il trofeo per la seconda volta dopo il 2014.

Già, il 2014. L'inizio di tutto, nonché punto più alto del suo peso specifico al fotofinish. Il derby di Lisbona contro l'Atlético vale la Champions League: i colchoneros, in vantaggio fino all'ultima azione, sono i primi a fare i conti con la "cabeza de oro" di Sergio Ramos, che porta la finale ai supplementari ed apre la strada al 4-1 di Bale, Marcelo e Ronaldo. Scegliere il giorno della Décima come inaugurazione di questa tradizione è l'idea migliore per coronare la sua carriera, impreziosita poi con il gol del momentaneo vantaggio nel remake di San Siro.

Ramos Lisbon
Lisbona, 24 maggio 2014: nasce la Zona Sergio Ramos

La benedizione di Ancelotti

Non è un caso che lo stesso Carlo Ancelotti, nella sua biografia "Il leader calmo", lo abbia inserito tra le personalità più carismatiche e influenti nello spogliatoio del Real Madrid, a prescindere dal ruolo di capitano conquistato con gli anni d'esperienza nelle merengues. All'impatto psicologico sui compagni di squadra, evidentemente percepito fin dai momenti che precedono l'ingresso in campo, si è aggiunto anche quello tecnico e statistico: la "Zona Sergio Ramos" è diventata una costante nelle grandi occasioni. Quando Zidane è in difficoltà, può sempre richiamare il suo ariete dalle retrovie.

Carlo Ancelotti Sergio Ramos
La stima di Ancelotti impreziosisce la personalità di Sergio Ramos

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.