Premier League, Manchester City-Chelsea: il cielo è sempre più Blues, 1-3

Ed ecco l'ennesimo messaggio che Conte manda a tutta la Premier League: anche il Manchester City di Guardiola è battuto: 1-3 in rimonta tutto nella ripresa.

Antonio Conte e Guardiola

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Tra le isterie e la razionalità. Conte è eccentrico e irresistibile, come il suo Chelsea. E via con l’ottava vittoria consecutiva. Anzi: l’ottava meraviglia del mondo. Contro il Manchester City, l’unica rivale che sembrava tenergli testa: almeno sino ad oggi. In trasferta, all’Ethiad Stadium, per la prima volta di fronte a Guardiola. Nella quattordicesima giornata di una Premier League sempre più a tinte Blues. Grazie alla magie di Diego Costa, uno dei peggior bar di Caracas. Che è sempre più capocannoniere, a quota undici gol: con buona pace di un Aguero oggi dalle polveri bagnate. Poco importa se il City passa in vantaggio in virtù dell'autogol di Cahill, perché la fase difensiva di Guardiola difetta sempre. E allora Diego Costa prima e William poi rimontano la partita nella ripresa. Hazard cala il tris. Adesso Conte attende la risposta del Liverpool, domani in trasferta col Bournemouth, ma intanto  il cielo d'Inghilterra è sempre più Blues

I temi

Doveroso il minuto di silenzio per la tragedia della Chapecoense. Poi lo show. All’Ethiad non è un derby, ma l’atmosfera è la stessa. Chi becca la spallata rischia di rimanere stordito. Entrambe le formazioni arrivano con le difese immunitarie alte. Tante sorpresa nell’undici iniziale del Manchester City, l’abito di gala uscito dalla sartoria è una novità: 3-4-3. Assieme al giovanissimo Sané, uno con in corpo solo tre presenze in stagione.

Dall’altra parte, invece, il Chelsea cambia solo di una virgola il telaio dell’ultima sfida contro il Tottenham. Si è fermato Matic, al suo posto Fabregas: rispolverato per l’occasione. E nella strategia di squadra, questo cambio influisce eccome. I Blues diventano meno corridori e meno frenetici, ma più pensatori. La coppia Kantè-Matic era perfetta, uno dei segreti della favola Conte. Poi Diego Costa e Aguero, altra sfida: spettacolo nelle spettacolo. Entrambi a quota dieci reti: realizzate dal Kun in 11 partite, dallo spagnolo in 14. Ma alla fine avrà la meglio lo spagnolo.

Chiavi tattiche

Il City occupa la metà campo del Chelsea, in larghezza. I Blues stanno compatti, con 5 giocatori dietro: tanto, poi, in attacco ci sono tonnellate di qualità. Pedro e Hazard sono due bimbi al parco giochi: felici, innamorati del pallone. Moses è stato scoperto da Conte, lo ha tirato fuori dallo sgabuzzino e poi rivitalizzato. E il Barcellona fa gli occhi dolci al nigeriano. Oggi, con Alonso, è rimasto molto alto in campo. Sfida a tutto campo. Uomo contro uomo. Hazard va dove gli pare, Pedro funge da equilibratore.

Primo tempo

Il possesso con Guardiola è il la base. Tanto fraseggio Sky Blues ad inizio match. Aguero e Jesus Navas salgono in sella al motorino e danno tanto gas alla manovra del City. Ma il primo segnale offensivo è del Chelsea, con Hazard: al 14' Diego Costa infiocchetta una palla che il belga colpisce all'improvviso da dietro. Esce fuori di poco, ma i Blues sono vivi: nonostante il palleggio da mal di testa dei padroni di casa. Il pressing di Conte costringe la banda Guardiola ad accelerare la manovra, forzando così l'impostazione e perdendo i tempi di gioco. Alla botta di Hazard, risponde dopo pochi istanti Aguero: David Luiz legge male un uscita, il Kun approfitta e cannoneggia a rete, trovando però la solita opposizione di Courtois.

Hazard, chiave della partita

Ci si diverte, poco ma sicuro. Fa niente se il punteggio non si sblocca. In campo padroneggia la velocità. Tanta corsa e dinamismo, la palla circola a mille allora. E il possesso lascia spazio alle occasioni. Con i tifosi che lamentano la cervicale: muovono il collo verso una porta, poi immediatamente verso l'altra. Come al 25', quando Fernandinho segna un gol in fuorigioco su difficilissima chiamata del guardalinee. E sul ribaltamento di fronte il solito Hazard s'invola solo davanti a Bravo, ma dilapida l'occasione preferendo servire un inutile pallone a centro area. L'unica dei Blues.

Nelle battute finali del primo tempo il Chelsea è schiacciato. Il City lamenta due rigori e impreca su Aguero: perché il Kun è presente, ma la mira stranamente gli fa difetto. L'argentino sbaglia più volte, ma l'errore marchiano lo commette Cahill: al 45' Jesus Navas disegna un cross dalla destra e il difensore del Chelsea devia la palla nella sua porta. Ma nella circostanza la colpa è anche di Marcos Alonso, in ritardo come un treno regionale sul binario di Jesus Navas. Ed è un modo anomalo di stappare la partita, quasi una beffa per i Blues. E in un primo tempo adrenalinico Conte si rammarica tanto: sia per la palla gol sprecata da Hazard, sia per la pressione subita nelle battute finali.

La ripresa

Negli spogliatoi, al solito, Conte scuote i ragazzi. Strilla loro in faccia, con passione. E questi tornano in campo trasformati, come contro il Tottenham. Anche se, al 48'st, De Bruyne spazza alto su Courtois: mandando alle stelle il raddoppio. Poco dopo arriva il primo cambio del match: esce Pedro, già acciaccato nel primo tempo, entra il rapido Willian. Ma il Chelsea ha le amnesie, si addormenta, con Cahill che pasticcia per l'ennesima volta con Courtois: ma Aguero segue il copione della clemenza.

Mamma mia

Vi ricordate quella strana legge: 'Gol sbagliato, gol subito'? Bene, si avvera sempre: anche all'Ethiad Stadium. E se al 57' De Bryune spara sulla traversa una clamorosa palla a porta vuota, due minuti dopo Diego Costa disegna un meraviglioso dribbling e capitalizza a rete uno splendido lancio di Fabregas a lunga gittata. Allora la partita cambia, si ricomincia. L'equilibrio si rompe: il Chelsea subisce di più dopo l'uscita di Pedro, ma riparte al doppio della velocità. E il pareggio non è affatto frutto del caso.

Benvenuti alla sagra delle ripartenze. Col passare dei minuti gli errori aumentano, e lo spettacolo ne beneficia. Si sa, il City fatica a chiudere le partite: Guardiola non si preoccupa della fase difensiva e alla fine la paga. Anche oggi, quando Diego Costa riparte e imbuca tra le linee Willian. E il brasiliano, gasatissimo, vola a scaraventare la palla in buca d'angolo. Così la rimonta è completata: l'ennesima. Vi ricordate l'errore di Hazard nel primo tempo? Bene, perché il belga si fa perdonare al tramonto del match: segando il gol della condanna di Guardiola. I sei minuti di recupero serviranno solo ad Aguero per essere espulso dopo un fallaccio su David Luiz. Da lì si scatena una maxi rissa in cui viene espulso anche Fernandinho. Conte e il Chelsea volano, da soli, più in alto di tutti.

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