Dieci (+1) cose che non sai sul derby della Capitale: Lazio-Roma

Il derby di Roma è sempre una partita a se, che non permette a nessuno di non schierarsi. Ma la sfida della Capitale nasconde tante curiosità che conoscono in pochi.

Il derby di Roma

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Se c'è una partita di cui non ci si può stancare è il derby di Roma. La sfida più importante della Capitale è una di quelle che non permette a nessuno di restare impassibile o neutrale. Se giocano Lazio e Roma bisogna schierarsi, stare da una parte o dall'altra, scegliere le aquile o i lupi. Perché il derby non è solo una partita, ma un modo diverso di vivere la Città Eterna, un senso di appartenenza che divide il nord dal sud. E se per ogni incontro si possono contare centinaia di tifosi che raccontano gli aneddoti più disparati, nascoste nelle pieghe della storia, ci sono alcune curiosità su questa partita di cui in pochi sono a conoscenza.

Roma-Lazio, 1942
Roma-Lazio: il derby della capitale nel 1942

1 - Il primo derby della storia

Roma e Lazio si affrontarono per la prima volta nel 1929. Due anni prima la società biancoceleste aveva deciso di non partecipare alla fusione tra Alba, Roman e Fortitudo, da cui nacque l'A.S. Roma. Il primo derby si disputò a La Rondinella e dimostrò subito un'accesa rivalità tra le tifoserie a causa delle regresse dispute avvenute tra i sostenitori della Lazio e quelli delle tre compagini romane. Quella prima gara finì 1-0 per i giallorossi, con goal di Rodolfo Volk. La gara di ritorno fu il primo derby giocato nello stadio comunale di Testaccio, il più antico tempio della Roma.

I tifosi allo stadio Testaccio
Lo stadio comunale Testaccio, primo tempio della Roma.

 2 - Roma e Lazio insieme per l'Urbe

Tutti conoscono la rivalità eterna tra le due squadre, ma chi ricorda invece Roma e Lazio giocare con la stessa divisa per rappresentare l'Urbe fascista nelle partite contro importanti realtà calcistiche estere? La prima volta capitò il 26 dicembre 1928 nella sfida contro i cechi del Viktoria Zizkov. La seconda un anno dopo, nella partita tra la rappresentativa romana e l'Ungheria. Successe anche nel 1930, proprio nel campo Testaccio, per affrontare un'altra squadra ungherese, il Sabaria. Anche nel periodo della Seconda Guerra Mondiale ci furono un paio di occasioni in cui la rivalità capitolina dovette cedere il posto alla più importante dimostrazione di patriottismo, portando Roma e Lazio a unirsi contro una rappresentativa della British Army. Nel 1973 affrontarono insieme l'Armata Rossa, il famigerato CSKA Mosca. L'ultima occasione capitò il 18 novembre 1979, quando per ricordare la tragica morte del tifoso laziale Vincenzo Paparelli, avvenuta meno di un mese prima, le due squadre scesero in campo con formazioni miste. 

Roma e Lazio contro il CSKA Mosca
Il quintetto d'attacco della rappresentativa romana contro il CSKA Mosca

3 - Il voltafaccia del Duce

Il 7 dicembre 1930 è il giorno del terzo derby capitolino. Allo stadio è presente anche Benito Mussolini, schierato tra le fila dei tifosi romanisti. Peccato solo che pochi anni prima fosse diventato invece socio della Lazio, facendo però misteriosamente scomparire la tessera quando salì al potere.

4 - Gli anni '50 e gli artisti

Finita la Guerra, in Italia si vive un periodo difficile, ma sereno. Anche il calcio ne giova. La rivalità tra le due squadre continua, ma con toni più scanzonati, più vicini a una classica burla piuttosto che a un'accesa e violenta competizione. Anche gli artisti partecipano: Renato Rascel riscrive le strofe di Arrivederci Roma, in uno "scherzo" contro i laziali:

A rivedere la Roma domenica si va... per rivedere la sconfitta della Lazio...

Non poteva mancare la voce di uno dei miti popolari di Roma, l'indimenticabile Alberto Sordi. L'attore ha avuto modo di esprimere la "sua" opinione nel film 'Il marito' del 1957, in cui apostrofa un gruppo di tifosi biancocelesti in questo modo:

I laziali possono gustarsi la loro vendetta cinematografica in 'Il tifoso, l'arbitro e il calciatore', in cui un ignaro Pippo Franco viene malmenato in Curva Nord per essere entrato con un inappropriato cappello giallorosso.

5 - La neve

A Roma la neve è un fatto così particolare che viene vissuto dai cittadini come la dimostrazione scientifica dell'assurdo. Che sia per lo smog, per i sanpietrini o per qualche particolare accordo del Vaticano, molti romani assicurano di non aver mai visto la neve fino a tarda età, e comunque sempre fuori dalle mura. Figurarsi allora quale sia stata la sensazione degli spettatori nel 1956, durante la storica ondata di gelo che investì la penisola, quando i fiocchi bianchi coprirono il Cupolone e il campo da calcio in un marzo iconicamente pazzerello. La partita, probabilmente a furor di popolo, venne rinviata e, nell'occasione, la Lazio ebbe la meglio.

Le neve fuori dallo Stadio Olimpico
La neve ricopre lo Stadio Olimpico

6 - Gli anni '70: la morte di Paparelli e le maglie bruciate di Chinaglia

Gli anni '70 sono un periodo buio della storia del derby. La decade inizia con la storica immagine del capitano laziale Chinaglia che fa bruciare nello spogliatoio le maglie dei compagni dopo la sconfitta nella prima stracittadina giocata con il tricolore sul petto. La tensione raggiunge i massimi storici, sicuramente influenzata dal clima politico-sociale di quelli anni. Quello del 28 ottobre 1970 passa alla storia per essere il più triste di sempre. Il 33enne Vincenzo Paparelli è seduto in Curva Nord e aspetta il fischio d'inizio della partita, ma non lo sentirà mai. Il ragazzo viene ucciso da un razzo nautico per segnalazioni luminose sparato da un sostenitore della Roma nella curva opposta. Il missile attraversa l'intero stadio, percorrendo un tragitto di 250 metri, e colpsce lo sfortunato tifoso laziale nell'occhio. Diffusa la notizia i biancocelesti chiedono la sospensione, ma per evitare ulteriori incidenti l'arbitro decide di non interrompere la partita. 

7 - Lo sparo di Petrelli

Inscrivibile tra gli avvenimenti pericolosi degli anni '70, un episodio capitato ad un giocatore laziale nel 1974. Alla vigilia del derby, Sergio Petrelli è in ritiro con la squadra in un albergo al tredicesimo chilometro dell'Aurelia. In strada schiamazzi e cori pro-Roma infastidiscono i giocatori laziali. Petrelli perde la testa per primo ed esce sul balcone con la pistola in mano. L'idea è quella di spaventarli, vuole sparare in aria e far scappare quei ragazzi e allora fa partire tre colpi: i tifosi della Roma scappano davvero a gambe levate, ma perché uno di quei proiettili colpisce il lampione affianco a loro.

8 - Ti Amo

23 ottobre 1983, ore 14,20. Gli altoparlanti annunciano le formazioni che stanno entrando in campo per affrontarsi nel derby, mentre dalla Curva Sud viene calato uno striscione che porta la dedica più semplice ma più sincera: Ti Amo. Secondo alcuni esperti, è la prima coreografia organizzata in Italia. Il primo tributo alla propria squadra, la prima dichiarazione di appartenenza, la prima volta che i tifosi diventano veramente il dodicesimo uomo in campo. Quattro giorni e quattro notti per costruire uno messaggio alto 20 metri e lungo 60, rimasto impresso nella storia. 

Il Ti Amo dei tifosi della Roma
La prima coreografia organizzata d'Italia, nel 1983.

9 - Il messaggio di Andreotti

Il derby del 1989 è importante per un particolare storico. Fu l'unico a essere preceduto da un messaggio dell'allora Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, in cui pregava i tifosi di sedare il clima conflittuale che aveva contraddistinto le precedenti gare. Il premier le provò tutte, cercò anche di usare un tono amichevole, concludendo il suo discorso con una frase, o una citazione, rimasta celebre.

Non famo scherzi...

La sfida si gioca allo stadio Flaminio, per la prima volta dopo oltre 40 anni, a causa dei lavori di ristrutturazione dell'Olimpico in vista di Italia '90. Sono presenti 22mila spettatori, controllati da 3mila poliziotti. La preoccupazione è altissima, la Stampa ha rinominato la partita il derby di nessuno, del vuoto e dell'assenza. La partita finisce 1-1, e, forse grazie anche all'intervento di Andreotti, finalmente senza scontri.

10 - Viale dei Meravigliosi

A Formello esiste una targa particolare, nata dalla richiesta della società biancoceleste per celebrare un'impresa storica: "Viale dei Meravigliosi", cioè il nome con cui è stato rinominata una via circostante il campo sportivo che serve a ricordare l'anno in cui la Lazio battè la Roma in tutti e quattro i derby che capitarono nel 1998. Nella targa sono inscritte le date delle quattro le vittorie, e in alto a destra, spicca il nome dell'ormai mitico allenatore capace di conquistare un posto speciale nel cuore dei suoi tifosi: Sven Goran Eriksonn.

4 derby su 4 nel '97-'98
La targa per celebrare i 4 derby vinti nello stesso anno.

10 (+1) - Il derby sospeso dai tifosi

21 marzo 2004. Alla fine del primo tempo una notizia terribile raggiunge le due tifoserie: un'auto della polizia avrebbe investito fatalmente un bambino. L'arbitro Rosetti fischia l'inizio del secondo tempo, ma non dura oltre 3 minuti: dalle curve un lancio continuo di razzi lascia capire che i sostenitori non hanno intenzione di continuare ad assistere al match. Sette tifosi della Roma scavalcano le recinzioni e scendono in campo per un colloquio privato con il capitano Francesco Totti. Nonostante le continue smentite della polizia, tese a sottolineare che non si era trattato di un decesso ma solo di un malore temporaneo, il clima non si ristabilisce e, dopo 25 minuti, Rosetti interrompe la partita dopo aver ricevuto indicazioni dall'allora Presidente della Lega, Adriano Galliani.

Il derby del 2004
Francesco Totti a colloquio con i tifosi nel derby del 2004.

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