UFC, José Aldo: "Pronto a battere McGregor in qualsiasi divisone"

José Aldo non perde le speranze e chiede nuovamente a gran voce una rivincita con Conor McGregor: "Hai vinto grazie a un colpo fortunato, sei solo un vigliacco".

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Un'ossessione diventata ragione di vita. È riassumibile in tale metafora la rabbia mista a rancore e senso di rivalsa provata da José Aldo nei confronti di Conor McGregor. Non è bastato al forte striker brasiliano l'aver riconquistato - seppur mediante una "promozione" - il titolo indiscusso dei pesi piuma, perso in quel maledetto 12 dicembre 2015, quando a UFC 194 Conor McGregor riuscì a metterlo giù dopo appena 13 secondi dall'inizio del match.

Superata la diatriba con i vertici della promotion, Aldo è pronto ad affrontare colui che sarà il prossimo campione ad interim pesi piuma - dopo aver indossato lui stesso tale cintura, a seguito della vittoria arrivata su Frankie Edgar a UFC 200 -, e che uscirà dal nuovo main event di UFC 206, evento che vedrà come incontro principale la sfida ai piani alti delle 145 libbre tra Max Holloway ed Anthony Pettis.

Nonostante sia forte il fermento da parte del pubblico in vista di quello che sarà il rilancio della categoria pesi piuma - la quale ha ormai perduto il più istrionico dei suoi protagonisti -, José Aldo non sembra curarsi più di tanto in vista di quello che sarà il suo prossimo avversario. Nei pensieri del campione - come rivelato nel corso di un'intervista al sito ufficiale della UFC - c'è infatti soltanto McGregor, il quale viene accusato dall'ormai storico rivale di codardia.

So che in un eventuale rematch la vittoria sarebbe mia, di sicuro. McGregor è un vigliacco. Non riesco a vedermi sconfitto da un altro fighter, né nei pesi piuma né in altre divisioni. Per quanto mi riguarda, il campione sono sempre stato io: ho perso a causa di un colpo di fortuna dell'irlandese. Se penso alla rivincita con lui? Naturalmente, e sono certo che accadrà. Difenderò dapprima la mia cintura, e successivamente mi occuperò di Conor. Chi preferirei affrontare per unificare il titolo? La cosa mi è indifferente. I due contendenti sono entrambi due grandi atleti. Certo, Pettis è un big, un nome grosso, d'altronde è stato anche campione del mondo. Tuttavia, dovessi affrontare Holloway non sarebbe un problema: vincerei comunque in entrambi i casi.

Non ci è ancora dato sapere se i piani di José Aldo troveranno davvero compimento, magari in un incontro nella categoria pesi leggeri opposto all'odiato Conor McGregor. Sta di fatto però, che al brasiliano toccherà dapprima occuparsi di quella che è - ormai da tanti anni - la categoria di sua competenza: nella prima metà del 2017 infatti, il campione indiscusso al limite dei 66 kg sarà chiamato a confermarsi dopo gli ottimi progressi visti a UFC 200, nella speranza di lasciarsi definitivamente alle spalle quanto accaduto quasi un anno fa.

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