Ecco la Leicester turca: il Basaksehir mette in fila le grandi

Come vola l'Istanbul Basaksehir: è primo davanti a Besiktas, Galatasaray e Fenerbahce. Questa squadra, nata solo due anni fa, ora batte ogni record: zero gol subiti e primato.

Isantbul Basaksehir

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Nell’era delle serie TV, le favole sono tornate di moda. Soprattutto nel calcio, dove il lieto fine si trasforma in gloria. Storie da vivere tutte d’un fiato, lunghe un’intera stagione. Come quella del Leicester, piccola regina nella gigante Premier League. Altre, invece, nascono all’improvviso: per magia. E dal nulla diventano realtà. Ma in alcuni casi ce ne si accorge dopo. E allora conviene tornare indietro. Magari al 5 giugno 2014, quando un giorno, senza nemmeno una presentazione, fu fondato l’Istanbul Basaksehir.

Dalle stalle alle stelle

Nessun errore, tranquilli. Intanto puntiamo il GPS: Turchia, Istanbul. Una terra sulla quale il pallone ama rotolare. Denominatore comune è il Bosforo: qui Galatasaray, Besiktas e Fenerbache da sempre si danno battaglia. Campi caldissimi e atmosfere magiche, dove i tifosi la fanno da padrone. Talvolta uscendo dal dominio dello sport per entrare in quello scomodo della politica.

Ma è proprio da qui che prende vita la favola del Basaksehir. Loro sono gli arancio-blu, i nuovi padroni di Turchia. Primi, primissimi nella Super Lig: in cima, da soli, a + 2 dal sacro Beşiktas.

Nascita

Si parla poco di questi ragazzi. Magari il fatto di non aver alle spalle una bevanda energetica pesa in termini di marketing, ma poco importa: perché la storia, se non c'è, la si può scrivere in una campagna elettorale. Come nel 2013, quando Mustafa Sarigul, candidato sindaco della capitale turca, dichiarò di voler chiudere l’Istanbul Buyuksehir Belediyes: squadra gestita dall'amministrazione comunale.

Questa formazione, per la cronaca, giocava nell'immenso Ataturk Stadium: un impianto da 80mila persone, una volta gremito per la famosa Milan-Liverpool, finale della Champions League 2005. Ma sempre deserto nel weekend, quando scendevano in campo quelli dell’Istanbul BB. E allora meglio chiudere la bottega. Intanto, nonostante la non elezione di Sarigul, il neo sindaco Kadir Topbas prese atto delle lamentele dei cittadini. Perché l'Istanbul BB non aveva più alcun senso. E così il club retrocesse poco dopo, ma nella stagione seguente, 2013-14, risalì subito in Super Lig.

'Rivoluzione'

E allora sul Bosforo cambiano idea: chiudere no, ma rinnovare sì. Così, dalle macerie dell'Istanbul Buyuksehir Belediyes, nasce il nuovo Basaksehir. Nessuna conferenza stampa, dritti al sodo. E quindi via col trapasso di stadio: il vecchio Ataturk, lascia spazio alla moderna Fatih Terim Arena. Una casa accogliente, da 15000 mila posti, intitolata all’ex allenatore di Milan e Fiorentina.

Una tana calda e moderna, al passo con le normative Uefa. E come per magia, il fallimento si trasforma in occasione perfetta: soprattutto per lui, Recep Tayyip Erdogan. Il nuovo presidente della Repubblica viene proclamato dieci giorni dopo la fondazione del club. Che diventa subito un fantastico strumento di propaganda.

Lo stadio

La squadra, infatti, si stacca dalla gestione comunale e diventa simbolo di un quartiere in costruzione, Basaksehir. Una zona fresca, a ovest della città: di fondamentale importanza logistica. Laddove a breve spunterà il terzo aeroporto della città, nonché sponsor della squadra.

Risultati

Scelte vincenti, efficaci. Si parte dalla base, l'allenatore: Abdullah Avci. Uno che quell'atmosfera l'aveva già assaggiata, ai tempi del vecchio Istanbul Buyuksehir Belediyes. Poi allenatore della nazionale turca dal 2006 al 2011. Un uomo di casa, insomma. Avci è lungimirante, aperto alle novità. Ed è immagine e somiglianza del club che rappresenta. Senza nessuna rivalità: addirittura, il Besiktas, quando era in attesa della costruzione della Vodafone Arena, è stato ospitato dal Basaksehir per le partite di campionato. Un gesto raro, in un clima spesso restio alla condivisione.

Massima attenzione alla fase difensiva. Giocatori discreti tecnicamente ma perfetti a livello tattico. Assieme a giovani validi, come Edin Višća: esterno destro bosniaco, subito corteggiato da mezza Europa. Per non parlare di bomber Semih Senturk: già, un nome e una garanzia. Va bene, ma gli obbiettivi? Europa League, parola di Avci.

Storia

Detto, fatto. Magari non ci saranno stati i 'titoloni' sui giornali, ma questi ragazzi al primo colpo hanno centrato la qualificazione in Europa League. Competizione poi sfumata nel preliminare contro lo Shakhtar Donetsk. Ma c'è stato molto altro. Come la sonora vittoria sui vicini del Galatasaray di Cesare Prandelli, il 26 ottobre 2014: nel primo derby della storia del club. Magicamente vinto, anzi: dominato.

Dailymail

Un 4-0 pazzesco, da brividi. Poi, però, i neonati arancioni, sei mesi dopo, si fanno perdonare dai cugini feriti: il Başakşehi, infatti, fermerà anche il Fenerbahçe, in un match ai confini dell'epica. Chiudendo una partita in 11 contro 7 e pareggiandola 2-2. E il Gala ringrazia, perché in virtù di quel pareggio è diventato campione di Turchia.

Avci è un allenatore diverso da quelli che ammiriamo in Turchia. Prende giocatori sottovalutati e li rilancia: li plasma. Quest'anno ha speso solo £1.02 milioni, a differenza dei ricchissimi vicini del Galatasaray e Besiktas. Noi non dobbiamo comprare il successo, dobbiamo solo coltivarlo. Sognare, con i piedi per terra. Ho letto il libro di Ranieri, beh: le sue idee si sposano alla perfezione con quelle del Basaksehi

Parole e musica di Mustafa Erogut, direttore generale del club turco.

In vetta

E ora viene il bello. Da primi in classifica. Intanto, settimana scorsa, il Basaksehi è uscita indenne dalla Vodafone Arena, grazie ad un preziosissimo 1-1 col Besiktas. Squadra temutissima, ma pur sempre seconda in classifica. Grazie anche a Cengiz Ünder, ragazzo prodigio del 1997: capace di dare quel pizzico di follia in una squadra già pazza di suo. Con un po' d'Italia, quella di Stefano Napoleoni. Uno passato dalla Promozione alla vetta della massima serie turca. In una carriera tutta fuori dai confini natali: prima in Polonia, poi in Grecia e infine sul Bosforo. Dove regna la magia. Sempre col codino, in onore del suo idolo: Roberto Baggio.

Stefano Napoleoni, attaccante Basaksehir

A centrocampo, invece, la scena se la prende l'uomo più famoso: Emre Belozoglu, il capitano. Sì, la vecchia conoscenza dell'Inter: insaziabile di calcio, anche a 36 anni. Ma è la porta il vero fiore all'occhiello. Perché dalle parti di Volkan Babacan non si passa, mai. La serratura è blindata: zero gol subiti. E allora il posto da titolare nella Turchia è la più logica delle conseguenze.

Sogno

Numeri, numeri e ancora numeri. Roba da record. E le grandi del Bosforo tutte in fila: Besiktas, Galatasaray e Fenerbahce. Perché il Basaksehir ha collezionato 30 punti in 12 partite. Senza mai perdere, pareggiando solo tre volte. Con la migliore difesa del campionato e l'attacco più prolifico, dopo il terzo Fenerbahce. Incredibile, se si considera che questa squadra prima di giugno 2014 non esisteva nemmeno. Ma l'iniziale scetticismo ha subito lasciato spazio al dilagante entusiasmo. E ora il sogno continua, in pieno stile Leicester.

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