I 20 gol più belli del Clasico: si entra nella Top 10

La classifica dei 20 gol più belli della storia recente del Clasico: dalla posizione 10 alla 6.

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Cinquina da sogno per le posizioni che vanno dalla 10 alla 6 nella classifica dei venti gol più belli della storia recente del Clasico: Zlatan Ibrahimovic, Leo Messi, Luis Figo, Xavi Hernandez e Ronaldo il Fenomeno. Bastano i nomi? Forse sì, ma con le immagini è ancora meglio! 

10. Zlatan Ibrahimovic, 29 novembre 2009

L'esperienza di Ibra con la maglia del Barcellona non è stata indimenticabile, un po' per l'incompatibilità del suo gioco col tiki-taka blaugrana, un po' per via degli screzi col "filosofo" Guardiola, e si è conclusa dopo appena una stagione. Ma Zlatan non è tipo da passare inosservato anche in un contesto del genere, e la zampata con cui ha deciso il suo primo Clasico ne è la prova: spiovente dalla destra di Dani Alves, Ibra si libera dalla marcatura (si fa per dire) di Pepe con un insolito movimento da prima punta pura e batte Casillas con un piattone mancino al volo, per l'1-0 definitivo. E dire che era entrato in campo appena 5' prima al posto di Henry.

9. Leo Messi, 18 dicembre 2008

Torniamo indietro di un anno e troviamo una delle tante perle che Leo Messi ha disseminato lungo la storia del Clasico. Col Barcellona avanti per 1-0 grazie alla rete siglata pochi minuti prima da Samuel Eto'o, e il Real Madrid alla disperata ricerca del pareggio in extremis, la Pulce mannara conclude a modo suo un contropiede da manuale ispirato da Piqué e rifinito da Henry: ovvero, con un sontuoso cucchiaio che beffa Casillas, nonostante il tentativo suicida di Cannavaro sulla linea di porta. Blancos a terra, ma rispetto al Clasico del ritorno (2-6 al Bernabeu) questo 2-0 era stato quasi piacevole.

8. Luis Figo, 13 ottobre 1999

Altro balzo all'indietro nel tempo per incontrare un altro campione che ha battagliato su entrambe le sponde del Clasico: Luis Figo. Quella sera di ottobre, l'esterno portoghese completò la rimonta blaugrana (iniziata da Rivaldo dopo il vantaggio iniziale di Raul) con un magnifico sinistro dal limite dell'area, su imbeccata di Guardiola. Purtroppo per lui e catalani, nel finale di gara Raul riportò nuovamente il punteggio in parità. All'epoca, Figo era ancora idolo incontrastato del Camp Nou, ma a fine stagione si fece sedurre dal progetto galactico di Florentino Perez e cambiò bandiera. Il pubblico del Camp Nou non gli perdonò mai il tradimento, come testimonia quella testa di porco che gli fu lanciata dagli spalti in occasione di un Clasico del 2002.

7. Xavi Hernandez, 29 novembre 2010

Se dici Xavi pensi soprattutto alle sue inimmaginabili linee di passaggio che mandavano in porta i compagni, ma sotto il regno di Guardiola il genio di Terrassa amava gli inserimenti quasi quanto gli assist illuminanti. Eccone un fulgido esempio in quella che sarebbe diventata una serata storica per i catalani e un incubo a occhi aperti per il madridismo, quella della manita in faccia a José Mourinho. David Villa apre la difesa con un movimento ad allargare, Xavi attacca lo spazio creatosi, Iniesta gli recapita un tracciante goniometrico e il numero otto, dopo un controllo al confine tra il fortunato e il mistico, supera Casillas in uscita con un pallonetto, piroettando su se stesso con grazia sublime. E cosa vuoi commentare?

6. Ronaldo, 1 aprile 2006

Dopo tanto Barça, un po' di Real Madrid d'annata non fa male, soprattutto se prende la forma non esattamente longilinea di Ronaldo. Già, perché anche appesantito dagli anni, dagli infortuni e dai chili, il Fenomeno era ancora in grado di regalare delizie come quella del 1 aprile 2006: una ripartenza bruciante sigillata da un tocco sotto su Valdes in uscita, con Motta che si infortuna nel tentativo di tenere il passo e Puyol che non arriva in tempo per metterci una pezza. Un gioiello che valse al Madrid il pareggio (il Barça si era portato in vantaggio con Ronaldinho) ma che servì a poco altro: i catalani mantennero 11 punti di vantaggio e ipotecarono di fatto la Liga, preparandosi a completare la festa con la seconda Champions League che sarebbe arrivata cinquanta giorni più tardi.

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