Ecco perché Tim Wiese era un wrestler ancor prima di salire sul ring

Personalità, acrobazie e uscite al limite. Già quando era tra i pali "The Machine" aveva fatto intravedere un'anticipazione di quella che sarebbe stata la sua nuova carriera.

229 condivisioni 0 commenti

di

Share

Voi ce lo vedreste un Andrea Pirlo o un Andrés Iniesta che, una volta appesi gli scarpini al chiodo, cominciano a pomparsi in palestra per poi indossare un costumino aderente e salire sul ring del WWE? Qualcosa non tornerebbe, è evidente. E questo ragionamento vale per il 99,9% dei calciatori, è altrettanto ovvio. Calcio e wrestling sono due mondi completamente diversi tra loro, apparentemente inconciliabili a parte qualche breve cameo come quello di Rooney di qualche tempo fa, con il suo schiaffo "da spettatore" a Wade "King" Barrett.

Ecco, Tim Wiese ha unito questi due mondi, con il suo esordio vincente a Monaco dello scorso 3 novembre (lui, Cesaro e Sheamus hanno sconfitto Bo Dallas e i The Shining Stars), ha valicato quei confini apparentemente insormontabili passando da una parte all'altra della barricata. 

Un predestinato

A dir la verità, in quel ristretto restante '0,1% di cui sopra, lui c'era già senza ombra di dubbio ancor prima che si paventasse la possibilità di trasferirsi in WWE. Prima di tutto perché è un portiere, quindi con acrobazie e temperamento aveva già una certa confidenza. E poi perché il ruolo lo interpretava con un agonismo anche eccessivo, come testimoniano le sue uscite a tratti fin troppo dure nei confronti degli avversari. Per maggiori informazioni chiedere pure al malcapitato Ivica Olic, che in un Amburgo-Werder Brema di qualche anno fa venne colpito con un calcio volante sulla spalla da colui che oggi sul ring si fa chiamare "The Machine".

Sono sempre stato così, d'altronde il mio eroe sportivo era Oliver Kahn. Mi ispiravo molto al suo stile.

Opinione divisa

Ecco perché non c'è poi così da stupirsi che sia stato Tim Wiese il primo calciatore a diventare wrestler. E questo anche per via della sua particolare tendenza a dividere i fan:

Da calciatore ho sempre cercato di farmi odiare. Mi piace quando dividi l'opinione pubblica e sarà così anche nel wrestling

La sua gimmick

E pensare che quando giocava a calcio i suoi detrattori lo accusavano di scarsa personalità, di apatia nei confronti delle critiche che venivano mosse nei suoi confronti. Anche questo però gli è servito per lavorare su se stesso e crearsi la sua gimmick particolare (la personalità dei vari wrestler) nel mondo della WWE. Lo dimostra la risposta che diede quando gli venne domandato se avesse mai subito degli infortuni nel corso di questi mesi di preparazione prima di salire sul ring:

Che domanda stupida. Certo che no. Gli infortuni li ha chi viene picchiato, non chi picchia. E io picchio.

Qualche obiezione si potrebbe anche fare a questo ragionamento. Ma è decisamente meglio non contraddirlo.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.