Storie di Clásico: la telefonata di Ronaldinho a Iniesta in piena notte

Il capitano del Barcellona racconta un aneddoto sulla sfida contro il Real Madrid: prima di quella del 19 novembre 2005, Ronaldinho fece delle telefonate notturne...

5k condivisioni 0 commenti

di

Share

Ogni partita nasconde sempre dietro di sé qualche aneddoto curioso. Alcuni spesso non vengono mai rivelati, altri escono allo scoperto a distanza di anni in qualche nostalgico ricordo dei protagonisti di turno. Tutti hanno lo stesso effetto, quello di rendere ancora più gustosa la passione per il calcio dei milioni di appassionati.

Iniesta e Ronaldinho

La diffusione di autobiografie di grandi campioni ha fatto sì che queste curiosità diventassero pubbliche sempre più spesso, raccontate sulle pagine dei libri con minuziosi particolari. Una di queste, descritta nello specifico dal capitano del Barcellona Andrés Iniesta, ricorda un episodio legato a un Clásico di undici anni fa, con protagonista indiscusso Ronaldinho, allora giocatore blaugrana. Si giocava al Santiago Bernabeu, era il 19 novembre 2005 e i catalani si imponevano 0-3 grazie al gol di Eto'o e la doppietta del fantasista brasiliano, uscito tra gli applausi dei tifosi dei Blancos.

La telefonata nella notte

Quello che all'epoca non sapeva nessuno, però, è che Ronaldinho era stato protagonista già prima del fischio d'inizio con delle telefonate strategiche. Eccone una delle tante in serie, raccontate proprio da Iniesta:

Mancava qualche giorno al Clásico con il Real Madrid, Dinho mi telefonò a casa in piena notte. Risposi al telefono e mi disse: Andrés, lo so che sono le 3 del mattino, ma devo dirti una cosa.

Creata la suspense, il brasiliano andò avanti:

A giugno vado via. Mio fratello si sta mettendo d’accordo con il Real… Sono cifre incredibili, non posso dire di no… Tu sei giovane puoi capirmi. Mi raccomando però non dire nulla nello spogliatoio e alla società, non tradirmi, mi fido di te più di chiunque altro. Notte Andres…

Una notizia scioccante, così come lo è stato il comportamento immediatamente successivo:

Non mi diede il tempo di parlare, attaccò subito il telefono. Il giorno dopo eravamo sul campo ad allenarci e sentivo intorno uno strano silenzio. Tutta la squadra era strana, coccolavano Dinho come mai prima. C’era un’atmosfera surreale…

Il giorno del Clásico

Il giorno della sfida al Real Madrid, poi, tutto risultò più chiaro:

Arrivò il giorno del Clásico e negli spogliatoi del Santiago Bernabeu, Dinho prese parola dicendo: "Ragazzi, oggi giochiamo una partita importante, questi sono forti, ma in questi giorni ho scoperto che siamo come una famiglia. Ho chiamato tutti voi in piena notte dicendo che sarei andato via a giugno, ma nessuno di voi ha parlato".

Si era trattato di tante telefonate motivazionali, che per Ronaldinho avevano un fine ben preciso:

"Dopo questa cosa, ho capito che siamo disposti tutti a morire dentro pur di non tradirci. Io rimarrò qui per molti anni ancora. Ora usciamo in campo e andiamo ad insegnare calcio a questi di Madrid". Quella sera fece una doppietta, è tutto il Bernabeu si alzò in piedi ad applaudirlo. Anche questo era Ronaldinho.

Niente da aggiungere. Chapeau.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.