Clasico, Luis Enrique e Zidane attesi dalla settimana più lunga

Luis Enrique dovrà lavorare sulla testa dei giocatori, Zinedine Zidane è pronto a fare la conta degli infortuni ma con sei punti di vantaggio in classifica.

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Il Real Madrid con la vittoria sullo Sporting Gijón si conferma capolista e imbattuto in Liga. Da primo della classe si presenterà al Camp Nou sabato prossimo (ore 16.15, in esclusiva su Fox Sports) per il primo Clásico della stagione contro il Barcellona, sempre secondo (a pari punti con il Siviglia) ma distante ben 6 lunghezze dopo il pareggio al'Anoeta contro la Real Sociedad.

Quelle distanze parallele

Un gap che non si vedeva da quando sulla panchina dei Blancos sedeva José Mourinho, nel marzo 2012: in quella stagione la squadra del portoghese vinse lo scudetto con 100 punti, nove in più rispetto al Barça che si accontentò del secondo posto. È già accaduto in passato anche che Real Madrid e Barcellona fossero rispettivamente a 33 e 27 punti in classifica alla 13esima giornata, precisamente nel campionato 2007/2008: all'epoca le Merengues allenate da Bernd Schuster vinsero poi il titolo con ben 18 punti di vantaggio sui catalani guidati da Frank Rijkaard.

E pensare che solo 8 mesi fa, nel primo confronto tra Luis Enrique e Zinedine Zidane, la situazione era completamente opposta, perché il Real Madrid si presentò al Camp Nou in ritardo di dieci punti rispetto al Barcellona, vincendo poi 2-1 e avviando uno splendido finale di stagione che lo portò a chiudere a un solo punto di distacco (91 a 90), rendendo più complicata del previsto la vittoria finale dei catalani.

Problemi di testa per Lucho

Probabile che in questa settimana Luis Enrique analizzi di nuovo anche quella sconfitta, per correggere gli errori e presentarsi in modo completamente diverso rispetto alla versione sbiadita mostrata contro la Real Sociedad, denunciata anche da Piqué al termine della gara.

Il tecnico asturiano è d'accordo con il suo difensore sull'analisi della prestazione negativa, un po' meno per quel che riguarda i discorsi sulla corsa al titolo:

Le interviste a fine partita sono pericolose, i giocatori non sono lucidi. Dare per persa la Liga alla 13esima giornata mi sembra un'esagerazione. Di certo bisogna migliorare. È stata la peggior partita della nostra gestione e sicuramente si vedrà un altro Barcellona contro il Real Madrid.

Di certo il rischio del contraccolpo psicologico dopo questa prestazione c'è. Luis Enrique dovrà lavorare molto sulla testa dei suoi giocatori per evitare di affrontare nelle stesse condizioni il Real Madrid: contro Cristiano Ronaldo in queste condizioni sarebbe un vero suicidio sportivo.

L'infermeria piena di Zizou

Diverso il discorso nella Casablanca, dove Zinedine Zidane viaggia sulle ali dell'entusiasmo a livello morale per la 15esima vittoria stagionale su 20 partite (pareggiate le altre 5) ottenuta contro lo Sporting Gijón, ma dovrà fare i conti con le tante (troppe) assenze che condizioneranno per forza di cose la sua scelta dell'undici iniziale.

Gareth Bale, Álvaro Morata e Toni Kroos sono nomi importanti che mancheranno da questo Clásico e che obbligheranno Zizou a trovare delle soluzioni alternative. Al momento per sostituire il gallese il favorito è Lucas Vázquez, mentre a centrocampo il francese potrà scegliere tra Kovacic e il rientrante Casemiro (che però ovviamente non ha ancora il ritmo partita) per affiancare Modric. Sulla trequarti ci sarà Isco, lasciato in panchina così come Marcelo e Carvajal contro lo Sporting Gijón in luogo rispettivamente di James Rodriguez, Fernandez e Danilo: tutti e tre torneranno certamente titolari al Camp Nou. Da dove Zinedine Zidane vuole uscire ancora imbattuto. Il suo Real Madrid ha a disposizione due risultati su tre, ma giocherà per vincere, non ci sono dubbi. E avrà una settimana lunghissima per spiegarlo ai suoi ragazzi.

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