Leicester: tante le attenuanti, ma senza Kanté manca lo spirito guerriero

La Champions League, le assenze decisive, la sterilità offensiva di Vardy sono tutte cause del difficile momento delle Volpi, ma la più pesante è la mancanza di Kanté.

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Che cosa sta succedendo al Leicester di Ranieri, campione in carica in Premier League ma attualmente malinconico titolare di un quattordicesimo posto solitario, a due punti dalla zona retrocessione?

Ormai gli avversari ci conoscono molto bene, quindi dobbiamo inventarci qualcosa di diverso. Mahrez è stato sviscerato da tutte le squadre di Premier e non possiamo più dare a lui tutte le responsabilità.

Ha detto nei giorni scorsi King Claudio, che non ha mai nascosto anche che il club ha deciso di puntare ad andare il più avanti possibile in Champions League, per regalare ai tifosi un nuovo incredibile sogno dopo le soddisfazioni dello scorso anno. Ma la Champions è molto dispendiosa per una squadra come il Leicester e infatti Ranieri ha ammesso:

Mi aspettavo delle difficoltà, ma forse non così grandi. Sinceramente speravo di avere qualche punto in più, ma in fondo questo è normale dopo che un club come il Leicester ha vinto la Premier. Ora dobbiamo fare molta attenzione a chi ci è dietro, rimanere compatti e continuare a lavorare duro tutti insieme.

Continua il momento difficile di Vardy

C'è poi, sotto gli occhi di tutti, un irriconoscibile Jamie Vardy, il bomber che con Mahrez aveva portato le Foxes al titolo: l'ultima rete in Premier di Jamie risale a quest'estate, il gol della bandiera nel 4-1 subito a Liverpool. Da quel 10 settembre Vardy è scomparso dai tabellini dei marcatori e il Leicester in attacco si arrangia come può, perché né Musa né Slimani sembrano dei fulmini di guerra.

Ma per trovare il male oscuro delle Foxes occorre scavare più in profondità. Dopo 13 turni, cioè a circa un terzo di campionato, la squadra di Ranieri ha segnato 16 gol subendone 22, mentre in tutte le 38 partite della scorsa stagione ne aveva segnati 68 a fronte di 36 subiti. Il Chelsea, che l'anno scorso nella stessa statistica stava 59-53, quest'anno è 29-10. Certo, i Blues hanno cambiato manager e si sono mossi molto sul mercato, ma dei nuovi acquisti il più assiduo e decisivo fra i pretoriani di Conte è N'Golo Kanté, uno che l'anno scorso lavorava al King Power e che l'ex ct ha voluto fortemente a Stamford Bridge.

N'Golo Kanté, infaticabile recuperatore di palloni

Ora, il francese la scorsa stagione nelle Foxes aveva segnato una sola rete e distribuito 4 assist, quest'anno coi Blues un gol e 0 assist. Che cosa ci ha visto di così importante Conte, disposto a spendere oltre 30 milioni a luglio per strapparlo a Ranieri? La risposta è una sola: defense. N'Golo è il pattugliatore che sorveglia il centrocampo ed è in testa a tutte le classifiche di palloni recuperati, con la stratosferica media di 8,2 tackle vinti a partita, dietro di lui c'è prima il vuoto e poi ci sono Monreal dell'Arsenal e Pieters dello Stoke, secondo e terzo con 5,3 e 5,2 rispettivamente. E Conte sa bene che una palla recuperata, oltre a essere un potenziale gol in meno al passivo, può diventare allo stesso modo un'occasione da gol a proprio favore. Ecco il male oscuro del Leicester.

N'Golo Kanté, fondamentale l'anno scorso nel Leicester

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