Inside the Cage - Anderson Silva: talento ed ego a doppio taglio

Nuovo appuntamento con la rubrica targata FOXSports.it e dedicata alle personalità delle MMA. Protagonista odierno l'ex campione dei pesi medi UFC Anderson Silva.

Anderson Silva UFC

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Terzo appuntamento con "Inside the Cage", rubrica di FOXSports.it in cui analizziamo gesta e imprese di atleti protagonisti del passato e del presente UFC. Il combattente di cui parleremo oggi non ha certo bisogno di presentazioni: chi non conosce la storia di Anderson "The Spider" Silva, talentuosissimo fighter brasiliano ed ex campione dei pesi medi. Per quasi vent'anni, l'ormai quarantunenne Silva ci ha condotto in quello che è stato il percorso evolutivo delle MMA moderne: lodi e meriti in quantità vanno infatti attribuiti a colui che - prima dell'avvento dei vari Conor McGregor e Ronda Rousey - è stato capace di rendere uno sport di nicchia un fenomeno di massa, a seguito di un incredibile susseguirsi di prestazioni che lo hanno consacrato a vero e proprio showman dentro e fuori dall'ottagono.

La Storia

Nato a San Paolo il 14 aprile del 1975, Anderson Silva trova i natali in una famiglia molto povera, residente nei quartieri umili di San Paolo. Nonostante una condizione economica per nulla agiata, il giovane ma già deciso ragazzo brasiliano ha da subito compreso quanto le arti marziali sarebbero divenute ben presto parte fondamentale della sua vita. Dopo aver imparato - pochi - rudimenti del ju-jitsu, allenandosi assieme ai ragazzi del proprio quartiere, all'età di 13 anni Anderson approccia dapprima il taekwondo, concentrandosi successivamente sulla capoeira e sfociando, in vicinanza dei 16 anni, sulla muay thai.

Nel preciso periodo storico in cui il Brasile scopriva sempre più gli sport da combattimento multistile - a metà degli anni '90 infatti, cominciarono a farsi largo per il paese carioca i primi grossi eventi di vale tudo, dopo decenni in cui tale manifestazione visse parecchie critiche per la propria rudimentalità -, il giovane Silva comincia a conoscere quello che è uno scenario da poco nato ed in continua evoluzione, ovvero quello delle arti marziali miste. Affascinato da tale realtà, un poco più che maggiorenne Anderson Silva lascia il proprio posto di lavoro - abbandonando la catena di fast food dalla quale era stato assunto -, dedicandosi dapprima alla boxe, e successivamente alle mixed martial arts. Poiché analizzare la carriera di colui che per molti anni è stato il GOAT dell'ottagono risulterebbe tedioso ed incredibilmente esagerato, focalizziamoci dunque su tre passaggi fondamentali della carriera di Anderson Silva, su quelli che sono stati i momenti più emozionanti della carriera del "Ragno".

Anderson Silva vs Chael Sonnen

Troppo facile sarebbe analizzare i numerosi successi accumulati da un fighter glorioso come Silva. Dalla schiacciante vittoria ottenuta sul veterano Rich Franklin - valsa la cintura pesi medi UFC, difesa con successo per più di sette anni -, all'incredibile sottomissione rifilata al fresco neo-pensionato Dan Henderson, tante sono state le gesta degne di nota del brasiliano, capace di difendere il proprio titolo dagli assalti di tantissimi top fighters al limite delle 185 libbre. Tuttavia, più di tutti ci fu un atleta capace di mettere in difficoltà quello che sembrava un allora intoccabile Anderson Silva. A UFC 117 infatti, "The American Gangster" Chael Sonnen stava per compiere uno degli upset più importanti della storia delle MMA.

Sonnen The American Gangster
Chael "American Gangster" Sonnen.

Il 7 agosto 2010, alla Oracle Arena di Oakland, California, si disputa uno dei main event più tesi dell'anno. Dopo i tanti screzi mediatici tra i due contendenti, Silva e Sonnen si affrontano in un match che vede il forte wrestler statunitense come prossima vittima designata del campionissimo UFC. Mai previsione fu più sbagliata: tre round su cinque furono infatti ampiamente dominati da Sonnen, capace di arginare il proprio avversario con un gameplan ad-hoc.

Tuttavia, a cavallo del quinto round, accade l'inaspettato. Un errore grossolano dello sfidante in fase di ground and pound, mette Anderson Silva in condizioni di chiudere un ottimo triangolo dalla guardia. In una frazione di pochi secondi, l'esito del match è ribaltato: con un colpo di genio il brasiliano trasforma quella che sarebbe stata un'ormai certa sconfitta ai punti in una vittoria per sottomissione a 3:10 dell'ultimo round. Una vera e propria beffa per Sonnen, una serata da incubo trasformatasi in tripudio per Silva, che a fine match renderà omaggio al proprio avversario con un inchino che resterà negli annali UFC per il sincero rispetto con il quale fu portato. Seguiranno per l'allora campione vittorie su Vitor Belfort, Yushin Okami ed ancora Chael Sonnen, il quale però, non riuscirà a disputare un match all'altezza del primo - e terminato a posteriori, comunque sia, con una squalifica di un anno a causa di un alto contenuto di testosterone nei test antidoping -.

Anderson Silva vs Nick Diaz

Con un salto temporale non indifferente, si giunge dunque al gennaio 2015, data in cui un Anderson Silva di ritorno a seguito della doppia sconfitta inflittagli dall'allora sorpresa Chris Weidman - capace di soffiargli dapprima la cintura, causandogli nel successivo rematch una frattura alla tibia sinistra in maniera del tutto involontaria -, si impone su Nick Diaz in un superfight che fu il main event di UFC 183. Tante furono le aspettative gravanti sulle spalle di Silva, tra fans e addetti ai lavori pronti a puntare il dito sull'ex campione qualora non fosse tornato ai fasti di un tempo.

Nonostante l'andamento di un incontro - specie nei primi round - a rilento, a causa di alcune "sceneggiate" portate avanti di Diaz, il Ragno riesce a mettere parecchi colpi, ripresa dopo ripresa, mostrando sì un po' di timore nel calciare con la gamba reduce da un lungo calvario operatorio, ma presentandosi in fin dei conti recuperato. Quel combattimento, come detto, sarà vinto da Silva - e verrà successivamente trasformato in un no-contesta a causa della positività al doping di quest'ultimo -. Tuttavia, memorabile sarà il pianto del talentuoso striker carioca appena appresa la decisione dei giudici. Dopo mesi e mesi passati a lavorare sul tanto agognato ritorno, per Anderson Silva arrivò dunque il gioioso coronamento di un sogno basato sul ritorno nell'ottagono.

Daniel Cormier vs Anderson Silva

Si giunge dunque a quella che è stata l'ultima apparizione in ordine di tempo di Anderson Silva all'interno della gabbia più famosa al mondo. A tre giorni da UFC 200, il campione massimi-leggeri Daniel Cormier perde improvvisamente il proprio avversario: Jon Jones viene infatti tirato fuori dalla card a seguito di una violazione delle norme USADA. Così, un Silva reduce dalla controversa sconfitta arrivata in Inghilterra per mano di Michael Bisping - colui il quale, pochi mesi dopo, diverrà il nuovo campione pesi medi -, decide dunque di accettare con pochissimo preavviso un incontro non titolato con Cormier.

Il rispettoso face-off tenutosi tra Anderson Silva e Daniel Cormier a UFC 200.

Match che vede un dominio assoluto da parte di Cormier, che con il suo wrestling limita all'estremo lo striking di Silva, tenendolo incollato al terreno. A trenta secondi dalla fine del terzo ed ultimo round, il brasiliano colpisce con un potente middle kick al corpo il proprio avversario, il quale accusa il colpo, riprendendosi tuttavia in brevissimo tempo e controllando a parete fino alla fine della ripresa. La vittoria, come prevedibile, andrà a Daniel Cormier, ma senza dubbio degno di nota resta il coraggio - assieme alla voglia di rivalsa - di Anderson Silva, capace di accettare senza remore un match proibitivo a soli tre giorni di distanza dall'evento ospitante.

Il futuro

Cosa troverà al varco, in questi ultimi anni di carriera, un ormai quarantunenne Anderson Silva? Giunto ormai in una fase calante della propria carriera - dovuta anche e soprattutto ai continui stop -, per il brasiliano potrebbe prospettarsi un ruolo da gatekeeper di lusso. Guai però, a dare per finito un atleta dall'enorme talento quale l'ex campione pesi medi: ancora parecchie infatti potranno essere le soddisfazioni che Silva riuscirà a togliersi, approcciando il combattimento nella giusta maniera. Chissà che il prossimo non possa essere proprio il match giusto. In attesa che un nuovo avversario venga designato, non si può che godere delle lunghe e memorabili imprese compiute da un uomo, prima ancora che un atleta, le cui gesta resteranno per sempre impresse negli annali delle MMA mondiali.

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