Guerriglia in Uruguay: cancellato il Clásico Peñarol-Nacional

In Tribuna scoppia il putiferio tra gli ultras del Peñarol e la polizia, il match viene sospeso: "Non c'era le garanzie di sicurezza necessarie per andare avanti".

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A pochi giorni dal Clásico tra Barcellona e Real Madrid, dall'altra parte del mondo ce n'è un altro che non è nemmeno cominciato. È quello uruguaiano, il Clásico Charrúa che mette di fronte Peñarol e Nacional. E che è stato sospeso ancora prima del fischio d'inizio, per un motivo spiegato dal direttore della Policía Nacional, Mario Layera:

Non c'erano le condizioni per garantire la sicurezza.

Gli incidenti

A poche ore di distanza dal fischio d'inizio, si è generata una sorta di guerra civile all'interno della Tribuna Amsterdam dello Stadio "Centenario de Montevideo", la zona riservata ai tifosi del Peñarol, dove gli ultras aurinegros hanno aggredito i funzionari di sicurezza presenti allo stadio. Quando le forze dell'ordine hanno tentato di entrare per riportare la situazione alla calma, tutto è degenerato ulteriormente con i sostenitori gialloneri che hanno iniziato a lanciare vari oggetti, tra cui anche una pericolosissima bombola del gas. Alla fine si è riusciti a stabilire la "normalità" con l'arresto di oltre 100 ultras.

La sospensione

Così, dopo una riunione tra i due presidenti dei club, Juan Pedro Damiani (Peñarol) e José Luis Rodríguez (Nacional), le autorità dell'AUF (Asociación Uruguaya de Fútbol), la Policía Nacional e la Guardia Repubblicana, è stato deciso di comunicare all'arbitro che non c'erano le condizioni per poter giocare la partita.

Il direttore di gara, il signor Leodan González, ha poi raccontato come gli è stato comunicato che non si sarebbe più giocato:

È entrato negli spogliatoi Mario Layera e ci ha spiegato che non c'erano le garanzie per i problemi generati in tribuna Amsterdam. Non siamo specializzati in sicurezza, così abbiamo sospeso la gara per una decisione tecnica.

Scenari futuri

Duro il commento dell'accaduto da parte del presidente dell'AUF, Wilmar Valdez:

È una della serate più tristi della storia del calcio. Per quanto riguarda la prosecuzione del torneo, nei prossimi giorni gli organi competenti studieranno il da farsi.

Adesso, tra le varie ipotesi c'è quella prospettata dal patron del Peñarol, Juan Pedro Damiani:

Proporremo di giocare a porte chiuse. Stiamo uccidendo il calcio. Non ho fatto venire nemmeno i miei figli allo stadio.

Il tifoso ucciso

Non ha tutti i torti, anche perché ci sono precedenti ancora più drammatici. A settembre un tifoso del Peñarol di 21 anni è stato ucciso dagli ultras del Nacional in occasione dei festeggiamenti del compleanno del club aurinegro a Santa Lucía (a 60 chilometri da Montevideo): in quella circostanza venne decretata la sospensione del campionato.

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