Il Barcellona spaventa il Real Madrid, vuole Isco a parametro zero

Il trequartista andaluso è finito sul taccuino del club blaugrana, disposto a infrangere il patto di non aggressione col Real Madrid stretto ai tempi del caso Figo.

Isco nel Real Madrid

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Da mesi è uno dei giocatori più chiacchierati d'Europa, quando si parla di calciomercato. Un po' perché uno come lui non può invecchiare in panchina, nemmeno in quella più nobile, un po' perché quel 30 giugno 2018, giorno della scadenza del contratto che lo lega al Real Madrid, non è poi così lontano nel tempo. Lui, Isco, continua a negare, non alza mai la voce, non getta benzina sul fuoco, non crea problemi a tecnico e compagni. Solo pochi giorni fa, ha garantito, per l'ennesima volta, che è sua intenzione restare alla Casa Blanca fino al termine di questa stagione e anche della prossima.

Con ogni probabilità, voleva soltanto ribadire con parole diverse ciò che ripete allo sfinimento da mesi: cioè, la sua volontà di giocarsi le sue carte al Real Madrid fino alla fine, senza farsi distrarre dai pettegolezzi. Ma in molti l'hanno interpretata in modo diverso, come una sorta di velata minaccia: io resto tranquillo coi blancos e se la situazione non cambia me ne vado a parametro zero.

Occhio al Barça

Secondo il Mundo Deportivo, il Barcellona si sarebbe aggiunto alla folta schiera di club interessati alle grazie dell'andaluso, attratto dalle sue qualità tecniche, dall'età ancora verde e dal suo potenziale come futuro erede di Andres Iniesta, il cui contratto, come quello di Isco, scadrà nel 2018, quando il manchego avrà 34 anni. Dal punto di vista prettamente calcistico, insomma, l'interesse del Barça per il numero 22 blanco è assolutamente giustificato; più complesso, invece, è il discorso politico.

Isco e Iniesta con la Spagna
Isco e Iniesta con la maglia della Spagna

Bisogna ricordare che tra Real Madrid e Barcellona esiste da molti anni una sorta di tacito patto di non aggressione sul fronte del calciomercato, stretto ai tempi del contestatissimo passaggio di Luis Figo dalla Catalogna alla capitale spagnola nell'estate del 2000. Prima del ratto del portoghese, primo colpo galactico di Florentino Perez, erano stati numerosi i cambi di maglia tra Sparta e Atene, come quelli di Bernd Schuster, Michael Laudrup e ovviamente Luis Enrique. L'asturiano, prima di diventare un simbolo blaugrana, spese cinque anni a Madrid, vincendo un titolo e segnando un gol alla sua futura squadra nel memorabile trionfo per 5-0 del gennaio 1995.

Figo co Barcellona
Figo con la maglia del Barcellona

Dopo Figo, nessun giocatore è più passato direttamente dal Barça al Real o viceversa: al massimo, ci sono stati "tradimenti" indiretti, come quelli di Samuel Eto'o e Ronaldo. Rompere questo delicato accordo di non belligeranza potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Ma va ricordata anche un'altra cosa: quella entrante è la settimana che ci porterà dritti dritti al Clasico (che, ironia della sorte, Isco giocherà quasi certamente, visti gli infortuni occorsi alla squadra di Zidane). Una settimana in cui ogni mossa, mediatica e non, per destabilizzare l'accampamento nemico è considerata lecita, quasi necessaria.

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