"Maradona good, Pelé better, George Best". Undici anni senza El Beatle

"Tu sei il più forte di tutti, ma solo perché io non ho tempo". Undici anni dalla scomparsa di George Best, genio e sregolatezza per antonomasia, amato e odiato da tanti.

Best Manchester United

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25 novembre 2005. In un freddo letto del Cromwell Hospital di Londra, si spegne uno dei calciatori più forti della storia. George Best, Pallone d'Oro 1968, lascia questo mondo tra lo sconforto dei tifosi del Manchester United e di una nazione, l'Irlanda del Nord, che perde il suo più importante rappresentante sportivo.

Al tempo in cui giocavo negli USA ebbi modo di abitare in una casa molto vicina al mare, peccato che non riuscii mai a fare un bagno. Lungo il tragitto c'era un bar...

Amante dell'alcool, delle belle donne e delle auto di lusso, la vita di George Best si può riassumere in una delle sue tante massime. Memorabile infatti è stata l'investitura nei confronti di un allora poco più che ventenne Cristiano Ronaldo, che negli anni successivi alla dipartita di Best si sarebbe imposto come uno dei calciatori più forti del nuovo millennio.

Tanti giocatori nel corso degli anni sono stati segnalati come "il nuovo Best", tuttavia, per la prima volta, tale appellativo risulta per me un complimento.

La storia e il declino

La metafora perfetta per definire la carriera di George Best può trovar casa nelle montagne russe. Clamorosi picchi verso l'alto, seguite da repentine e profonde discese negli inferi calcistici, hanno trasformato "Il quinto Beatle" in uno dei primi bad boys dello sport britannico. Dopo il decennio vissuto al Manchester United - chiuso con 473 presenze e 181 reti e intervallato dalla vittoria del Pallone d'Oro e del premio "Giocatore dell'anno FWA" -, il percorso professionale di Best ha subito un lento e progressivo declino, terminato definitivamente nel 1983, anno in cui - dopo un continuo girovagare tra Scozia, Australia e Stati Uniti - quel talentuoso numero 7 dalla folta chioma castana decise dire basta, chiudendo un'onorevole carriera che avrebbe però senza dubbio meritato fasti più importanti per un calciatore dalle qualità talmente cristalline.

Il decesso

Dopo il continuo perseverare in una vita borderline, all'alba dell'ottobre del 2005 George Best viene ricoverato al Cromwell Hospital di Londra a causa di una grave infezione ad un rene. Dopo oltre un mese trascorso a lottare su un letto d'ospedale, il 25 novembre il definitivo peggioramento - dopo una grave emorragia interna, accompagnata da un'infezione polmonare e dall'ormai manifesta insufficienza di diversi organi - condanna un esausto e consumato Best alla morte. Tuttavia, appena cinque giorni prima del decesso, George aveva salutato il mondo a modo suo, facendo sì mea culpa per la vita svolta, ma uscendo di scena in maniera tristemente teatrale. Attraverso una foto, immortalante un Best ormai in preda ad atroci strazi, l'ex calciatore provò ad ergersi ad esempio, chiarendo, con una semplice frase, quanto un'esistenza vissuta come la sua potesse portare ad un solo e tremendo epilogo.

Non morite come me.

Dopo la morte

A neanche un anno dalla dipartita di Best, la banca nordirlandese Ulster rilasciò un'edizione limitata di banconote da cinque sterline raffigurante proprio l'ex attaccante del Manchester United. Soltanto un milione furono le copie stampate, con normale validità d'utilizzo. Tuttavia, parecchi furono i collezionisti che conservarono gelosamente la banconota, al pari di molti che - ancora oggi - continuano a vendere attraverso varie aste online quello che assume con piena validità i valori di un cimelio storico.

Di George Best, ad undici anni dalla sua scomparsa, restano le numerose citazioni, assieme ad un discreto numero di foto ormai sbiadite e pochi video sgranati che non rendono giustizia ad un calciatore che, con uno stile di vita diverso, avrebbe potuto conquistare ancor più gloria. 

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