Klopp a Gerrad: "Per diventare un buon allenatore dimentica chi sei"

L'allenatore del Liverpool Jurgen Klopp dispensa consigli all'ex capitano dei Reds: "Per diventare un buon allenatore non basta essere stato un grande giocatore."

L'allenatore e l'ex capitano del Liverpool

979 condivisioni 0 commenti

di

Share

Steven Gerrard si è ritirato. Colui che più di ogni altro al mondo ha incarnato lo spirito del numero "8", ha appeso gli scarpini al chiodo. Ha chiuso un capitolo della sua vita - strepitoso, ineguagliabile, indimenticabile - e ora è pronto per tornare nella sua Inghilterra, nella sua Liverpool, per affrontare una nuova sfida. Steven si è già messo a lavoro per ottenere la licenza UEFA per diventare allenatore, dopo aver appena rifiutato un'offerta dal MK Dons. 

L'ex capitano del Liverpool, Steve Gerrard
Steven Gerrard ha lasciato il calcio giocato.

Ho il sogno e l'aspirazione di diventare un buon tecnico.

Steven ha rivelato le sue ambizioni e prontamente il Liverpool ha fatto sapere che ad Anfield ci sarà sempre una porta aperta per lui. Il ritorno ai Reds sarebbe il lieto fine che tutti aspettano, dai tifosi ai manager, fino agli ormai ex colleghi calciatori: sarebbe il ritorno a casa del figliol prodigo, un passo importante, giusto e doveroso, come completamento di una carriera fantastica. Il possibile ruolo di Gerrard all'interno dell'Academy del Liverpool è già stato preso in considerazione da Alex Inglethorpe, il direttore del settore giovanile. Anche Jurgen Klopp ha espresso tutta la sua disponibilità per aiutarlo a conquistare questo nuovo traguardo, ma con pazienza e applicazione:

Essere un buon giocatore non è l'unico aspetto importante per diventare un buon allenatore. Gerrard deve dimenticare di essere Gerrard.

L'ex capitano e l'attuale allenatore del Liverpool
Klopp avverte: ci vuole pazienza per diventare un buon allenatore

La preoccupazione di Klopp è che anche Gerrard segua la nuova "moda" del momento e ambisca ad allenare immediatamente un top club, come hanno fatto Gary Neville e Ryan Giggs, ottenendo entrambi discutibili prestazioni. Questo è ciò che più di deleterio possa esserci per un allenatore, secondo il tedesco seduto sulla panchina dei Reds:

In futuro riusciremo a creare nuovi tecnici inglesi in Inghilterra se daremo loro la possibilità di cominciare a lavorare dall'inizio, non dalla metà o dalla fine.

Il consiglio di Klopp è di quelli semplici ma che trasmettono immediatamente tutta l'esperienza ottenuta in tanti anni di successi e sconfitte: armarsi di pazienza e iniziare dal basso, studiare, farsi le ossa anche in categorie minori, imparare a gestire la pressione. Un buon esempio è allora il francese Patrick Vieria, che dopo una carriera da calciatore strepitosa, non ha bruciato le tappe ma ha fatto "gavetta" nell'Academy del Manchester City, prima di approdare al comando del New York City nella Major League Soccer.

Vieria allenatore delle giovanili del City
Vieria non ha bruciato le tappe ed ha fatto gavetta nel City

Seppure dure, nelle parole di Klopp si sente subito il desiderio di rendersi davvero utile per Gerrard, di porsi nella posizione di maestro e aiutarlo realmente nella sua seconda vita da sportivo.

Lui è stato un giovane giocatore, ora sarà di nuovo un esordiente qualsiasi.

Per crescere e imparare sul serio, Steven ha bisogno di poter lavorare in un ambiente protetto, al riparo dai riflettori dell'opinione pubblica, che non si tirerebbe indietro dallo stroncare i suoi eventuali insuccessi. Sembra proprio che l'ex capitano del Liverpool voglia dare ascolto alle parole del tecnico tedesco, e infatti ha deciso di rifiutare il ruolo di allenatore-giocatore che gli è stato prontamente offerto da un altro club americano, l' MK Dons. Una scelta che, probabilmente, molti suoi nuovi colleghi non avrebbero condiviso: lo stesso giocatore ammette di essere stato combattuto, di aver considerato la possibilità. Ma Gerrard sa di aver bisogno di tempo.

Lo ammetto, ho parlato con il presidente dell' MK. Potrebbe essere un lavoro molto eccitante, ma per qualcun altro. Per me è ancora presto.

Steven Gerrard, numero 8 e capitano del Liverpool
Gerrard, il giorno dell'addio al Liverpool

Tornerò a casa ad alcune condizioni. Non voglio dare adito a inutili voci. In questo momento sono davvero felice dove sono. Ma sono sicuro che prima o poi, rappresenterò ancora il Liverpool.

Nelle parole di Gerrard c'è la consapevolezza di 17 anni di storia d'amore, impossibili da cancellare. Ma anche l'accortezza, che solo un innamorato può osservare, di voler essere davvero pronto prima di iniziare un nuovo rapporto. Le porte di Anfield saranno sempre aperte per capitan Gerrard, ma lui tornerà a casa solo quando se ne sentirà realmente all'altezza. Nel frattempo, c'è solo una certezza di cui nessuno può dubitare: Steven, you'll never walk alone.

Gerrad con la Champions League
Steven Gerrard, simbolo e bandiera del Liverpool

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.