Diouf su Gerrard: "Una nullità, aveva paura di guardarmi negli occhi"

Dopo l'addio al calcio dell'ex capitano del Liverpool, il senegalese ricorda quando erano compagni di squadra nei Reds: "Aveva paura di guardarmi negli occhi".

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L'addio al calcio di Steven Gerrard ha generato messaggi di stima da ogni parte del mondo, da ex compagni di squadra, addetti ai lavoro o semplici amanti di calcio, innamorati di una bandiera, un calciatore modello. Colui che per molti è considerato tra i centrocampisti più completi mai visti su un campo da calcio, certamente uno dei più forti della storia. Questo almeno è ciò che pensa la maggior parte delle persone. Poi, però, c’è pure qualche voce fuori dal coro che non si risparmia delle polemiche nei confronti dell’ex capitano del Liverpool e si tratta (tanto per cambiare) di El-Hadji Diouf, leggenda del calcio senegalese ed ex compagno di squadra di Gerrard nei Reds. Non è certo un segreto che tra i due non corra buon sangue, Diouf si era anche schierato in favore di Balotelli in passato, spiegando il motivo dei suoi problemi al Liverpool:

Sapevo che non era l'ambiente giusto per lui. Gerrard, che non ha mai avuto il suo talento, è una persona molto gelosa che diceva sempre cose negative su di lui. Non gli piacciono gli uomini di carattere.

Gli intoccabili

Ora è arrivata una nuova puntura velenosa da parte del senegalese, che ospite nella trasmissione Le Vestiare del canale televisivo francese SFR Sport, ha parlato in questi termini di Gerrard:

Quando arrivai a Liverpool mi dissero che c’erano degli “intoccabili”. Io li ho toccati, così è diventato tutto molto complicato per me.

A quel punto, l’altro ospite della trasmissione Emmanuel Petit ha chiesto se si stesse riferendo a Steven Gerrard:

Sì, a lui e Jamie Carragher. I due “scousers” (abitanti di Liverpool, ndr).

“È una nullità”

E le accuse non sono certo finite. Anzi, si tratta solo del preludio al vero e proprio attacco nei confronti dell’ex giocatore dei Los Angeles Galaxy. L’acredine nasce probabilmente (o quanto meno si intensifica) dopo l’autobiografia di Gerrard, che in un passaggio parla proprio di Diouf, identificandolo come uno che “non ha a cuore il calcio e il Liverpool”:

Quando sono arrivato gli ho mostrato che non aveva mai fatto nulla, che era una nullità. Gli ho chiesto di dirmi in quale grande competizione, Europeo o Coppa del Mondo, la gente si ricordasse di lui.

A quel punto Petit non ci sta e interviene nuovamente portando all’attenzione di Diouf la Champions League vinta contro il Milan:

Io parlo di campionati europei o Mondiali. Ad esempio oggi devo rispettare te (Petit, ndr), perché hai vinto il Mondiale e lo stesso devo fare con Zinedine Zidane.

“Aveva paura”

L’arringa non convince l’ex centrocampista dell’Arsenal, che risponde di restare convinto che Gerrard sia comunque un giocatore immenso. Ma Diouf non demorde:

Io rispetto il giocatore, un gran giocatore. Ma non l’uomo. L’ho detto anche lui. Quando eravamo a Liverpool insieme lui doveva pensare al suo lavoro e io al mio. Ecco perché non gli piaccio, perché dico quello che penso.

Infine Diouf racconta anche come andò il loro “chiarimento”:

Quando ci siamo parlati, da uomini, lui aveva paura di guardarmi negli occhi. Vi ricordo che quando arrivai a Liverpool non gli chiesi la maglietta, fu lui a chiedermi quella del Senegal per uno dei suoi compagni.

Non sembrano esserci possibilità di un punto d'incontro tra i due. Gerrard non avrà certo problemi a farsene una ragione.

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