Borussia Dortmund-Legia Varsavia riscrive i record della Champions League

Quello di ieri sera è il secondo punteggio più alto di sempre nella Coppa: nel 1969 Reykjavik-Feyenoord finì 2-12. Battuto anche Monaco-Deportivo LaCoruna 8-3 del 2003.

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Un match pazzesco, di quelli che fanno la storia, finito con gli spettatori che facevano a gara per fotografare il tabellone per poter dire un giorno "Io c'ero". Ieri sera, in Champions League, Borussia Dortmund-Legia Varsavia è finito 8-4, al 32' si era già sul 5-2 con 7 gol segnati in 22 minuti, una media-gol di una rete ogni tre minuti.

Il gol inconsapevole

Dire, di una gara folle e bellissima, che è successo di tutto non rende nemmeno l'idea. Al di là della grande prova del ritrovato Marco Reus, sono tre le immagini simbolo del match. La prima è il gol inconsapevole di Nuri Sahin: centrato in pieno petto dalla goffa respinta di pugno del portiere del Legia, il centrale turco ha siglato, senza volere, la sua prima rete in 19 partite di Champions.

La respinta del portiere ha appena battuto sul petto di Sahin: 3-1

Il contropiede del 7-3

La seconda merita la copertina, perché fotografa l'atmosfera di un match giocato tutto all'ultimo respiro, un'azione dopo l'altra, senza sosta da entrambe le squadre, come se il risultato fosse sempre in bilico. Si era in realtà all'81 sul punteggio di 6-3 quando, svanita un'azione d'attacco dei polacchi, Pulisic è partito come un razzo da poco fuori la propria area, si è fatto 70 metri come fosse appena entrato in campo e ha messo in mezzo il cross da cui è nato il gol di Passlack, un difensore, uno che è corso da un'area all'altra per segnare di testa il gol del 7-3. In contropiede, pardon ripartenza, a 9 minuti dalla fine!

Reus e Kagawa, 5 gol in due

Il Legia non molla

Ma non è tutto. Palla al centro e i polacchi ripartono come se potessero ribaltare il risultato: Nikolic, pressato lungo la linea del fallo laterale, si inventa nientemeno che un tunnel di tacco sull'avversario, corre a ricevere la triangolazione da Radovic e da posizione defilata batte Weidenfeller con un tocco di biliardo sul palo interno per il 7-4.

Ieri sera Weidenfeller ha subito 4 gol

Il sigillo dell'8-4 è arrivato al 92' da Marco Reus che ha chiuso una gara atipica, pazza e spettacolare che, se l'arbitro non ne avesse fischiato la fine, le due squadre parevano in grado di continuare fino allo sfinimento, entrambe a cercare sempre la rete, coprendosi poco e soprattutto male dietro. Il Legia, del resto, ha già dimostrata di essere una specie di variabile impazzita del girone, capace di segnare 3 gol anche al Real Madrid, ma subendone ben 24 nelle 5 partite finora disputate.

Il nuovo record in Champions League

In ogni caso, nel match di ieri, Dortmund e Legia hanno riscritto la tabella dei record della Champions League: 12 gol segnati rappresentano il record assoluto della manifestazione, secondo solo a un incontro di Coppa dei Campioni del 1969. Il 17 settembre di quell'anno il Feyenoord maramaldeggiò il Reykjavik, andando a vincere in Islanda per 2-12, con un poker di Ruud Geels e una tripletta di Ove Kindvall. In tempi più recenti, invece, aveva destato impressione l'8-3 del Monaco sul Deportivo La Coruña del 5 novembre 2003: bomber del match fu il croato Dado Prso con 4 reti.

Nella stagione della vittoria record a Reykjavik il Feyenoord vinse la Coppa dei Campioni

Gli altri record

Il record di gol segnati in una finale, invece, appartiene a Real Madrid-Eintracht Francoforte che il 18 maggio 1960 terminò 7-3, con 4 reti di Puskas e tre di Di Stefano, mentre per quello che vede coinvolta una squadra italiana bisogna risalire al 1956: Milan-Rapid Vienna 7-2, con doppietta di Nordahl e un gol di Schiaffino. E l'Europa League? Qui l'Ajax batte tutti col 14-0 col quale seppellì i lussemburghesi del Differdange nel 1984. Van Basten ne segnò 5, Ronald Koeman 3 e una doppietta arrivò da un ragazzo di 19 anni destinato a entrare nella storia per altre vie, John Bosman.

Un giovanissimo John Bosman

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