Da Nestorovski a Modeste, bomber salvagente: se non ci fossero loro...

Se non ci fossero loro, la barca affonderebbe. Da Modeste, l'attaccante più prolifico d'Europa, a Nestorovski, ancora di salvezza del Palermo. Ecco i bomber salvagente.

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Eccoli qua, per fortuna. Perché la vita è dura, ma senza loro sarebbe davvero impossibile. Sempre avanti, irriducibili: possono causare dipendenza patologica. Non si può farne a meno, altrimenti la barca affonda. Chiamateli pure bomber della provvidenza, tradotto: i loro gol sono almeno il 55% del fatturato offensivo delle rispettive squadre. Pilastri.

Modeste

Non c'è allenatore che tenga, il senso del gol non si insegna: è roba naturale. Talento, malizia e rapidità: altro che Lewandowski, il Re Mida della Bundesliga è Modeste. Il suo mestiere è far volare il Colonia, terza forza di Germania dopo la favola Lipsia e il solito Bayern Monaco. Il francese, 28 anni, ha già esultato per 12 volte: sì, in compagnia di Aubameyang è l'attaccante più prolifico d'Europa. Antony trasforma in oro tutto ciò che tocca, lo sa bene anche il Borussia Monchengladbach. Perché il suo gol di ieri ha permesso al Colonia di pareggiare, poi Risse nel finale ha chiuso la pratica. E il fatturato dei tedeschi parla chiaro: come per il Palermo, il 67% delle reti del Colonia è frutto della prodezze di un singolo giocatore. Un nome e una garanzia: Modeste.

Nestorovski

Nestorovski, bomber del Palermo

Luce nel buio totale. Per credere, domandare al Palermo. Perché se in Sicilia c'è ancora un po' di rosa, il merito è tutto di Nestorovski (chi?). Basta, questa battuta no va più di moda: Ilija ha segnato il 67% dei gol della sua squadra, registrando la più alta percentuale della Serie A 2016/17. Il nuovo re di Macedonia ha bucato anche il Bologna, ma il suo timbro non è bastato per far sorridere i rosanero.

Cinque dei 6 punti raggranellati dai ragazzi di De Zerbi passano proprio dai piedi di bomber Nesto, ma solo una sua intuizione contro l'Atalanta ha portato alla vittoria. Se uno così non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Nemmeno un trauma cranio-facciale rimediato nell'ultima giornata lo ha fermato: vietato abdicare il campo, perché il Palermo ha sempre più bisogno di lui. Eroe.

Defoe

Defoe, attaccante Sunderland

Se i campionati si vincono con la miglior difesa, le salvezze passano soprattutto da un attacco affamato. Questa non sarà certo una regola scientifica, ma è buona norma seguirla. Il Sunderland, però, non ci pensa: i Black Cats, in balia delle sabbie mobili della Premier League, si aggrappano alle reti dell'esperto Defoe. Jermain, in 12 giornate, è andato a segno per 7 volte. In totale, l'inglese ha sulle spalle circa il 60% dei gol della banda Moses. Senza Defoe, la carestia del Sunderland sarebbe deleteria. Qualche analogia col Palermo? Proprio così. Anche in Inghilterra ci sono i Nestorovski.

Erdinic

Qualche volta, nel calcio, bisogna pure buttarla dentro. Se non lo fa nessuno, ci pensa Mevlut Erdnic. E lo sa bene il Metz: perché delle tredici marcature totali, 6 sono proprietà del turco. Fin qui il suo fatturato è del 46%: avvio super, prosieguo in naftalina. 6 firme in 7 gare, poi basta. Ma nei 17 punti della squadra, Erdnic è l'assoluto protagonista.

Tripletta al Nantes, rete decisiva al Montpellier la settimana dopo e salvifica doppietta al Lilla ad inizio stagione. E adesso un lungo digiuno in corso da sei partite. Quanto durerà la cura dimagrante?

Icardi

Quando Icardi segna, l'Inter va alla cassa con i tre punti. Ma se il capitano rimane a secco, i nerazzurri perdono o pareggiano. Il ragionamento è tanto semplice quanto veritiero: vedere il tabellino del derby per credere. Malgrado l'elevata percentuale realizzativa dell'argentino, l'Inter fatica a trovare la via del gol. E la sentenza dei numeri non lascia adito a dubbi: il 55% delle marcature interiste (18) proviene dal serbatoio del bomber classe 1993. Perché se si tralascia il pareggio in casa col Palermo , i gol di Mauro hanno sempre portato alla vittoria. L'avvento di Pioli, però, ha già dato una scossa: l'Inter sugli esterni fa paura, e gli ultimi timbri di Candreva e Perisic non sono affatto frutto del caso. E l'Inter ora ci crede, perché oltre Maurito c'è di più.

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