Ibrahimovic senza limiti: "Voglio riuscire dove ha fallito Napoleone"

Con il suo consueto mix di modestia e autoironia, il fuoriclasse svedese promette di superare Napoleone Bonaparte, partendo alla conquista degli Stati Uniti.

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Si dice che un giorno Napoleone, che non riusciva ad appendere un quadro alla parete, si sentì offrire aiuto da un suo corazziere: "Lasci fare a me, generale, ché sono grande", gli disse l'incauto luogotenente. Per tutta risposta, il Bonaparte puntualizzò: "No, tu sei alto, io sono grande". Di sicuro, un ipotetico parallelo tra il conquistatore corso e Zlatan Ibrahimovic non potrebbe mai riguardare l'altezza, viste le dimensioni dello svedese, mentre sull'autostima Ibra può dire la sua. E figuriamoci se non la dice ora che ha vinto il decimo Pallone d'Oro svedese consecutivo, l'undicesimo in totale:

Molte persone preferiscono restare nello stesso posto per tutta la loro carriera, io invece ho girato come Napoleone, e come lui ho conquistato ogni nazione in cui ho messo piede. Dunque potrei pensare a fare ciò che Napoleone non ha mai fatto, cioè attraversare l'Atlantico e conquistare anche l'America. Giocare negli Stati Uniti è un'opzione primaria per me.

In effetti, Napoleone in America non ci mise mai piede, anche se pensò di scappare là, insieme a tre milioni di franchi, subito dopo la sconfitta di Waterloo. Mentre Ibra, che di tracolli come quelli della piana belga non ne ha mai conosciuti (blasfemo solo pensarlo), gradirebbe andare nel Nuovo Mondo da vincitore, impreziosendo la propria bacheca con lo scalpo della Premier League. Nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano svedese Aftonbladet, il centravanti del Manchester United non esclude l'ipotesi di restare a Old Trafford, anche se ammette che la prospettiva di valicare l'oceano lo attira non solo per questioni di campo:

Se voglio, posso restare un'altra stagione a Manchester. Vedremo. Non è una cosa che riguarda solo il calcio, ma tutto quello che lo circonda. Come sto fisicamente? Come sto mentalmente? Anche se in realtà non è un grosso problema, al PSG sentivo più pressione di ora

A proposito di ex Red Devils che sono emigrati nella MLS, David Beckham ha celebrato così il suo ex compagno al PSG in occasione della consegna del Pallone d'Oro svedese:

La sua passione e il suo amore per il calcio non sono cambiate, è uno dei migliori giocatori di sempre, ed ecco perché sono felice che ora stia giocando nel mio club del cuore. Zlatan è uno di quei calciatori che vuole sempre vincere, non importa che sia una gara di campionato o una partitella in allenamento. Se non vince fa come uno dei miei bambini, si infuria. Lui è un vincente

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